Striscia di Gaza: un fragile cessate il fuoco

Striscia di Gaza nel 2015
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Dopo 11 giorni, tra Israele e Hamas è iniziato un fragile cessate il fuoco, incondizionato secondo i media israeliani, con la mediazione dell’Egitto. Fragile perché ha influito la pressione diplomatica da più parti a cominciare da quella statunitense, pure accusata di aver saputo che Israele avrebbe scatenato l’inferno. Sicuramente un ruolo l’ha avuto l’ONU il cui coordinatore speciale per il processo di pace in Medio Oriente, Tor Wennesland a Doha, in Qatar, ieri ha incontrato Ismail Haniyeh uno dei leader di Hamas.
Del resto che sia fragile basta leggere le parole del ministro della Difesa israeliano Benny Gantz, come riporta il Jerusalem Post, che riferendosi al cessate il fuoco ha detto: “la realtà sul campo determinerà la continuazione della campagna“. La tregua è operativa dalle 2 del mattino di questo Venerdì e al momento non si registrano violazioni.
Solo una tregua di un dramma infinito che oltre alle quasi 300 vittime nella Striscia di Gaza si aggiungono i 75mila sfollati interni, accolti in 58.000 nelle scuole gestite dall’Unrwa e il resto in case private.

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