Subsonica. L’eclissi. L’era glaciale cantata

Subsonica l'eclissi
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Le prime nove date dei concerti dei Subsonica hanno registrato un buon successo di pubblico: in alcuni casi si è verificato addirittura il tutto esaurito. Non estranee a questo risultato sono  l’attenzione posta dal gruppo al costo dei biglietti, calmierato, e la contemporanea uscita del nuovo album pubblicato sapientemente il primo giorno di Tour.

Una sola data al sud, forse, ci si poteva attendere di più in considerazione della “relazione” stabilita con Roberto Saviano e il suo Gomorra al quale è dedicata Piombo. Saviano, appunto.

Subsonica l'eclissiGenerosa e lunga la recensione/sintesi che scrive su L’eclissi. Ne interpreta con attenzione i temi e le canzoni considerandolo un osservatorio per una visione dall’alto del mondo e che sa poi atterrare nei luoghi, da Napoli a Baghdad da Torino a Berlino. Spiega come il tempo di questo disco <<sa di apocalisse, dove le stelle muoiono, dove il nulla è assordante>>, con un civiltà giunta in un’era glaciale.
Ne esalta le doti di narratori e la relazione con romanzi e romanzieri: Paola C. di Canenero è il personaggio del romanzo Dies Irae di Giuseppe Genna, Alta Voracità è un titolo suggerito dai Wu Ming, collettivo di scrittori bolognesi, ma anche Tullio Avoledo o Lucarelli che ha usato i loro testi in un suo romanzo. Non manca il Sud del quale si sono <<riappropriati>> per le loro origini familiari e per quel luogo di migrati che è ancora Torino. Il loro pregio è la capacità di amalgamare suoni, ritmi e stili come la plastilina che viene fuori dall’impasto dei vari pezzi colorati [1].

Prima di passare alle altre recensioni vale la pena annotare un paio di aspetti emersi dalle interviste ai Subsonica. Primo: se è vero che il tema del disco <<è quello dell’oscuramento>>, della glaciazione loro, dice Max Casacci su XL, sono convinti della transitorietà del presente [2]. Concetto ribadito su il Manifesto quando spiega che <<alla fine dell’album infatti la voce di Samuel rivela in una ghost track i bagliori del sole che torna>> [3].
Secondo: in questo disco c’è <<piu spazio ai suoni, all’intreccio dei beat e delle sonorità elettroniche>> e che ci sia <<meno dittatura della melodia>> [2].

Valtorta concentra la sua attenzione sui testi e la loro forza espressiva dell’album al quale tributa il massimo dei voti. Posizioni decise e non banali che, partendo proprio dalla scelta di coinvolgere Roberto Saviano, esprimono in<<metafora di un’Italia dove vivere è sempre più difficile>>[4].

L’attesa sembra essere la condizione che sintetizza il giudizio di Vignola sul nuovo lavoro dei Subsonica successivo al passaggio ad una major. Attesa e <<dedizione>> necessarie per percepire il meglio di alcuni brani, attesa fiduciosa per ascoltare qualcosa che ora è solo accennato.L’album si presenta con la voce di Samuel sempre più asciutta, i <<loop divengono particolarmente ipnotici, tutto si fa più stilizzato>>, la ritmica taglia i tempi e le tastiere di Boosta <<primattrici>>. Stagno la migliore delle tracce [5].

Non sfugge nemmeno a Bizarre il confronto con il precedente “Terrestre” e la sfida la vince L’eclissi per un’eccellente sintesi dei loro suoni: elettronica e rock. Le migliori misture di questo connubio sono Ali scure <<in cui effetti di techno minimale si risolvono in un’esplosione di chitarre>>, L’ultima risposta e Nei nostri luoghi grande atmosfera costruita coi suoni digitali…che <<sfocia in uno splendido ritornello arricchito di un assolo di chitarra nel finale>>[6].

Non sono andati in giro per l’Europa, come progettato, per produrre il disco e sono ritornati <<all’anima elettropulsante degli esordi>> continuando a emettere suoni <<inconfondibili>> scrive Malagnino. L’unicità sonora poggiata sulla melodia e sul canto: <<Samuel è bravissimo ad incollare il vertiginoso pentolone di suoni frullati con modulazioni e colorazioni vocali decisamente mediterranee>>. Il meglio lo si trova nei primi tre pezzi. Veleno con un basso <<martellante>>, archi in profondità che crescono fino al <<rabbioso cambio di ritmo>>, Ali scure e La glaciazione dove il piano digitale si dissolve dando aperture alla base <<nella quale la chitarra di Casacci evoca certe sonorità dei New Order>> [7].
Equilibrio credo sia il termine adatto a sintetizzare la posizione di Bertoncelli su L’eclissi, il più <<riuscito>> della discografia. Un equilibrio tra <<cantabilità pop, gusto per la ricerca sonora e stimoli elettrodance>>, ma anche campo aperto alle liriche. Le citazioni per i brani vanno a Ali scure, Piombo, Canenero e in chiusura Stagno dove gli <<umori del disco si confondono tutti>>, la musica scompare in un tratto di silenzio e poi una <<coda fantasma ci introduce in un misterioso mondo oltre, alla periferia, chissà del prossimo disco Subsonica>>[8]. Non vi curate di noi e ascoltate.
 

Ciro Ardiglione

genere: rock
Subsonica
L’eclissi
etichetta: EMI
data di pubblicazione: 23 novembre 2007
brani: 13
durata: 64:53
cd: singolo

[1] Roberto Saviano, L’Eclissi, XL dicembre 2007, pagg. 44-48
[2] Federico Fiume, “La band torinese torna all’elettronica parlando di paura, instabilità e di un futuro sempre più incerto“, XL dicembre 2007, pag. 224
[3] Paolo Ferrari, “Subsonica, glaciale futuro electro rock“, Il Manifesto 20 novembre 2007, pag. 15
[4] Luca Valtorta, “I Subsonica e Roberto Saviano, insieme per sconfiggere Gomorra“, Il Venerdì 30 novembre 2007, pag.88
[5] John Vignola, Il Mucchio dicembre 2007, pag.29
[6] Bizarre, BLOW UP. dicembre 2007, pag. 90
[7] Max Malagnino, RockStar dicembre 2007, pagg. 94-95
[8]Riccardo Bertoncelli, Linus dicembre 2007, pagg. 106-106

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