Sudafrica. Nuvole sulla nazione arcobaleno

Sudafrica bandiera
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È il Paese economicamente più avanzato dell’Africa ma,  come tanti altri e non solo nel continente, si presenta con devastanti disparità quando si va oltre l’immediato sguardo magari pensando al mondiale di calcio del 2010. E’ lo stesso fenomeno che si può osservare in tanti altri paesi che stanno accelerando in economia ma che lasciano lungo la strada lacerazioni profonde tra le persone e sul territorio.

Lo scrittore Lewis Nkosi quando descrive la sua terra, sia pur spesso da lontano, non nasconde che <<lo scenario>> non è cambiato di molto: <<il razzismo persiste, insieme a molti altri elementi di resistenza all’integrazione. Il problema cruciale, che richiederà tempi lentissimi per arrivare ad una soluzione, è la redistribuzione delle terre>> [1].

Pensieri espressi anche dal grande fotografo David Goldblatt che si attende altri decenni per chiudere il capitolo apartheid e che la terra è una questione cruciale [2].
E a proposito di razzismo uno degli episodi che hanno fatto più indignare è stata la pubblicazione di un video amatoriale nel quale cinque impiegati di colore subivano vessazioni, compreso il mangiare cibo con urina, da parte di studenti bianchi dell’Università di Bloemfontein [3]. Il governo, per questo ed altri episodi, ha espresso una decisa condanna perché possono minare uno dei fondamenti della costituzione del paese [4].

Le tensioni si stanno allargando agli stranieri, sempre più spesso oggetto di violenze, e che nella maggior parte dei casi nascono nei quartieri più poveri dove la tensioni sociali sono al limite. L’agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati spiega che <<nelle ultime settimane aveva registrato almeno mezza dozzina di attacchi a cittadini stranieri, compreso il ferimento mortale di due migranti in un altro sobborgo di Pretoria, avvenuto il 18 marzo. A seguito dell’uccisione, migliaia di persone si sono scatenate e hanno assalitogli stranieri in quattro altri insediamenti informali>>. E spesso le autorità di polizia non si preoccupano più di tanto nella ricerca delle responsabilità [5].

E le tensioni, pure xenofobe, non possono essere comprese se non si riparte dalle profonde disparità a cominciare dal tema accennato all’inizio e cioè la proprietà della terra.

La maggior parte delle aziende agricole sono ancora detenute dai bianchi, retaggio dei decenni passati, e questa situazione dovrebbe cambiare se il governo, entro il 2014, trasferirà il 30% delle terre ai sudafricani di colore come da obbiettivo dichiarato [6].

Il Sudafrica dal 1994, anno della fine della segregazione razziale, ha messo a segno una crescita economica spettacolare fatta di tassi di crescita del PIL annuale, ai prezzi del 2000 ed escludendo il 1998, tra il +2,4% e il +5,4% del 2006 e con un 2007 a +5,2. I settori che più sono cresciuti sono stati nell’ordine costruzioni, servizi finanziari e commercio[7]. Anche lo stato della finanza pubblica è in buona salute se si pensa che nell’anno fiscale 2006/7 è stato annunciato un avanzo che si manterrà tale nelle previsioni del Ministro delle Finanze pur in presenza di una aumento della spesa pubblica per l’istruzione, la sanità e l’edilizia popolare [8].
Il tutto a fare del Sudafrica, secondo United Nations Conference on Trade and Development, il primo paese africano per capacità di attrarre investimenti e il ventitreesimo nel mondo [9].

Ma la “nazione arcobaleno” si ritrova ad avere altri indici che raccontano, come si preannunciava, un’altra realtà per certi versi terribile.

Gli stessi analisti spiegano che il mercato del lavoro potrebbe essere un limite alla crescita perché in tutti anni, la disoccupazione é stata elevata e non esiste una sufficiente offerta di lavoratori qualificati.
Dal 2000 il tasso ufficiale di disoccupazione non è mai sceso al di sotto del 23% che è il dato di settembre 2007 secondo la Labour Force Survey di marzo 2008 [10].

La mancata programmazione a lungo termine e l’incapacità di adeguare il sistema energetico sta mettendo a dura prova la distribuzione dell’elettricità per i continui black-out tanto da fermare le attività nelle miniere [11].
Non solo, ma il livello di povertà è peggiorato: dal 1996 al 2005 il numero di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno è passato da 1,9 a 4,2 milioni [12].

Nell’ultimo anno i prezzi delle derrate alimentari sono cresciuti molto più che dei salari: si passa dal 5% dello zucchero al 20% delle uova al 31% del latte fresco al 38% delle verdure. Senza parlare dell’aumento del prezzo del petrolio che ha provocato la crescita dei costi per il trasporto e dei tassi di interesse il tutto ad allargare la forbice tra i redditi [13].

L’aspettativa di vita per gli uomini è di 49 anni e 50 per le donne. Il 30% della popolazione risulta infetto da Aids e i morti sono 400.000 l’anno e gli orfani sono 1.500.000 [14].

La criminalità sembra essere fuori controllo. Nel 2006 ci sono stati 19.000 omicidi vale a dire 200 volte in più che in Spagna che ha un numero equivalente di abitanti mentre il capo della polizia intratteneva rapporti di amicizia con un boss mafioso [15]. Un rapporto della commissione dei diritti umani sudafricana parla di 50.000 stupri denunciati ogni anno con una stima che possano essere nell’ordine del milione [16].

Mentre le élites economiche accrescono i loro guadagni e poteri grazie alla conquista di sempre maggiori spazi in un mercato senza controllo e legato al commercio internazionale quelle politiche si ritrovano a dover rispondere di accuse di racket come per Jacob Zuma nuovo leader dell’ANC o di aver ignorato, come per il Presidente della Repubblica Thabo Mbeki, fino alla fine le pressioni per far dimettere il capo della polizia che verrà processato per vari reati [17].
Pasquale Esposito

[1]Alessandra Iadicicco, “Universo in bianco e nero”, D 29 marzo 2008, pag. 147. Lo scrittore fuggito dall’apartheid abita in Svizzera e insegna in Inghilterra e visita solo saltuariamente il Sudafrica.
[2]Michele Farina, “Ci vorranno decenni per guarire dall’ apartheid“, Corriere della Sera 23 marzo 2008, pag. 39
[3] “Proteste per il video razzista girato nell’università di Bloemfontein“, www.peacereporter.it, 27 febbraio 2008.
[4]Mail & Guardian, 7 marzo 2008
[5]”Sudafrica: organizzazioni per i diritti umani condannano attacchi xenofobi“, www.jrs.net, 7 aprile 2008
[6]bbc.co.uk, aprile 2008
[7]ICE, “Rapporto Repubblica Sudafricana 2007“, pagg. 1-3; sono le costruzioni di gran lunga il comparto più in crescita con un +16,5% <<trainata soprattutto dal comparto non residenziale, in particolare dalle attività aeroportuali, dall’ampliamento del terminal portuale di Richards Bay, dai lavori preparatori per la Coppa del Mondo di calcio FIFA 2010 e dal programma di investimenti nel settore della generazione e della distribuzione di energia elettrica da parte della societaí pubblica Eskom>> La chiusura del 2007 parla di un comparto costruzioni a +18%, servizi finanziari +8,3% e trasporti e telecomunicazioni +5,2%, ICE, “Repubblica Sudafricana – Congiuntura economica“, pag. 2
[8]ICE, Rapporto…, pag. 11
[9] United Nations Conference on Trade and Development, “World Investment Prospects Survey 2007-2009“, pag. 38
[10]Benedetta Piola Caselli, “E l’Africa restò al buio“, www.peacereporter.it
[11]ICE, “Repubblica Sudafricana…”, pag. 6
[12] Orla Guerin, “South Africa’s widening divide“, bbc.co.uk 14 dicembre 2007
[13]www.amandapublisher.co.za, 8 aprile 2008
[14]”Aids in Sudafrica, sempre peggio“, www.aidos.it 17 ottobre 2007
[15]John Carlin, “Il bandito e il poliziotto“, El Pais nella traduzione de L’Internazionale 8/14 febbraio 2008, pag. 45
[16]Viviana Mazza, “Sudafrica, emergenza stupri“, www.corriere.it 14 marzo 2008
[17]Adriaan Basson, “Il leader dell’Anc accusato di racket” Mail & Guardian nella traduzione de L’Internazionale, 11-17 gennaio 2008, pag. 84; John Carlin, idem

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