Susanna Schimperna: L’ultima pagina

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scritture romanzo

Venticinque storie, scrittrici e scrittori, di chi ha deciso di porre fine alla propria vita. Personaggi lontani nel tempo e con vicende biografiche molto diverse: l’ultima pagina della loro vita, l’ultimo atto eclatante o silenzioso.
Susanna Schimperna con rispetto, attenzione e desiderio di capire ci costringe a riflettere sulle radici di un gesto estremo.

FINE

Ci sono nomi famosi il cui suicidio è entrato nella narrazione degli eventi e nomi che sono rimasti nell’ombra anche in occasione della morte.
Personaggi che avevano conosciuto la fama e gli onori delle cronache e personaggi rimasti sempre in uno spazio ristretto.
Tutti accomunati da un lavorio continuo, da un tarlo che scava l’anima nel profondo: Sofferenza? Disagio esistenziale? Delusioni etiche, politiche o d’amore? Quanto dolore siamo in grado di tollerare?

Citazione 1
In questo libro sono raccolte le storie di venticinque scrittrici e scrittori che hanno posto fine alla loro vita.

Venticinque storie raccontate con la certezza che capire la natura di un gesto estremo, chiama in causa anche le nostre motivazioni al vivere e al continuare a vivere, si direbbe, nonostante tutto.
Una scelta chiara e netta del campo da indagare. Fin dall’inizio, l’attenzione si è rivolta alle scrittrici e agli scrittori perché con la parola l’autrice dichiara di avere una maggiore confidenza o la possibilità più netta e precisa di riconoscere l’eco delle pagine, dei saluti, dei commiati.

Citazione 2
Perché solo scrittori e non i musicisti, i pittori suicidi? La musica per alcuni può fare anche di più che tenere compagnia, può mutare gli stati d’animo anche di più che tenere compagnia, può mutare gli stati d’animo come forse nessun libro, ma non è traducibile in parole, come non lo è la pittura. Con gli scrittori mi sento a più a mio agio, e poi sono raccontabili attraverso estratti delle loro opere, passaggi che ho ritenuto così significativi da proporli qui.

Un libro da leggere in un silenzio vero perché, tra le righe, in quegli spazi assoluti che ogni libro che ha qualcosa da dire sa creare, non si insegue la cronaca rumorosa e guardona che il nostro presente ha saputo creare.
In gioco c’è una domanda chiara, netta e ineludibile che ci costringe a riflettere sul suicidio, sulle motivazioni che lo determinano e sull’accoglienza che le varie epoche hanno riservato a questa tragica risposta.

Citazione 3
Sono tanti gli scrittori che non hanno trovato spazio in questo libro. Non volevo, d’altra parte, scrivere una sorta di dizionario: avrei sempre, inevitabilmente, lasciato fuori qualcuno. Ho semplicemente scritto finché ne ho avuto voglia, procedendo senza alcuno schema.

In fondo ad ogni opera letteraria, si immagina per tradizione la parola “fine”, quell’ultima pagina che separa l’opera dall’autrice o dall’autore e la consegna al mondo.
Nelle storie che ci vengono presentate, l’ultima pagina – a volte con un testo, a volte con semplice bigliettino, per altri senza commiato – è il momento estremo che separa l’orizzonte della parola che ancora ci lega agli altri dal silenzio assoluto che ci separa dal mondo. Lungo questo margine estremo, con delicata attenzione, Susanna Schimperna ci guida a incontrare venticinque umanissime storie.

Susanna Schimperna
L’ultima pagina
Iacobellieditore; 2020
pagine 200; € 18,00

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