Tav: costi alle stelle per un’opera inutile e dannosa.

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Al maxiprocesso contro i cinquantatré Notav i pubblici ministeri, con argomentazioni che non convincono, hanno chiesto duecento anni di prigione complessivi con pene che vanno dai sei mesi ai sei anni di carcere.
Ma quello che accade in questi giorni continua a dimostrare quanto di sbagliato e in parte fraudolento sia tutto il progetto.
Uno dei maggiori difensori della Tav Torino-Lione, il vicepresidente della Commissione Trasporti del Senato Stefano Esposito (Pd) ha chiesto un’audizione urgente dei vertici di Ferrovie e a Maurizio Lupi, ministro alle Infrastrutture perché «se le cifre sono queste io chiedo al governo di sospendere i lavori, rinunciare all’opera e pagare le penali alla Francia». Le richieste di chiarimento e relative dichiarazioni sono il risultato della “scoperta” dell’aumento, in pochi anni, di oltre due volte e mezzo delle le spese che l’Italia deve sostenere. Il costo passa da 2,9 a 7,7 miliardi di euro secondo quanto risulta dal Contratto di programma Rfi 2012-2016 firmato dall’Amministratore delegato di Ferrovie e il Ministro dei Trasporti. Il Senatore Esposito parla di un “Paese dei furbi”. «C’è una nube nera dietro questi numeri».
Sandro Plano, il sindaco No Tav di Susa sostiene che probabilmente andremo  anche oltre i 7,7 miliardi denunciati ora perché siamo ancora ai progetti. Il sindaco afferma che i costi sono stati tenuti bassi «per dimostrare che l’opera era sostenibile e che interromperla avrebbe determinato il pagamento di penali più elevate dei soldi che l’Italia avrebbe speso per farla» [2].

Il tema dei costi non è solo una questione italiana perché lo scorso 23 ottobre la Corte dei conti francese nella sua relazione ha ritenuto la contabilità del progetto prevede un costo troppo basso. «Come si può giustificare la Torino-Lione quando il governo sta cercando 50 miliardi di € per un progetto dove ogni km del tunnel è pari alla costruzione di un ospedale di 60 000 mq», dicono gli eurodeputati ambientalisti Karima Delli e Michèle Rivasi. L’associazione Amici della Terra spiega che «dai 3 miliardi iniziali, oggi si sono superati i 30 miliardi. E tutto per cosa? Per collegare Parigi a Milano in 04:15. Mentre con la linea attuale, si potrebbe realizzare questo collegamento in poco più di cinque ore » [3].

Le cifre contestabili riguardano altri aspetti di questa “impresa”. La LTF-Lyon Turin Ferroviaire  (LTF) – una controllata del gestore delle rete ferroviaria francese Réseau Ferré de France (RFF) – nei suoi  documenti giustifica la nuova linea con la congestione della vecchia tra il 2017 e il 2020, ma secondo i dati di Alpinfo le merci passate sulla tratta sono passate da 5,5Mt del 2000 alle 3,4Mt del 2012. I conti non tornano nemmeno sul traffico merci su gomma ai valichi stradali del Frejus e del Monte Bianco che sarebbero cresciuti enormemente nel 2022 con gravi  problemi ambientali, ma i dati reali sono di gran lunga inferiori.
Pasquale Esposito

[1] Sono le parole dello steso Senatore in Mauro Ravarino, “No alla Tav, «Se lo dico io»”, il manifesto 30 ottobre 2014, pag. 6
[2] “Accade sempre così ma denunce ignorate“, www.repubblica.it, 30 ottobre 2014
[3] “Ecco cosa scrivono dalla Francia sulla TAV”, www.lantidiplomatico.it, 30 ottobre 2014

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