Il teatro in carcere, dialogando con Vittorio Mantovani

Noi guerra! Vittorio Mantovani Opera Liquida
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All’interno della casa di reclusione Milano Opera vive la compagnia teatrale Opera Liquida costituita da detenuti ed ex detenuti che una volta usciti dal carcere hanno deciso di continuare a far parte della compagnia. In 10 anni sono stati già 8 gli spettacoli che la compagnia ha prodotto a partire dagli scritti dei detenuti su temi di rilevanza sociale.

Il giorno 16 dicembre andrà in scena nel grande teatro di 400 posti realizzato in un’ala della casa circondariale “Noi guerra! Le meraviglie del nulla” con la regia di Ivana Trettel e le opere di Giovanni Anceschi. Nei giorni che precedono la serata tra le prove dello spettacolo e il disbrigo delle pratiche burocratiche indispensabili per consentire laccesso a ciascuno spettatore abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Vittorio Mantovani, ex detenuto che ha deciso, una volta scontata la sua pena, di rimanere all’interno del progetto come attore e drammaturgo.

Vittorio Mantovani
VIttorio Mantovani

Vittorio ti faccio una domanda semplicissima: chi è Vittorio Mantovani adesso e chi eri prima di entrare in carcere , come il carcere ti ha trasformato?
Adesso ormai sono un pensionato, sono nato nel 1952 a Venezia, ma ho sempre vissuto in provincia di Milano, sono il primo di 7 fratelli di una famiglia povera, sono rimasto orfano di padre da bambino e da quel momento mia madre ha iniziato a lavorare. Sono riuscito a completare gli studi superiori lavorando e studiando, ho praticato il ciclismo a livello agonistico da giovane senza però conseguire grandi successi . Nel mondo del lavoro mi sono inserito nell’ambito bancario finanziario e per un periodo anche nel settore edile con un mio fratello. Per una serie di illeciti che potremmo definire amministrazione finanziaria disinvolta sono stato arrestato è condotto al carcere di San Vittore nel marzo del 2009 , un carcere pessimo che non auguro a nessuno, ambiente stretto, fatiscente, umido, eravamo in 9 detenuti in 16 metri quadrati sono stato poi trasferito al carcere di Opera per oltre 3 anni e poi ho finito di scontare la mia condanna al carcere di Bollate.
L’esperienza carceraria ti ha cambiato come uomo? In che modo?
Ci sono persone che fanno 20 anni di carcere e non cambiano di una virgola e poi ci sono uomini a cui basta un attimo in galera per capire che è meglio non finirci più in queste situazioni, ci si rende conto delle stupidaggini che si sono compiute nella vita.
Vittorio oltre che attore sei uno dei drammaturghi che ha scritto l’impianto dello spettacolo che vedremo il 16 dicembre ” Noi guerra! Le meraviglie del nulla” hai sempre scritto?
Io penso che ognuno di noi ha dentro alcuni talenti a livello embrionale.
Entrato in carcere ricordavo spesso quando da bambino andavo a giocare a pallone con le michette in tasca e mangiavo anche le briciole, ecco io in carcere mi sono nutrito di quei ricordi lì, di quelle briciole. Ogni tanto da ragazzo scrivevo qualcosa, mi è sempre piaciuto scrivere e leggere, il seme di questa passione esisteva da sempre anche se non aveva avuto l’opportunità di germogliare. Poi in carcere ho iniziato a frequentare un laboratorio di poesia, e a seguire quello di teatro, una cosa che avrei sempre desiderato fare sin da bambino, ma che fino al mio ingresso in carcere non avevo avuto l’opportunità di coltivare.
Ivana Trettel mi ha visto ed ho iniziato recitare, mi sembrava naturale interpretare emozioni e sentimenti sul palco è stata una bellissima esperienza che poi ho capitalizzato anche nel mio lavoro infatti una volta terminata la detenzione carceraria sono andato a lavorare come operatore in una RSA con anziani affetti da Alzheimer e malattie neurodegenerative e li utilizzando le parole senza significato ma accompagnandole da suoni, versi, movimenti grazie alla capacità espressiva che avevo acquisito con la compagnia teatrale riuscivo ad entrare in sintonia attraverso una comunicazione non ortodossa, ma creativa. Ho continuato la mia collaborazione con il carcere in seno al progetto “Stai all’occhio” per sensibilizzare i ragazzi delle scuole sull’importanza della legalità, i ragazzi si confrontano con noi che abbiamo vissuto la forte esperienza del carcere, fanno tante domande, sono curiosi.
Con “Opera Liquida“, la compagnia teatrale del carcere di Opera, ho poi proseguito un rapporto di collaborazione lavorativa, oltre ad essere attore e drammaturgo per la compagnia mi occupo di seguirla da un punto di vista burocratico amministrativo facciamo parte del terzo settore e abbiamo in essere diversi progetti con finanziamenti sia regionali che nazionali che europei.
Quante persone tra detenuti e persone non più detenute sono coinvolte nel progetto teatrale del carcere di Opera?
Attualmente nel progetto “Per aspera ad astra” sostenuto da Acri, associazione casse di risparmio, che riunisce alcune delle maggiori carceri d’Italia e associazioni che lavorano nelle carceri ci siamo noi per Milano poi c’è a Volterra Armando Punzo con la sua associazione teatrale, poi ci sono Catania, Palermo insomma siamo in tanti. Al laboratorio teatrale di Opera attualmente sono iscritti una dozzina di detenuti interni al carcere, a fianco del laboratorio teatrale abbiamo anche un laboratorio di costumi teatrali ed uno di scenografia e audio-video in totale una ventina di persone tutte detenute distribuite su queste tre attività oltre a collaboratori esterni che entrano due o tre volte a settimana per le prove.
Oltre alla sua esperienza personale ritieni che ci sia in ogni caso un beneficio per gli altri detenuti in termini di capacità di gestire la propria detenzione grazie a questo laboratorio teatrale?
Assolutamente sì, i laboratori teatrali sono benefici per tutti. Il vantaggio è duplice: fare qualcosa di bello e poi attraverso l’esperienza del teatro del carcere si può iniziare a intravedere un po’ prima la libertà, non nel senso che si esca prima dalla prigione ,ma si può uscire come capitato anche a me che durante la detenzione ho partecipato ad una manifestazione letteraria e si può uscire anche per fare degli spettacoli e queste piccole cose sono molto molto importanti per i detenuti che sono in detenzione magari da un decennio è un beneficio impagabile.
A questo punto non vediamo l’ora di poter assistere al vostro spettacolo del 16 dicembre dal titolo “Noi guerra le meraviglie del nulla” avrete poi la possibilità di fare delle repliche in seguito
Faremo lo spettacolo il 16 dicembre e ricordiamo che poter per poter accedere alla casa di reclusione in occasione dello spettacolo è necessario inviare una richiesta entro le 8:30 del 13 dicembre seguendo le istruzioni sul sito www.operaliquida.org poi sicuramente cercheremo di fare delle repliche ad inizio del nuovo anno anche se siamo in un periodo in cui organizzare molto difficile.

Saluto Vittorio Mantovani, poeta attore e drammaturgo che ci lascia con i versi tratti dalla sua  poesia Proteggimi
Eccomi vestito solo di vita autentica un libro settanta volte letto prigioniero di un’anima pura non voglio un cuore nuovo dammi mille cuori pulsanti dammi mille occhi che fissano il sole per scrutare le profondità delle tenebre

Adelaide Cacace

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