The Bongolian, Harlem Hipshake. Back in the 60’s

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Nasser Bouzida aka The Bongolian è un compositore e polistrumentista, ha contribuito negli anni agli album di Holly Golightly, Morcheeba, Rob da Bank e Faye Hallam, ha suonato con The Loafers e Big Boss Man.
Si definisce un musicista autodidatta che ha iniziato distruggendo pentole e padelle di mamma fino a quando non gli ha finalmente comprato una batteria! La batteria suo primo amore, ma poi lentamente ha iniziato a suonare percussioni, basso, chitarra, piano e tastiere.
A soli 14 anni fonda la sua prima band The Loafers, che in breve diventeranno un gruppo di punta dello ska anni ’80. Con il gruppo incide tre dischi prima solo come batterista ed in seguito come autore e polistrumentista.
Finita l’avventura ska insieme all’amico Trevor Harding già alla chitarra nei The Loafers fonda i Big Boss Man a cui si unisce Scott Milsom al basso.
I Big Boss Man fondono la cultura Mod le vibrazioni soul-funk e i suoni garage si ispirano ai suoni di Brian Auger e Ray Barretto e Tito Puente ed in particolare Nasser Bouzida è fortemente influenzato da Jean Jacques Perry musicista elettronico e pioniere nell’uso del Moog.
L’impegno con i BBM non gli impedisce di dedicarsi ad un progetto solista che prenderà il nome The Bongolian con il suo alter-ego raggiunge anche un meritato successo, soprattutto con “Moog Maximus” del 2016. Nelle 12 tracce si gioca con la disco soul degli anni ’70 citazioni new wave omaggi a Morricone e tanto latin-acid-jazz, insomma un successo più che meritato.

Oggi a distanza di quattro anni ci riprova con “Harlem Hipshake”, prima prova in cui viene assistito da una imponente sezione fiati guidata da Terry Edwards che ha lavorato con PJ Harvey, Nick Cave, Lydia Lunch, Tom Waits, Julian Cope and Gallon Drunk.
Nasser Bouzida ci propone un viaggio nella New York degli anni ’60, il disco è diviso in due parti la prima dedicata all’East Side la seconda al West Side.
Nella prima composta da canzoni originali potenti e emozionanti, il Latin Soul la fa da padrone sembra di essere catapultati nel “El Barrio” cosi chiamavano la Harlem spagnola i portoricani dove hanno mescolato la loro musica con il R & B, rock e funky per creare un caratteristico suono. Artisti come Ray Barretto, Mongo Santamaria, Joe Bataan, Willie Colon, Tito Puente crearono fusioni di musica latina e nera con un ritmo implacabile.
È quello che Nasser Bouzida ci propone nella prima parte la musica che animava le feste nella New York anni Sessanta, con un omaggio particolare a Tito Puente con “Soul Drums On 110th Street”; anche se ai più la 110th è conosciuta per il Il Duke Ellington Memorial, la 110a strada est è stata ribattezzata Tito Puente Way.
Nella seconda parte ci spostiamo nel West Side e anche se all’apparenza i suoni si fanno più sofisticati, il Latin si sposa più con il Jazz ma non manca di energia e stimoli per poter divertire.
Qui la sezione ritmica sembra più libera di improvvisare, ora è più marcata l’influenza che lega i fiati alla Dizzy Gillespie e Stan Getz con i suoni delle percussioni latine.

Con questo lavoro di The Bongolian ritorna il ricordo di quelle fantastiche serate newyorchesi, bisogna solo essere grati a Nasser Bouzida per questo bellissimo regalo.
Cesare de Stefano

genere: latin soul
The Bongolian
Harlem Hipshake
etichetta: Blow Up Records
data di uscita: 13 novembre 2020
brani: 13
durata: 00:42:47
album: singolo

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