The Hotelier. Home, Like Noplace Is There. Dolorosi racconti di vita racchiusi tra estremità sonore

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Il caso o meglio un errore mi ha esplicitato l’essenza artistica del nuovo lavoro de The Hotelier. Parto all’ascolto e mi ritrovo a seguire Among the Wildflowers con il suo ritmo dolce, da ballata seguito con l’armoniosa voce di Christian Holden. Abbandono, nuova distrazione, e il lettore attacca Life in a Drag e la musica e soprattutto le voci si fa dura catartica urlata. Ecco la cifra stilistica di Home, Like Noplace Is There è quella degli estremi, di poli che si attraggono. E si attraggono fino a diventare un passaggio di testimone in molte delle nove canzoni di quest’album. Anche quelle appena citate che sembrano passare dal chiuso dei pensieri alla libertà di espressione urlata, perché tutti la debbano sentire. E spero che siate in tanti a confrontarvi con la loro musica e i loro testi che partendo da episodi personali, quasi intimi sembrano finire con connotarsi con tematiche ampie, quasi politiche. Ritornano gli opposti, le estremità delle esistenze, il privato e il pubblico.

A scrivere i testi e a cantare è il fondatore Christian Holden (basso,voce) insieme a Chris Hoffman (voce, chitarra) e poi chiudono la band Sam Frederick (batteria) e Cody Millet (chitarra). The Hotelier  vengono  da Worcester, Massachusetts e nel 2011 avevano pubblicato il loro esordio It Never Goes Out con il nome The Hotel Year.

Molti dei segnali conducono, e sono in tanti a parlarne, verso la cultura musicale emo, ai gruppi Pianos Becomes The Teeth, Touché Amoré, Texas Is The Reason, My Chemical Romance, American Football. In verità passaggi quasi rock e momenti punk fanno pensare ad una voglia compositiva più articolata e che in futuro potrebbe consolidare un quadro sonoro originale, completando la già profonda capacità espressiva delle liriche  che diventano brevi racconti di vita. Una vita che spesso lascia delle ferite, per le quali non ci sono medicinali che possano rimarginarle come nei drammatici momenti di Your Deep Rest in cui Holden parla di un amico che aveva deciso di suicidarsi e al quale non è  riuscito a dare risposte e per questo la sofferenza è tremenda.
Open the curtains/ Singing birds tell me “tear the buildings down … così comincia a cantare all’inizio del disco.
Non ci curate di noi e ascoltate.
Ciro Ardiglione

genere: rock
The Hotelier
Home, Like Noplace Is There
etichetta: Tiny Engines
data di pubblicazione: 25 febbraio 2014
brani: 9
durata: 36:16
cd: singolo

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