The Killers. Pop-rock britannico dal deserto di Las Vegas

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Senza replicare i fasti dei precedenti lavori, i The Killers restano una band che riscontra ancora un notevole appeal commerciale a quattro anni dal loro debutto con Hot Fuss.
killers day ageAd alcune settimane dall’uscita di DAY & AGE in Inghilterra sono al quarto posto e continuano a mantenere buone posizioni di rincalzo in altri paesi in particolare quelli anglosassoni [1].

Siamo alla terza prova del gruppo di Las Vegas non volendo contare la raccolta di bsides Sawdust pubblicato nel 2007. E probabilmente dovremo aspettarci un’operazione simile visto che da questo album sono stati esclusi diversi brani.
Il disco è stato composto negli USA e poi registrato a Londra, come si addice ad una band che sembra nata in qualche città britannica, con la produzione e il missaggio di Stuart Price [2] e senza la loro presenza fisica. Il booklet mostra i ritratti, con una linea grafica che sostiene l’estetica modaiola, dei quattro componenti e manca dei testi delle canzoni che, per quello che costa un cd, dovrebbero essere un obbligo.

La recensione della Maerz pone l’accento sulla tendenza all’esagerazione, all’inglobare nei loro di suoni soluzioni ecumeniche confermate in questo album <<con in più subdoli accenti di world music>>. Il meglio lo si trova proprio quando insistono sulla teatralità come in Spaceman o in A Dustland Fairytale che parte da un dolce pianoforte ed esplode con orchestra <<epica>>. Meno riuscite Losing Touch e Neon Tiger dove Brandon Flowers pigia troppo sul drammatico [3].

Un disco che come valore si colloca a metà tra il primo e il secondo Sam’s Town,  insomma un buon lavoro è l’opinione di Sibilla. Il motivo sta nell’incapacità dei The Killers di suonare rock americano sulla scia della tradizione springsteeniana come avevano provato a fare con Sam’s Town. Sono tornati alla precedente musica e questo ritorno è rappresentato al meglio dal singolo Human che sembra recepire linee melodiche degli Abba. Le citazioni sono molteplici in DAY & AGE, come al solito, e forse sono talmente numerose che l’autore si chiede ancora cosa faranno da grandi [4].

Il dichiarato fan Starblazer considera superata la prova del terzo album dopo i due <<meravigliosi>> precedenti e questo grazie alla capacità di rinnovarsi esaltando la componente <<pop, elettronica e psichedelica>>. Il nucleo del disco sono sei brani divisi in due tranche tra le quali annotiamo Neon Tiger <<una canzone per cui nessuna descrizione rende bene l’idea della sua bellezza>> [siamo agli antipodi rispetto alla valutazione della Maerz!] e Spaceman in cui Brandon Flowers <<offre una delle sue migliori prestazioni sia nelle strofe che in quel ritornello intenso e quasi frenetico>>. La peggiore di tutto il repertorio è invece Joy Ride [5].

Fatta eccezione per Spaceman dallo standard atteso e un altro paio di tracce,  Morelli non salva nulla, nemmeno le liriche in un album che <<si chiude con un lamento funebre di 7 minuti, in linea con le previsioni sulla carriera dei Killers>> [6].

Giudizio meno severo quello di Adin che comunque pensa che il gruppo si sia cullato sugli allori nel senso che potrebbe aver lavorato senza la cura necessaria per una band che aspira ad essere planetaria. Avendo un produttore di livello hanno confidato troppo negli interventi in sala. Fatta eccezione per i primi due pezzi <<tutto, dall’assolo di chitarra di Losing Touch al ritornello “chewing gum” del primo singolo Human, rasenta la perfezione pop >> [7].

Braggion pur riconoscendogli la capacità di tirar fuori ancora <<cose che non ti riesci a levare dalla mente (‘Are we human or are we dancers?’), distillati di semplicità e coretti ‘oh oh oh’>> ritiene che con questo disco restano lontani dalla musica degli esordi [8].
Non vi curate di noi e ascoltate!
Ciro Ardiglione

genere: pop-rock
The Killers
DAY & AGE
etichetta: Island
data di pubblicazione: 21 novembre 2008
brani: 10
durata: 43:49
cd: singolo

[1] Hanno venduto più di dodici milioni di album nella loro breve carriera. Per le attuali posizioni si può consultare la Top 100 Album Chart in www.theofficialcharts.com; mentre per un breve resoconto delle loro fortune in classifica si può leggere Paul Sexton, “Killers trump Gun N’ Roses for U.K. No. 1”, www.billboard.com, 1 dicembre 2008.
[2] Il trentunenne parigino Stuart Price ha collaborato – per il missaggio e/o per la produzione –  alle uscite musicali, tra gli altri, di Gwen Stefani, Madonna, Seal e recentemente Keane per l’album Perfect Symmetry. Per i Coldplay ha curato il remix di Viva La Vida.
[3] Melissa Maerz, www.rollingstone.com, 27 novembre 2008
[4] Gianni Sibilla, www.rockol.it, 02 Dicembre 2008
[5] Starblazer, www.debaser.it, 17 dicembre
[6] Paolo Morelli, www.vitaminic.it, dicembre 2008
[7] Mauro Adil, www.agenziaradicale.com, 04 dicembre 2008
[8] Marco Braggion, Sentireascoltare, dicembre 2008, pag.39

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