The Mountain Goats, Bleed Out

The Mountain Goats
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La copertina filmica del nuovo lavoro Bleed Out de The Mountain Goats è accattivante, ispirata come tutto il disco del resto, ai film italiani d’azione degli anni ’60, ’70 e ’80.
Il frontman John Darnielle e per molti anni unico membro della band ha spiegato che gli è venuta l’idea di scrivere un mucchio di canzoni in cui fossero tutti mini-film d’azione ritmati. Trame, personaggi, rapine, ostaggi, capricci discutibili, auto in fuga, tutta quella roba. Pedale del gas incollato al pavimento delle auto.

Il disco arriva dopo Dark in Here dello scorso anno ed è sicuramente un deciso passo in avanti grazie ad un cambio di registro. È ben suonato, sono quasi scomparse quelle atmosfere troppo folk che avevamo trovato nei dischi precedenti, e come detto da Darnielle questo disco sembra essere altro. Mantiene elevato il livello per tutti e dodici i brani strizzando l’occhio agli americani War On Drugs in diversi momenti come in Bones Don’t Rust.
In tutto Bleed Out, solo nell’undicesimo brano Incadescent Ruins si ritrova quella vena folk caratteristica dei precedenti del gruppo, ma questo non spaventerà gli amanti dei Mountain Goats.
La batteria di Jon Wurster – sia quando tiene semplicemente il tempo sia quando diventa protagonista come in Wage Wars Get Rich Die Handsome – è sempre un bel sentire durante tutto il disco, dando forse addirittura la cifra stilistica all’album.

THE MOUNTAIN GOATS Bleed OutApre il disco Training Montage, il primo ad essere reso sulle piattaforme, una ballata che parte lentamente ma poi cresce in velocità mantenendo una sua linea armonica quasi ricordando nel riff cantato movenze di Roger Daltrey. Extration Point brano che tiene sulla corda, continuo e compatto come il testo, forte ed accattivante nella sua narrazione rapida e quasi aggressiva ma con una bella poetica di fondo.
Ho aspettato così a lungo giorni come questi che sono stanco di vivere in ginocchio
Tira indietro i capelli, dirigiti a destra verso il punto di estrazione
E se non mi senti, lasciali tutti liberi
Sono sulla Kennedy Expressway all’alba
Non so da dove abbiamo preso questa macchina sto guidando con i fendinebbia accesi
…..
Sogni del futuro nella mia mente lascia un paio di dozzine di corpi dietro
Tira indietro i capelli, dirigiti a destra verso il punto di estrazione
E se non mi senti, lasciali andare tutti

Altra sottolineatura va Guys on Every Corner brano che inizia con un assolo di sax che poi si spalma in tutta la lunghezza del brano.
Nel complesso un disco gradevole, e ben suonato e che vale la pena ascoltarlo più volte per lasciarsi avvolgere dalla bellezza dei brani che, come dicevamo sono dei piccoli film, e dimostrano come The Mountain Goats, con questo ventunesimo disco in studio, sappiano stare sulla cresta dell’onda.

Francesco Lorusso

genere: folk-rock
The Mountain Goats
Bleed Out
etichetta: Merge Records
data di uscita: 19 agosto 2022
brani: 12
durata: 00:47:23
album: singolo

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