The Winstons, prog psichedelico diversamente fedele all’originale

The Winstons
history 2 minuti di lettura

Quando assistiamo ad un film ambientato in un epoca lontana dai nostri tempi una delle considerazioni che ci troviamo a dover fare è quella sulla bontà precisione della ricostruzione storica. Con un disco le cose vanno diversamente perché non parliamo mai di ricostruzione e di quanto sia fedele all’originale perché parleremo di cover o di una versione che non vale la pena di ascoltare visto che possiamo direttamente ricorrere all’originale.
Quindi ogni qualvolta ci troviamo all’ascolto di progetti musicali come quello de The Winstons il dubbio sorge, almeno fino a quando l’ultima traccia non abbia smesso di vibrare.


La band è composta da Enrico Gabrielli (Calibro 35 – organo, Fender Rhodes, fiati, cori), Roberto Dellera (Afterhours – basso, chitarra dodici corde, voce) e Lino Gitto (Lato B – batteria, tastiere, cori) al loro esordio omonimo, e come scrivono loro stessi «navigano negli acquitrini maleodoranti del progressive, non curanti dello sporco. E le sue radici da cui ancora si alimenta e da dove tutto proviene: il Rock’n’roll».

Il risultato compositivo è quello di dieci tracce ben orchestrate che si ascoltano senza soluzione di continuità grazie ad un impianto prog psichedelico compatto anche se in movimento su quasi un ventennio, quello migliore. Ci si trova immersi tra momenti alla Hatfield and The North in She’s My Face o si odono chiari tracce beatlesiane nell’accattivante Play With Rebels  dove l’iniziale passaggio dei fiati e poi le sferzate nella seconda parte sottolineano la verve creativa del gruppo.  Altro momento da seguire è Dancing In The Park With A Gun con quel suo incipit con accenni jazzistici in particolare dei piatti che continueremo a sentire fino allo spianarsi di un suono prog sincopato che rimanda nel suo sviluppo all’Inghilterra musicale di quegli anni. In una delle più brevi canzoni Tarmac ci si può lasciare trasportare da un’indolenza diffusa a partire dalle note di pianoforte fino al cantato che sembra faccia fatica a seguire incedere delle note. E potreste anche farvi guidare nell’universo dai quasi otto minuti di …On A Dark Cloud, in odore di Pink Floyd anche per le modalità espressive della voce, e che presenta un passaggio delicato verso gli ultimi due minuti del brano con i toni che tendono a scomparire.
I dubbi si diradano.
Non vi curate di noi e ascoltate!
Ciro Ardiglione

genere: prog
The Winstons
The Winstons
etichetta: AMS Records
data di pubblicazione: 6 gennaio 2016
brani: 10
durata:  49:13
cd: singolo

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article