Trigray: un cessate il fuoco illusorio mentre la carestia è un rischio reale

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Non c’è pace per la popolazione del Tigray, la regione dell’Etiopia dove da otto mesi è in corso un conflitto che mette a rischio carestia centinaia di migliaia di persone. Lunedì il governo federale del primo ministro Abiy Ahmed aveva dichiarato un cessate il fuoco unilaterale ma di fatto le forze del Tigray, fedeli all’ex partito di governo regionale il Fronte di liberazione del popolo del Tigray (TPLF) che per anni è stato a capo del governo etiope, già in avanzata in varie aree da giorni, hanno occupato l’aeroporto e altre zone della capitale del Tigray, Mekele. Le notizie non sono sempre verificabili perché da mesi gli accessi ai media da parte di osservatori indipendenti sono complicate da una stretta censura. Oggi, in una conferenza stampa, Redwan Hussein, portavoce della task force del governo etiope, ha dichiarato che l’esercito di Addis Abeba potrebbe rientrare a Mekele nel giro poche settimane e che il cessate il fuoco è dovuto a soli motivi umanitari. Solo un determinato e vasto impegno internazionale per la pace potrà fermare questa tragedia.

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