Trasporto aereo: la legittimità della richiesta del compenso legale

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Il diritto dei trasporti, con specifico riferimento al trasporto aereo, costituisce, ancora oggi, uno di quei settori di cui, dal punto di vista strettamente giuridico, lasciatemi passare il termine, ne viene sempre più spesso sottovalutata la complessità.
Sono sempre più convinta che esso, per molti ma non per tutti, è considerato un contenzioso dal quale è possibile trarre con il minimo sforzo il massimo rendimento economico.
Vero è che tale convinzione deriva anche dall’operato della magistratura che non ci esime dalla lettura di sentenze a volte aberranti e/o contrarie ai più basilari principi del diritto.

Ma per fortuna l’ordinamento giuridico italiano si fonda sul principio del doppio grado di giurisdizione di merito che, sebbene non sia costituzionalmente garantito riconosce, a determinate condizioni, il riesame della questione mediante lo strumento dell’atto di appello.

Torniamo a noi partendo dal dato certo che nel momento in cui acquistiamo un biglietto aereo sottoscriviamo un contratto di trasporto con la compagnia aerea.
Trattasi di contratto a prestazioni corrispettive giacché paghiamo un corrispettivo ossia un prezzo per il trasferimento di cose e/o persone da un luogo ad un altro.
Ed inoltre trattasi di contratto con obbligazione di risultato gravante sulla compagnia aerea giacché essa è tenuta a realizzare proprio quel risultato atteso dall’utente ossia il trasferimento aereo per il giorno e l’ora contrattualizzata.

Ebbene questo risultato potrebbe essere disatteso in caso di: Cancellazione del volo, Negato imbarco e ritardo aereo.
Il Regolamento Cee n. 261/2004 garantisce un elevato livello di protezione per i passeggeri laddove riconosce il diritto di inviare in proprio attraverso semplici moduli on-line e quindi, senza la necessaria assistenza di un avvocato, un reclamo alla compagnia aerea al fine di vedere riconosciuto il diritto alla compensazione pecuniaria previsto ex art. 7 Reg. Cee 261/2004 ed a mente del quale “i passeggeri ricevono una compensazione pecuniaria pari a:
a) 250 EUR per tutte le tratte aeree inferiori o pari a 1.500 chilometri;
b) 400 EUR per tutte le tratte aeree intracomunitarie superiori a 1 500 chilometri e per tutte le altre tratte comprese tra 1 500 e 3 500 chilometri;
c) 600 EUR per le tratte aeree che non rientrano nelle lettere a) o b).
Nel determinare la distanza si utilizza come base di calcolo l’ultima destinazione per la quale il passeggero subisce un ritardo all’arrivo rispetto all’orario previsto a causa del negato imbarco o della cancellazione del volo”.

In assenza di contestazione e quindi, nel caso in cui il vettore aereo si renda disponibile alla corresponsione della compensazione pecuniaria “la scelta di avvalersi di un procuratore legale al fine di esercitare il diritto alla compensazione pecuniaria ex art 7 Reg. Cee 261/2001, è rimessa all’autodeterminazione del passeggero con la conseguenza di doversi accollare anche il relativo peso economico, non potendo quest’ultimo gravare sulla compagnia a cui, peraltro, ciascun passeggero può preventivamente rivolgersi senza sopportare alcun esborso”.

Questo è il principio espresso dal Tribunale di Catania con la recente sentenza n. 1467 pubblicata in data 02.05.20 ove in riforma della sentenza emessa in primo grado dal Giudice di Pace di Catania “accoglie l’appello proposto dalla compagnia aerea condannando il passeggero, parte appellata, alla restituzione delle spese legali liquidate nel giudizio di primo grado prevedendo altresì la condanna al pagamento delle spese legali del giudizio in favore della compagnia aerea appellante

Invero, l’introduzione di un giudizio di merito avente per oggetto la richiesta di pagamento delle spese legali unitamente alla richiesta di compensazione pecuniaria ex art.7 Reg. Cee 261/2001, richiesta questa già accolta dalla compagnia aerea, costituisce un abuso dello strumento processuale previsto dal citato Regolamento poiché volto ad ottenere indebitamente più di quanto sia esigibile dal debitore.
Pertanto, il Decidente in secondo grado, ritiene che tale condotta renda legittima l’applicazione dell’art. 92 co. 1 c.p.c. secondo cui “il Giudice nel pronunciare la condanna alle spese può escludere la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice se le ritiene eccessive o superflue” intendendo per eccessive o superflue proprio quelle spese che, come nel caso in esame, potevano essere evitate con la proposizione in proprio del reclamo.
Osserva ancora il Decidente che, in sede stragiudiziale e quindi in sede di proposizione di reclamo con l’assistenza di un difensore – ancorché questa non sia necessaria in tale fase – “non è previsto in capo al danneggiante – compagnia aerea – l’obbligo giuridico di rimborsare le spese legali della controparte, atteso che la pretesa di ottenere il rimborso della spesa sostenuta dal danneggiato configura una domanda di risarcimento del danno emergente che in quanto tale resta soggetta ai normali oneri di domanda, allegazione e prova secondo l’ordinaria scansione processuale”.

Il Tribunale di Catania, uniformandosi al principio espresso dalle Sezioni unite della Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 24883 pubblicata in data 9 ottobre 2008, ben osserva che, nella fattispecie sopra delineata, “tale condotta sia contraria al dovere di lealtà e probità sancito dall’art. 88 del c.p.c. costituendo un comportamento sleale e disonesto tale da alterare la normale applicazione del principio del contraddittorio nonché intralciare o semplicemente ritardare il regolare svolgimento del processo”;
A ciò si aggiunge che la Suprema Corte con la sentenza sopra citata “considera parimenti violativi del dovere di lealtà processuale quei comportamenti delle parti sorretti da un mero calcolo di convenienza secundum eventum litis, con fine palesemente dilatorio e non meritevole di tutela, ovvero, quei comportamenti che ostacolano la ragionevole durata del processo che si traducono in un inutile dispendio di attività processuali”.

Quindi con questa sentenza si chiariscono i profili di legittimità dei compensi legali richiesti nella fase stragiudiziale relativa ai reclami derivanti dall’inadempimento del contratto di trasporto da parte della compagnia aerea.
Agnese Somma

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