Tre Allegri Ragazzi Morti, Sindacato dei Sogni

history 3 minuti di lettura

Un intervallo cantato di due minuti e mezzo al centro di un brano di oltre dodici dominato da un tappetto stile prog con accenni psichedelici, ossessivo e limpido per la nettezza del suono forse perché Davide Toffolo possa cantare
Ho fatto a piedi tutta quanta la mia vita
Per questo non riesco a stare fermo
Non chiedermi di essere diverso
Sarò con te se vuoi ma come sono
Sarò con te per come mi assomigli
copertina album sindacato dei sogni dei Tre Allegri Ragazzi MortiÈ questa Una ceramica italiana persa in California, il decimo e ultimo pezzo di Sindacato dei sogni, che nulla toglie, anzi ne avvalora la bontà, ad un disco fondamentalmente rock. Anche la successiva, una bonus track, ne avvalora la bontà nel suo complesso, Con i bengala in cielo, un brano solare, orchestrale con una voce armoniosa e carica di melodia con un’armonica west coast e archi gioiosi e ritmati, per quelle mattine in cui ci sorride la vita.
Povera come non mai
Come prima della guerra
Io ti ringrazierò

Questo è quello che ci resta

Libera come non mai

Davide Toffolo (voce e chitarra), Luca Masseroni (batteria) e Enrico Molteni (basso) dopo un quarto di secolo di musica ad alto livello, sono ancora in grado di emozionare e scrivere belle pagine. Sindacato dei sogni, il suo titolo è un esplicito omaggio alla band californiana Dream Syndicate, arriva a tre anni da Inumani e vede diversi ospiti che rappresentano la bene la scena indie italiana da Francesco Bearzatti al sassofono in “C’era un ragazzo che come me non assomigliava a nessuno” a Davide Rossi già Goldfrapp e arrangiatore dei Coldplay e Röyksopp con gli archi a (solo per citare alcune delle sue incredibcon gli archi di Bengala e della sua versione “bonus track”, a Ruben Gardella, (Contezero, Bangarang! e ora To Je Život) con il flauto traverso di “Mi capirai (solo da morto)”, a Matt Bordin (Mojomatics, Squadra Omega) per synth e arpeggiatori in “Enorme” e “Caramella”, a Adriano Viterbini (Bud Spener Blues Explotion) co le sue chitarre in “AAA Cercasi”, a Nicola Manzan (Bologna Violenta) con il piano elettrico in “Caramella” e “C’era un ragazzo”, a
Andrea Maglia “quarto allegro ragazzo morto” dal vivo con le sue chitarre.

Tre Allegri Ragazzi Morti. Foto Ilaria Magliocchetti Lombi

L’iniziale Caramella è di poche parole ispirate al poeta livornese Caproni si muove su un miscuglio di sonorità che ruotano intorno alla psichedelia ma presentano venature pop digitale e rock elettrico con refrain di chitarra inarrestabile. Pordenone, la loro città di origine, è il tema del racconto di Calamita dove c’è spazio anche per le storie di oggi con gli “operai del Ghana che da una settimana li hanno mandati a casa, ma dimmi quale casa”, un attacco che sembra dei primi REM ma poi la semplicità della batteria e certi arpeggi ci portano ad anni prima, sempre con un ritmo sostenuto, una cavalcata tenuta da una batteria imperturbabile. Un’altra bella prova rock è Difendere i mostri dalle persone dove il finale è un profluvio di chitarre trascina l’ascoltatore.
A metà strada troverete un brano straordinario, Accovacciata Gigante composto da due testi scritti rispettivamente da Mattia Cominotto e Davide e che da ballata dal bel ritmo e dal sapore di un eccellente cantautorato che dopo alcune avvisaglie, sul finire, sprofonda nella psichedelia, in un incubo fatta di urla animalesche e distorsioni inquietanti.
E poi provare le ali di legno
E di pelle di cane
Per stare nel cielo infinito
Che è solo un disegno aaah

Vale la pena gustarselo tutto, per le sonorità, per la scrittura e le doti canore.
Non vi curate di noi e ascoltate.
Ciro Ardiglione

 

Tre Allegri Ragazzi Morti
Sindacato dei sogni
data di uscita: 25 gennaio 2019
etichetta: La Tempesta dischi
brani: 10 più bonus track
durata: 00:41:39
album: singolo

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: