Tre donne alte di Edward Albee

Tre donne alte di Edward Albee
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Tre donne alte è un dramma completamente declinato al femminile, scritto dal drammaturgo americano Edward Albee nel 1990 e vincitore del premio Pulitzer pochi anni dopo la sua pubblicazione. Tre donne alte spinge lo spettatore alla riflessioni sui grandi temi della vita e che la regia di Ferdinando Bruni trasforma in una pièce teatrale elegante e costruita con intelligenza. Due atti, il primo svolto in un contesto domestico, il secondo in un luogo metafisico dove il tempo pare sospeso.

Tre donne vivono tre fasi della vita: la giovinezza fatta di aspirazioni ed energia, l’età matura del disincanto e la vecchiaia ricca del bagaglio di ciò che è stato, ma anche piena si acciacchi. Ida Marinelli interpreta una anziana novantaduenne ricca e vedova sia del marito che dell’affetto degli amici ai quali è sopravvissuta. Ripercorre la sua esistenza con la memoria che ormai vacilla: l’educazione ricevuta, il rapporto con la sorella, l’incontro con l’uomo che è poi diventato suo marito, la vecchiaia con una zavorra fatta anche di incontinenza e sbadataggine che in un certo senso la fa tornare bambina, una bambina che lascia andare ogni freno inibitore e che ricorda i risvolti della sua vita sessuale, i tradimenti reciproci con il marito, ma anche il timore con il quale convive di essere derubata da tutti adesso che è fragile e vulnerabile. La badante, interpretata da Elena Ghiaurov assiste l’anziana con pazienza e comprensione, la sua empatia fa da ponte per la comunicazione tra l’ anziana e la giovane Denise Brambillasca, avvocatessa ambiziosa intenzionata a fare in modo che il patrimonio della ricca vegliarda sia gestito efficacemente senza imprevisti e lungaggini inevitabili quando è una ultranovantenne a voler attendere ai propri interessi.

Tre donne alte di Edward Albee
Tre donne alte di Edward Albee. Foto ©Laila Pozzo

Nel secondo atto del lavoro di Edward Albee il tempo pare essersi fermato, le tre donne si rivelano essere la stessa persona in tre fasi della vita. Intrecciano una conversazione autoironica e surreale che si muove tra desideri della gioventù ed il pragmatismo della maturità, tra aspirazione verso un ideale atteso e disincanto, tra l’aspirazione al raggiungimento di una meta ideale che ci si aspetta da giovani quando tutto ciò che vogliamo sembra esserci dovuto per diritto ed una realtà di compromessi dove sono inevitabili anche le grandi perdite. È il prezzo che si paga inevitabilmente per una vita lunga e ricca: perdere tutto, il marito, gli amici, la salute, fino ad arrivare a perdere se stessi, la funzionalità del proprio corpo e poi con la degenerazione neurologica i ricordi e la propria identità perché la grande verità è che se siamo esseri viventi siamo anche esseri morenti.

La donna nelle tre fasi giovinezza, età matura, vecchiaia si trova in presenza ed è accompagnata dalla certezza della sua morte, tutte le aspirazioni, le scelte, i fallimenti, i successi, i dolori coesistono con la certezza che tutto finirà, come affermato anche dal filosofo Heidegger; la morte non è solo il momento finale, ma è elemento costitutivo della vita stessa è solo la morte a rendere rilevanti le scelte e autentica l’esistenza, minimizzare la morte vuol dire minimizzare la vita. Un grande orologio incombe nella scenografia, nel primo atto segna il tempo nel secondo atto sembra precipitato sulla scena e soccombe al tempo.

Centratissimi i costumi di Elena Rossi, che avevamo già avuto modo di apprezzare come creatrice delle maschere di “Edipo re una favola nera” giocati sugli stessi colori del bianco e beige nel primo atto con modelli che rispecchiano lo status sociale delle tre donne e stesso modello indossato dalle tre nel secondo atto a sottolineare l’unicità del personaggio, giusta la scelta dell’organza impalpabile che rende le figure ultraterrene
Adelaide Cacace

Teatro Elfo Puccini – Milano
fino al 2 giugno
Tre donne alte
di Edward Albee
Con Ida Marinelli, Elena Ghiaurov, Denise Brambillasca, Ettore Ianniello
Traduzione Masolino d’amicizia
Regia Ferdinando Bruni
Scene Francesco Frongia
Costumi Elena Rossi
Luci Michele Ceglia
Suono Gianfranco Turco

 

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