Trincea Italia. A Cardiff pensando alla Scozia.

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L’Italia non è sopravvissuta ai secondi 40 minuti del match di Dublino. Se nel corso del primo tempo era riuscita a violare la meta irlandese con il capitano Parisse, alla ripresa, concludendo la prima frazione sotto di soli sette punti, è bastato l’ennesimo calcio sbagliato del mediano di apertura Botes a far crollare mentalmente il XV azzurro. E’ calato il sipario lasciando in scena un solo attore, l’Irlanda. Interpretando autenticamente questo sport, duro e spietato, ha macinato gli azzurri 25 a 0 nella seconda parte. I numeri parlano abbastanza chiaro nel rugby, se in 40 minuti non fai neanche un punto vuol dire soltanto che non c’eri. Anche Parisse ha ammesso in una intervista che dopo il calcio sbagliato in mezzi ai pali di Botes non ha trovato negli occhi dei compagni quella luce necessaria a reagire.
È stato devastante, per chi ama la nazionale, vedere Paul O’Connel (capitano irlandese) calpestare il terreno verso la meta italiana trascinandosi due o tre dei nostri aggrappati. Non può essere solo una questione di forma fisica. È come se ad un certo punto si contrapponessero una squadra di ergastolani contro una squadra di ricercatori universitari.
Ecco, il furore e la determinazione delle altre squadre non attraversa le sinapsi dei nostri giocatori, non ce lo abbiamo nelle gambe perché non lo abbiamo nella testa. Solo Robert Barbieri e Parisse (e anche Zanni stavolta) sono riusciti a non affondare individualmente in un crollo collettivo che lascia solo amarezza e sfiducia. La squadra probabilmente era conscia che non raccogliere 6 punti sui calci, mentre l’avversario riesce a piacimento a cambiare ritmo, è un lusso che questa Italia non si può permettere. E infatti buio pesto per 40 minuti.

È con questo vissuto nella testa che il nostro XV va a infilarsi nella tana dei dragoni gallesi tra poche ore. Un Galles super performante in questo Sei Nazioni 2012, in continuità con un mondiale in New Zealand eccellente, ad un passo dalla finale contro gli All Blacks,  stoppati solo da una Francia (diciamolo) fortunata a vincere una semifinale senza un gallese tirato fuori da un cartellino rosso per placcaggio pericoloso (ribaltino old style).
Nella nostra formazione Kris Burton torna titolare alle spese di Botes (bocciatura?), rientra all’ala Mirco Bergamasco dopo lunga pausa post mondiale
a causa di una spalla malandata e designato da Monsieur Brunel come calciatore ufficiale del match, per lasciare tranquillo Burton di esprimersi senza la pressione della performance al piede (chissà se Kris Burton sarà contento di questa versione dei fatti). Semenzato  al posto di Gori come mediano di mischia, sperando di non vedere di nuovo il folle isolamento in avanzamento costato l’ultima meta irlandese, con tanto di palla buttata sul capoccione di Burton, così, tanto per non farsi mancare nulla nello sfascio generale.
Per Brunel, che aveva iniziato la sua avventura azzurra con grande fiducia (e con grandi ambizioni), inizia una fase in cui la psicologia vale più della tattica, della stategia e della tecnica.
Il cuore e lo spirito, in questo sport da combattimento in corsa, sono essenziali per non fare figuracce.
Brunel quindi costretto a “pattinare” tra esperimenti per il futuro e l’obiettivo di non essere sommerso dagli scatenati di Cardiff. Perchè è chiaro a tutti che appena il Galles aprirà il turbo, ognuno di noi, in campo o casa, infilerà l’elmetto e aspetterà che la tempesta passi veloce.

Zobi La Touche


La formazione azzurra
:

Masi estremo, McLean ala, Canale secondo centro, Sgarbi primo centro, Bergamasco M. ala; Burton mediano d’apertura, Semenzato mediano di mischia, Parisse (cap) terza linea centro, Favaro terza linea ala, Zanni terza linea ala, Van Zyl seconda linea, Geldenhuys seconda linea; Cittadini pilone destro, Ghiraldini tallonatore, Lo Cicero pilone sinistro.

A disposizione: D’Apice, Staibano, Bortolami, Barbieri R., Botes, Benvenuti, Toniolatti

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