A Castel dell’Ovo la mostra “Troisi poeta Massimo”

Mostra Troisi Poeta Massimo sala ritagli giornali
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Ci sono personaggi inarrivabili, nella cui poetica ci riconosciamo, ma a cui per affettuoso rispetto, alla napoletana maniera, ci rivolgeremmo con un voi: Eduardo è uno di questi.
E poi ci sono personaggi che percepiamo fraternamente vicini, dei compagni di strada con un talento in più, coi quali ci sentiamo talmente in confidenza da potergli dare il tu: con Massimo Troisi –forse ancora di più a causa della sua precoce morte– è così.

Ecco, volendo individuare una chiave di lettura per raccontare la straordinaria mostra “Troisi poeta Massimo”, potrei dire che nelle sale di Castel dell’Ovo che ospitano l’esposizione ho incontrato un amico fragile e mi sono commossa, davvero fino alle lacrime, guardandolo in video, fotografie di scena e ritratti, e ascoltando i ricordi e l’emozione nelle parole di colleghi, amici e compagni di percorso.

La mostra, inaugurata il 7 maggio e aperta fino al 25 luglio, traccia un percorso che tra fotografie private, immagini d’archivio, locandine, filmati e carteggi personali inediti, permette ai visitatori di accedere all’intimità di Massimo Troisi, di ripercorrere tutte le tappe della sua carriera e anche di comprendere il suo profondo legame con quella napoletanità i cui cliché e luoghi comuni lui aveva sempre rifuggito.

Dagli inizi al Centro Teatro Spazio di San Giorgio a Cremano (“Ero introverso, timido. Ma salito per la prima volta sul palcoscenico, ho sentito che lì stavo meglio che a casa mia”) alla nascita de La Smorfia con Lello Arena e Enzo Decaro (la prima volta al teatro Sancarluccio di Napoli e poi sulla ribalta televisiva di un programma cult come Non Stop), dal primo film scritto, sceneggiato e diretto da lui nel 1981, il mitico “Ricomincio da tre” fino al suo testamento poetico, “Il Postino”, fortemente voluto e finito di girare il giorno prima della morte, la mostra scandaglia veramente il cuore di Troisi.

Ci sono le foto di famiglia (“una vera e propria compagnia stabile” di sedici persone) e il dolore “smisurato” per la perdita della madre, le poesie che rivelano gli strazi dell’adolescenza e il rapporto con la malattia (“Ma al mio cuore malandato/ almeno a lui ho messo le ali”) e le foto in bianco e nero delle prime esperienze teatrali in cui coi gruppi RH- Negativo e poi I Saraceni affrontava temi caldi come l’aborto, le lotte operaie o l’emigrazione.

Trovate le sue dichiarazioni sincere sul teatro (“Facevamo il teatro, anche se ci avevano affibbiato l’etichetta del cabaret”) e sul cinema (“Il cinema che faccio è un prodotto artigianale, un po’ storto, imperfettoDel resto io, Verdone, Nuti, Benigni, ci siamo buttati nella regia per difendere i nostri difetti”).

Massimo Troisi il viaggio di capitan fracassa
Il viaggio di Capitan Fracassa. Archivio Appetito

Ci sono tutte le locandine dei suoi film, compresi quelli di Ettore Scola, che lo chiamava “il nostro attore dei sentimenti”, le voci di amici e colleghi registrate sulla segreteria telefonica, i costumi di scena di “Non ci resta che piangere”, le statuine da presepe con cui lo hanno omaggiato i maestri artigiani di San Gregorio Armeno e una serie di ritratti realizzati dai disegnatori della Mad. E poi gli attestati dei premi e della nomination all’Oscar, la rispettosa e tenera lettera di un Paolo Sorrentino giovane che si propone come aiuto regista, la bicicletta e la borsa del Postino insieme ai bei disegni dei costumi di scena.

In apertura di percorso incontrerete il Pulcinella di Lello Esposito realizzato appositamente per Troisi,  con un video in cui lo stesso Troisi spiega il suo rapporto con la maschera (“Il mio Pulcinella è una libertà, perché ho sempre avuto pudore nell’usare la napoletanità riconosciuta”). Che dire dei ritratti fotografici, bellissimi che moltiplicano infinite volte le sue espressioni: il sorriso accennato e amaro, lo sguardo pensoso o incredulo. E guardando questi scatti pare di sentire la sua voce incespicare tra silenzi e sospensioni, l’eloquio lentissimo o precipitoso e sempre un po’ a scatti, come se gli mancasse l’aria per finire la frase.

Massimo Troisi Carlo Verdone Renzo Arbore Roberto Benigni Benigni
Foto Rasero / Guberti Archivio GRM FOto

Non mancano le testimonianze: Anna Pavignano, che è stata anche sua compagna, Carlo Verdone (tra i pochi che riusciva a vincere la proverbiale pigrizia di Troisi e lo portava al cinema), Marco Risi, Gianni Minà, Renzo Arbore, Enzo Decaro e Renato Scarpa -Robertino per sempre- che con intensa pacatezza ancora lamenta la mancanza dell’amico e dice “Quanto mi ha arricchito, Massimo!”.

Un mostra con tutti gli elementi per farsi coinvolgere come quando si entra nella sala tappezzata di ritagli di giornale, titoli, foto e locandine che ripercorrono la sua carriera, quando per l’ennesima volta ascoltiamo il duetto di ‘O ssaje comme fa’ ‘o core con Pino Daniele o infine guardando le scene inedite del backstage de Il Postino realizzato da Stefano Veneruso.

La mostra apre pagine inedite sulla figura dell’artista e sulla persona, coniugando rigore e tenerezza e consegnandoci un altro tassello di quella napoletanità che Troisi ha contribuito a svecchiare.
Lui, il mito-mite, l’antieroe, l’icona, era un’artista (e anche una bella persona) che ha raccontato le paure e i dubbi della fine del Millennio e ha cercato di scardinare i luoghi comuni sul Sud (“Voi siete napoletano? Si, ma non emigrante!”) senza mai alzare la voce. Insomma, ha fatto politica attraverso la poesia, ben sapendo che “La poesia non è di chi la scrive, ma di chi…gli serve”.
Tina Pane

Troisi Poeta MassimoTroisi Poeta Massimo
a cura di Nevio De Pascalis e Marco Dionisi
supervisione di Stefano Veneruso

Mostra promossa e organizzata da Istituto Luce-Cinecittà
con l’Assessorato all’Istruzione, alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e 30 Miles Film
con il riconoscimento di MIC Ministero della Cultura – Direzione generale Cinema e Audiovisivo e Regione Campania
in collaborazione con Archivio Enrico Appetito, Rai Teche, Cinecittà si Mostra, CinecittàNews, MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Sponsor Ufficiale Pegaso Università Telematica
Sponsor tecnici Sire ricevimenti d’autore, I Re di Napoli
Con il sostegno di Mad Entertainment, Achab, Coop culture,
Film Commission Regione Campania

Mostra visitabile presso Castel dell’Ovo dal 7 maggio al 25 luglio 2021

Biglietti in vendita da martedì 4 maggio 2021
Info e biglietti www.coopculture.it
Prenotazione obbligatoria per sabato, domenica e festivi

Giorni e orari:
da lunedì a sabato: 10.00 – 20, con ultimo ingresso ore 19.00
domenica e festivi: 10.00 – 18, con ultimo ingresso ore 17.00

Biglietti di ingresso:
intero euro 5,00 / ridotto (over 65 e bambini fino a 12 anni) euro 3,50
gruppi (minimo 10 pax) e scuole euro 3,00
Combinato Mostra “Troisi poeta Massimo” + Museo Archeologico Nazionale di Napoli euro 8,00

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