Trump: un futuro da autocrate di una ex-Repubblica sovietica?

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Se fosse accaduto in uno stato dell’America Latina, ancor di più se governato dalla sinistra, si sarebbe iniziato a parlare di golpe. Ma siamo negli Stati Uniti dove sono pochi ad interrogarsi se la democrazia sia la vera essenza di quel paese e sul perché Trump, nel pieno esercizio delle funzioni, possa dichiarare che non accetterà la sconfitta (tra l’altro l’aveva già fatto nel 2016). Anzi alla domanda se garantirà una pacifica transizione dei poteri in caso di sconfitta ha risposto con tutta tranquillità, come se si stesse parlando di prendersi un caffè: «vedremo».
Complotto contro l’America?”, come ha ben titolato l’Ispi. Quanto meno a Trump non dispiacerebbe avere il potere di uno degli autocrati delle ex-Repubbliche sovietiche.

Gli strascichi post elettorali potrebbero rappresentare un rischio per la stabilità del paese e comunque molti operatori economici e finanziari più che preoccuparsi delle politiche economiche dei due contendenti sono preoccupati dallo stallo che si determinerebbe in caso di mancato riconoscimento della vittoria da parte del perdente.
Le preoccupazioni non sono solo quelle dei mercati perché la radicalizzazione del confronto (anche tra gli elettori evidentemente) può influire sul futuro degli USA e sulla loro leadership mondiale che ha avuto una parte significativamente importante sulla ricchezza del paese.

Se ne parla apertamente di questo rifiuto di abbandonare la Casa Bianca e Joe Biden ha detto che «“i militari lo scorteranno fuori”. Il rischio è che Trump usi i suoi poteri presidenziali per ‘avvelenare i pozzi’ dell’interregno che separa il giorno del voto (3 novembre) da quello dell’insediamento (20 gennaio) insinuando che il risultato delle elezioni non è attendibile» [1].

È da tempo che il Presidente continua a sostenere che il voto postale, consistente in questo periodo di pandemia e di espressione democratica, possa essere caratterizzato da brogli. Anzi, senza nessun potere per prendere la decisione, Trump aveva ipotizzato di rimandare il voto del 3 Novembre.

Nella sua battaglia per la rielezione gioca un ruolo importante anche l’elezione della nuova giudice alla Corte Suprema che potrebbe essere chiamata a redimere le eventuali contestazioni sul risultato delle elezioni. Avere una maggioranza netta alla Corte Suprema per Trump significa assicurarsi il suo appoggio.
Se il Senato dovesse riuscire a confermare la nomina di Amy Coney Barrett voluta da Trump dopo la morte di Ruth Bader Ginsburg, democratica e paladina dei diritti in particolare di quelli delle donne, i giudici repubblicani sarebbero sei contro tre.

La 48enne Amy Coney Barrett è stimata per la sua competenza ma è una cattolica integralista ed è fortemente contraria all’aborto. Seguendo la corrente “originalista” interpreterebbe la Costituzione per come è stata scritta dai padri fondatori e non secondo quanto è andato accadendo nella società statunitense [2]. Non solo, è una seguace della setta evangelica People of Praise dove le donne sono poco più che delle domestiche, un’organizzazione conservatrice nata subito dopo il Concilio vaticano II [3].

E Trump è ben vicino a questo mondo che include appunto sia i valori religiosi che quelli della tradizione.
Le strategie elettorali di Trump passano anche per il consolidamento della sua base elettorale, già favorita da un sistema elettorale che concede una maggiore rappresentanza alle aree rurali del paese, bianche e conservatrici. C’è anche l’esempio della Florida dove vincere è determinante e così elettorato anti-Cuba viene accontentato anche incontrando mercenari della fallita invasione del 1961 e con le disposizioni che vietano ai cittadini statunitensi di alloggiare negli alberghi di Cuba e comunque nelle proprietà collegata ad alti funzionari del governo e del partito comunista cubani.

Ma è soprattutto il suo messaggio “legge e ordine” ad aver trovato nuova linfa. Sempre e solo dalla parte della polizia che da decenni usa indiscriminatamente la violenza contro gli afroamericani (e in genere contro le minoranze etniche), di fatto negando una questione razziale nonostante sia di un’evidenza inoppugnabile, scagliandosi contro le manifestazioni e approfittando degli scontri che in qualche caso ne scaturiscono (vedi quanto accaduto dopo l’ultimo assassinio quello di Breonna Taylor, la ventiseienne afroamericana uccisa a marzo nella sua abitazione a Louisville e per la cui morte nessuno dei poliziotti coinvolti è stato incriminato per omicidio) per spaventare gli elettori moderati dall’estremismo di sinistra e per incitare gli estremisti di destra che tanto gli piacciono e lo sostengono.
Questi ultimi sono un fronte esteso e variegato che include anche i negazionisti della Covid, «si autodefiniscono Trumpenkriegers, “combattenti per Trump”, con un chiaro riferimento alla terminologia nazista. Secondo il Csis – Center for strategic and international studies, questa parola non indica però un gruppo omogeneo con degli scopi definiti, quanto una comunanza d’intenti all’interno della frastagliata galassia dei suprematisti bianchi dove, oltre alla rinascita di organizzazioni storiche come il Ku Klux Klan, iniziano ad emergere nuovi gruppi» [4].

Insomma Trump  sta provando, con qualsiasi mezzo, a vincere o a non perdere per occupare per altri quattro anni lo studio ovale sapendo bene che è in svantaggio nei sondaggi, l’ultimo dei quali elaborato da Washington Post-Abc News e che vede in vantaggio il candidato democratico Joe Biden rispetto al presidente di 10 punti: 53 a 43 tra gli elettori registrati [5]. 

E domani ci sarà il faccia a faccia televisivo tra i due contendenti.
Pasquale Esposito

[1] Paolo Magri, Alessia De Luca e Elena Corradi, “Weekly Focus USA2020: Complotto contro l’America?”, https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/weekly-focus-usa2020-complotto-contro-lamerica-27607, 25 settembre 2020
[2] Per maggiori dettagli sul movimento originalista cfr. Andrea Marinelli, “Amy Coney Barrett: chi sono gli «originalisti» di cui fa parte la giudice nominata da Trump”, https://www.corriere.it/esteri/20_settembre_27/amy-coney-barrett-chi-sono-originalisti-cui-fa-parte-giudice-nominata-trump-87fd7554-00aa-11eb-8a00-13bbbd5f28b0.shtml, 27 settembre 2020
[3] Per maggiori dettagli sulla setta cfr. Marina Catucci, “Una fanatica anti-abortista alla Corte suprema di Trump”, https://ilmanifesto.it/una-fanatica-anti-abortista-alla-corte-suprema-di-trump/, 27 settembre 2020
[4] Michele Bollino, “L’armata nera di Donald Trump”, https://left.it/2020/09/26/173299/, 26 Settembre 2020
[5] Anna Lombardi, “Stati Uniti, la coppia Biden-Harris avanti nei sondaggi di dieci punti”, https://www.repubblica.it/esteri/2020/09/27/news/stati_uniti_biden_ancora_avanti_nei_sondaggi-268700724/?ref=RHPPTP-BH-I0-C12-P9-S1.8-T1, 27 settembre 2020

 

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