Tutto brucia di Motus

Tutto brucia di Motus
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Era la prima volta che andavo al teatro della Triennale. Per giunta ero senza accompagnatore, ma in questi anni di tetraplegia ho imparato a non demordere di fronte alle difficoltà. Mi sono avventurato abbandonando la mia confort zone E sono andato da assistere allo spettacolo Tutto brucia di Motus.
Se chiedete qual è il peggior teatro milanese per quanto riguarda l’accessibilità oggi come oggi vi risponderei: il Teatro della Triennale. Arrivare all’ingresso è un percorso ad ostacoli, bicilette dappertutto, poi si è accolti da pesanti porte in vetro che non sono manovrabili da una persona in carrozzina. Fatto il biglietto si prende l’ascensore, e si gira per corridoi, stanze, catacombe varie, e finalmente ecco il teatro vero e proprio.
Anche la prenotazione dei biglietti è una corsa ad ostacoli: il sito web della Triennale è un disastro e mi sono dovuto recare di persona. Devo ammettere però che dalla postazione destinata alle persone disabili si gode di un’ottima vista. 

Tutto brucia di MotusMa veniamo a Tutto brucia dopo questa lunga introduzione. Affascinanti le musiche e la voce suadente di R.Y.F. (Francesca Morello). Che per tutta la durata dello spettacolo ha tenuto banco con il suo virtuosismo vocale e strumentale, per uno spettacolo a metà strada tra la performance, la danza, il teatro di parola.
Diciamolo subito lo spettacolo in sé stesso non mi ha pienamente convinto, anche se ha momenti veramente pregevoli. L’urlo è il lamento di Cassandra sono una delle cose più belle viste in serata così come la violenza subita da Elena. Si è trattato di momenti pregevoli che riescono a raggiungere l’universale, a farci capire come la tragedia di Troia, bruciata dagli Achei, rimbombi fino ai giorni nostri, diventi dramma che scavalca i confini del tempo e coinvolge tutti noi.

Quella di Motus è una rilettura interessante de Le Troiane in cui sono presenti tutti gli elementi principali della tragedia, da Astianatte a Cassandra, da Elena a Ecuba. Ma purtroppo non sempre in modo convincente.
È un lavoro sperimentale che appare discontinuo avendo diversi momenti morti che appesantiscono il tutto.
Importante il lavoro sulla scenografia che riesce a rendere con i suoi colori cupi il dolore della tragedia, ma mentre assistevo allo spettacolo pensavo che non basta esibire il dolore perché esso acquisti un senso artistico. Non basta la presenza scenica perché i significati si svelino. È necessaria a mio avviso un’interpretazione che dia corpo e spessore ai personaggi. Questo è senza dubbio riuscita a farlo Stefania Tansini nella sua danza folle di un’Andromaca che vaticina non creduta. Lì Tansini risulta convincente e coinvolgente mentre in altri momenti la sola presenza scenica non è stata sufficiente a dare luce al personaggio. Qualcosa di simile accade anche con la brava Silvia Calderoni che tratteggia un’Elena superlativa, ma che non sempre durante lo spettacolo riesce a definire i propri personaggi.
Notevole il lavoro condotto da Simona Gallo, che con i suoi giochi di luce impreziosisce l’intero spettacolo, che mi è parso avere punti di grande intensità uniti a momenti in cui i personaggi non riescono a trovare una loro piena definizione.
Gianfranco Falcone

Triennale – Milano
dal 4 al 6 Novembre 2021

Tutto brucia
di Motus

Cover © Vladimir Bertozzi
Ideazione e regia Daniela Nicolò e Enrico Casagrande con Silvia Calderoni, Stefania Tansini e R.Y.F. (Francesca Morello) alle canzoni e musiche live
Testi delle lyrics Ilenia Caleo e R.Y.F. (Francesca Morello)
Ricerca drammaturgica Ilenia Caleo
Cura dei testi e sottotitoli Daniela Nicolò
Traduzioni Marta Lovato
Direzione tecnica e luci Simona Gallo
Ambienti sonori Demetrio Cecchitelli
Design del suono live Enrico Casagrande
Fonica Martina Ciavatta
Assistenza tecnica Francesco Zanuccoli
Props e sculture sceniche _vvxxii
Video e grafica Vladimir Bertozzi
Produzione Elisa Bartolucci con Francesca Raimondi
Organizzazione e logistica Shaila Chenet
Promozione e comunicazione Marta Lovato con Francesca Lombardi
Ufficio stampa comunicattive.it
Distribuzione internazionale Lisa Gilardino
Una produzione Motus e Teatro di Roma – Teatro Nazionale con Kunstencentrum Vooruit vzw (BE)
Progetto di residenza condiviso da L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale ::: Centro di Residenza Emilia-Romagna e Santarcangelo dei Teatri
In collaborazione con AMAT e Comune di Fabriano nell’ambito di “MarcheinVita. Lo spettacolo dal vivo per la rinascita dal sisma” progetto di Mibact e Regione Marche coordinato da Consorzio Marche Spettacolo
Con il sostegno di MiC, Regione Emilia-Romagna
Si ringraziano HĒI black fashion, Gruppo IVAS

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