UE. Patto Migrazioni e Asilo: la tomba del diritto d’asilo e della solidarietà

Ana Miranda (Gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea) Parlamento UE

Il Parlamento europeo – con 322 voti favorevoli, 266 contrari e 31 astensioni – ha approvato il 10 di aprile i regolamenti componenti il Patto Migrazioni e Asilo che imposterà nei 27 paesi la politica migratoria. L'ultima parola – sorprese dell'ultima ora? – spetta al Consiglio europeo, il cui via libera è previsto entro il mese di aprile e una volta pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione entreranno in vigore.

Una delle prime a esultare («un giorno storico») è stata la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen che, salvo poche opposizioni, ha visto ricompattarsi, con qualche eccezione, il gruppo politico (liberali, popolari e socialisti) che l'aveva eletta e che potrebbe rieleggerla dopo le elezioni di giugno prossimo. Anche la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola (Gruppo del Partito popolare europeo) ne ha declamato i risultati: «abbiamo realizzato un quadro legislativo solido, uguale per tutti gli Stati membri e che mette l'umanità al primo posto, protegge le frontiere esterne dell'Europa, fornisce chiarezza nelle norme applicabili e raggiunge il giusto equilibrio tra solidarietà e responsabilità rispetto ai diritti fondamentali».

Sul fronte strettamente politico e in vista delle elezioni europee in cui i sondaggi danno in crescita i partiti di estrema destra, per molti politici e osservatori è un tentativo di spuntare un'arma politica da sempre nelle mani di ultra conservatori e destre estreme. Un appiattimento su posizioni lesive dei diritti e della giustizia sociale che si registra in molte delle scelte politiche nei vari paesi europei e non solo.
Va registrato che nell'area socialista il PD ha votato contro così come il gruppo francese Place publique, i socialisti belgi, alcuni tra i portoghesi e gli olandesi. L'estrema destra, con l'accusa di norme troppo lassiste, si è opposta nella quasi totalità dei casi, non la compagine di Giorgia Meloni che ha approvato il Patto.

Prima di vedere alcuni aspetti delle nuove regole è necessario riportare alcuni dati perché troppo spesso la realtà sui , e è presentata come catastrofica quando non falsa. Di catastrofico c'è solo il fatto che come riferisce l'Organizzazione mondiale per le migrazioni, dal 2014 ad oggi, oltre 29mila persone sono morte o scomparse nel Mediterraneo durante le traversate della speranza.
Gianfranco Schiavone, studioso di migrazioni e presidente del Consorzio italiano di solidarietà-Ufficio rifugiati onlus di Trieste ricorda come lo studio del Servizio ricerca del Parlamento europeo (Eprs) – Migrazione e confini dell'. Fatti e cifre chiave – «evidenzia come “nonostante le notizie preoccupanti sulle ‘crisi' migratorie in corso o imminenti” l'attenzione verso quella irregolare sia “sproporzionata rispetto al suo volume” e non tenga conto delle tendenze migratorie contemporanee a livello globale. Inoltre ricorda [lo studio]come “la quota di migranti residenti in Europa sul totale dei migranti internazionali è leggermente diminuita negli ultimi tre decenni passando dal 32,4% al 30,9%”». Altra narrazione falsa è quella della difesa dei confini con i muri che continua ad essere innalzati (nei 10 dei 13 Paesi dell'Unione aventi frontiere esterne) con uno spreco di denaro pubblico e notevoli danni ambientali. Continua Schiavone riprendendo lo studio «un'analisi dell'evoluzione dei rilevamenti di ingressi irregolari lungo le tre principali rotte migratorie attraverso le frontiere terrestri esterne dell'Ue (la rotta del Mediterraneo orientale, quella dei Balcani occidentali e dei confini orientali) non rivela alcuna diminuzione del numero di rilevamenti dopo la costruzione di recinzioni di confine. Al contrario, la fortificazione di una parte considerevole di queste frontiere è andata di pari passo con un aumento del numero di ingressi irregolari rilevati» [1].

Il nuovo Patto non incide sulla regola del precedente regolamento di Dublino e cioè che il Paese di primo approdo è responsabile della raccolta delle richieste d'asilo e di occuparsi della persona (per 20 mesi, 12 per le persone salvate in mare). Previste delle deroghe che consentono la presentazione della richiesta: ricongiungimenti familiari, conoscenza della lingua o titolo di studio in un altro paese.
Adesso le persone giunte via terra e via mare dovranno essere identificate (di fatto schedate) entro sette giorni dall'arrivo in centri adibiti alle attività di controllo medico e di sicurezza. Verranno raccolti nella banca dati Ue Eurodac i dati biometrici come il volto, le impronte digitali ma anche i documenti di identità e questo riguarderà anche i bambini a partire dai sei anni che accompagnano i genitori o, in alcuni casi, i minori non accompagnati.
Il relatore delle regole sull'identificazione e raccolta dati è Jorge Buxadé Villalba, «eurodeputato del partito neofranchista Vox. Gli attivisti Laurence Meyer e Chloé Berthélémy hanno descritto, in un articolo pubblicato alla vigilia del voto, l'eredità coloniale di cui fa parte questo tipo di dossier e i pregiudizi razzisti che potrebbe rafforzare. Ma il regolamento è stato uno di quelli adottati con un'ampia maggioranza (404 voti)» [2].
Prevista una “Procedura Rapida” che riguarderà i migranti originari di Paesi che hanno una percentuale di richieste di asilo accolte fino al 20%. Verranno immessi in Centri di permanenza speciali e la loro domanda dovrà essere evasa entro tre mesi e se la persona non avrà il diritto d'asilo, entro altri tre mesi, verrà rimpatriato. Chi non avrà diritto all'asilo dovrà essere rimpatriato entro altri tre mesi. Dalla procedura saranno escluse famiglie con bambini (se non ci sarà capacità adeguati nei centri) e minori non accompagnati (a meno che non pongano un rischio per la sicurezza). La capienza di questi centri è stabilita in 30mila posti all'anno estendibili a 120mila.
Altro tassello del nuovo Patto Migrazioni e Asilo è l'obbligazione alla “solidarietà” tra Stati dell'Unione. Sono previsti 30.000 ricollocamenti all'anno ma potranno in alternativa scambiarli al costo di 20mila euro a migrante; quanto spetta al singolo paese in termini di numeri di ricollocamenti o finanziamenti dipende dalla sua popolazione e prodotto interno lordo. Sono a disposiizione risorse efiinanziarie per 600 milioni di euro.

Come si intuisce non è stata fatta la scelta di sostenere e organizzare vie sicure e legali in Europa che tra l'altro avrebbero favorito economicamente tanti paesi come l'Italia che non crescono demograficamente.
Medici Senza Frontiere definisce il Patto un «”un'abolizione del diritto di chiedere asilo nell'UE” che “avrà conseguenze catastrofiche per la vita delle persone che cercano sicurezza e protezione in Europa” perché “appoggia i respingimenti alla frontiera, ostacola l'accesso all'asilo e criminalizza ingiustamente migranti e rifugiati”» [3]. Non dissimili le posizioni di Refugees Welcome Italia per la quale le nuove regole «causeranno solo più sofferenza. Chi chiederà asilo in Europa non avrà più alcun diritto effettivo all'esame pieno della domanda di protezione internazionale, e potrà essere sistematicamente detenuto alle frontiere esterne dell'Unione» [4].
Anche la Conferenza episcopale italiana (Cei) è contraria a queste regole e Gian Carlo Perego presidente della Commissione e della fondazione Migrantes spiega che «questo Patto segna una deriva nella politica europea dell'asilo e il fallimento della solidarietà europea, che sembra infrangersi come le onde contro i barconi della speranza. Confidiamo che l'art. 10 della nostra Costituzione rimanga come presidio sicuro per tutelare i richiedenti asilo. Le prossime elezioni europee saranno un banco di prova importante per rigenerare l'Europa a partire dalle sue radici solidali e non piegarla a nazionalismi e populismi che rischiano di dimenticare la nostra comune storia europea» [5].

In un lucido e crudo commento Matteo Villa su ISPI esplicita il suo pensiero sui risultati conseguiti da un Patto la cui discussione iniziava nel 2020: «un passo avanti per i legislatori europei, uno indietro per l'Europa, due indietro per l'Italia. L'accordo sulle nuove norme su asilo e migrazione, a meno di due mesi dal voto di giugno, è simbolo di una coalizione di centro (popolari, socialisti e liberali) alla disperata ricerca di consenso. Anche quando questo significa inasprire regole sull'accoglienza all'interno dell'Europa e, probabilmente, rimandare più migranti in Italia (tra quelli che hanno raggiunto altri paesi UE). Niente sui rimpatri, niente su nuovi canali di migrazione regolari. D'altronde, nell'era della diffidenza e dei muri, non potrebbe che essere così» [6].

Pasquale Esposito

[1] Gianfranco Schiavone, Costosi, inefficaci e feroci: indagine sui muri europei, 1 aprile 2024
[2] Ludovic Lamant, UE: le Parlement adopte dans la douleur un pacte migratoire controversé, 10 aprile 2024
[3] Silvia Auso, El Parlamento Europeo aprueba el pacto migratorio de la UE tras un tenso debate, 10 aprile 2024

[4] Leo Lancari, Da fortezza a prigione, l'Ue sempre più dura con i migranti, 11 aprile 2024
[5] L'Europa approva il Patto sui migranti. «È il fallimento della solidarietà», 10 aprile 2024
[6] Migranti: il Parlamento Ue approva il nuovo patto, 10 aprile 2024

canale telegram Segui il canale TELEGRAM

-----------------------------

Newsletter Iscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article