Guerre, armi e la crescita dei profughi

aereo da combattimento armi
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L’annuale rapporto della Caritas sui conflitti, spesso dimenticati dalle diplomazie e dai media, fa il punto della situazione su una delle cause: la vendita delle armi. Nel 2014 erano 409 i conflitti nel mondo, nel 2017 sono scesi del 7,6%, ma le “crisi violente” sono aumentate nel tempo. Il dolore seminato in molte parti del mondo è atroce e una delle conseguenze delle guerre sono le persone costrette ad abbandonare le proprie terre, le proprie abitazioni, il lavoro e i cari. Nel 2017 si sono registrati circa 70 milioni di profughi, più di 44.000 al giorno con un incremento del 40%.
Il mercato delle armi nel mondo è valutato in circa 400 miliardi di dollari all’anno. Negli USA risiedono 42 delle prime 100 aziende che commercializzano armi con il 57% del fatturato, mentre il 9,5% delle vendite appartiene a 10 imprese russe. Anche la Cina è in questa classifica ma il centro di ricerca Sipri può solo fare delle stime arrivando a posizionarne una decina nella classifica.

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