Italia: la procedura d’infrazione non ci sarà

Governo Palazzo Chigi
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Dopo due mesi di trattative, come da copione, perché non era utile a Bruxelles e non lo era a Roma, almeno fino alle elezioni europee del prossimo anno, la procedura di infrazione a causa della manovra italiana è stata evitata perché il collegio dei commissari europei  sotto la guida di Juncker, ha ritenuto accettabile la correzione del deficit al 2,04% contro l’iniziale 2,4%. Secondo il vicepresidente della Commissione Ue Dombrovskis, “le misure addizionali trovate dall’Italia ammontano a 10,25 miliardi“. Il presidente del Consiglio Conte ha detto sono previste  “clausole di salvaguardia“, quindi aumenti automatici dell’Iva e delle accise, di cui lo stesso Dombrovskis ha parlato, per “coprire i costi di reddito di cittadinanza e quota 100 nel 2020 e 2021“.
Quanto promesso dal Governo italiano dovrà di fatto diventare un maxi emendamento. Tra le novità che vedremo nella manovra c’è un’imposta sui servizi digitali. Non dimentichiamo il peso che potrebbbe aver avuto l’ultima decisione di sforamento del deficit della Francia.

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