Nell’era dei social il Parlamento messo da parte

Italia Roma Quirinale
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Nell’era dei social, delle decisioni politiche comunicate via Twitter e delle dirette via Facebook, della nebulosa democrazia della rete, nella quale si muovono a loro agio i due vice premier del governo italiano, il Parlamento italiano è stato esautorato. È da varie legislature, con il pretesto della governabilità, che lo strumento della fiducia sulle leggi anche quelle che avrebbero bisogno di confronto e discussioni, viene utilizzato in maniera scriteriata. Ma questa volta si è andati molto oltre perché la Legge di Bilancio 2019 non si è potuta nemmeno leggerla perché l’ultima versione è arrivata in Senato alle otto di sera e come dice Daniela Preziosi è «un arlecchino di provvedimenti che Lega e 5 Stelle si sono spartiti con trattativa da mercato fino all’ultima marchetta, e una ben più inquietante promessa di lacrime e sangue».

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