Passa la (finta) manovra del popolo al Senato

Parlamento Italia
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In un clima teso e con il Pd che farà ricorso alla Corte Costituzionale per violazione dell’art. 72 della Costituzione la maggioranza ha votato il maxiemendamento alla manovra. Una manovra non proprio del popolo, per usare un eufemismo. Tra l’altro vi troviamo: il rinvio al 15 novembre 2019 delle assunzioni a tempo indeterminato presso la Presidenza del Consiglio, ministeri, enti pubblici non economici, agenzie fiscali e università; per aziende in crisi saldo e stralcio delle cartelle tra 2000 e 2017 entro 20mila euro; flat tax al 7% per i pensionati, stile Portogallo, residenti all’estero da almeno 5 anni che tornino, nei comuni con meno di 20mila abitanti al Sud e nelle Isole; aumentato a 151 milioni il contributo alle famiglie che nei prossimi tre anni cambieranno tv o decoder per adeguarsi al nuovo standard DVB-T2; i 9 miliardi per gli investimenti in tre anni sono diventati 3,6 miliardi; aumento della tassazione sulle pensioni d’oro, mentre sopra i 1.521 euro non ci sarà l’adeguamento; l’Ires torna al 24%, era al 12% per enti no profit come istituti di assistenza sociale, enti ospedalieri, enti di assistenza e beneficenza, ecc..

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