Salvini e la politica da tifoso

stadio calcio
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Il retroterra culturale e politico di Salvini si chiarisce ulteriormente con le sue posizioni circa la violenza negli stadi espressa a valle del Vertice tra governo, Figc e organizzazioni del calcio.
La sua posizione non è molto diversa da quella degli ultrà perché non vuole il blocco delle gare quando ci sono comportamenti razzisti come è di recente avvenuto nei confronti del difensore del Napoli Koulibaly a Milano. A San Siro, va chiarito, chi era allo stadio, chi ha seguito la partita in TV e i giornalisti hanno sentito che non erano pochi esagitati, ma migliaia di persone e che quel comportamento è stato reiterato diverse volte.
Il ministro è anche contrario al blocco delle trasferte “perché è la resa dello Stato” e così si tornerà alle trasferte organizzate abolite in passato per le violenze che generavano. E poi promette ai tifosi anche una legge per nuovi stadi, mentre alle società, sportive e televisive, e agli enti organizzatori chiede di far disputare le partite pericolose alla luce del giorno.

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