Ultimo appuntamento Diamond League prima dei Mondiali di Doha

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L’ultimo appuntamento della Diamond League, prima dei Mondiali di Doha il prossimo 27 settembre, si è svolto a Bruxelles e vi hanno preso parte molte delle protagoniste e protagonisti che vedremo in Qatar. Non solo per confrontarsi e studiarsi prima,  ma anche per i premi abbondanti (50.000 dollari al primo e 20.000 dollari al secondo per ogni gara) per atleti spesso ignorati economicamente, salvo poche eccezioni.

Walsh (22,30), nel lancio del peso, ha portato a casa il diamante con la gara finale svoltasi nella Grand Place di Bruxelles il giorno prima.

Nonostante la serata abbastanza fresca e poi anche con pioggia si è potuti assistere ad una gara appassionante nel salto in lungo femminile dove le atlete sono atterrate molto vicine, in 30 centimetri ci sono le prime cinque atlete. Si è vista tanta eleganza e a vincere è stata la favorita Malaika Mihambo con 7,03 metri. Una gara caratterizzata da una pedana non perfettamente stabile e con alcune atlete che non hanno lasciato un centimetro di vuoto.

Anche ne disco a dominare è stato un favorito lo svedese Daniel Ståhl che ha perso solo la sera di Rabat e che pronti via ha piazzato un 68,8 metri, la misura che gli ha fatto vincere la gare tendo a quasi tre metri di distanza il secondo.

La Asher-Smith con una grande partenza è riuscita a tenere tutte dietro che con un leggero vento contro nei 100 metri chiudendo con 10:88 e anticipando battuta la favorita Fraser-Price e la Ta Lou terza.

Nei 200 maschili il fenomeno Noah Lyles ha dato ancora una volta l’idea che sarà molto complicato batterlo ai Mondiali di Doha. Arriva sul rettilineo finale e si allontana controllando negli ultimi metri anche, forse, per evitare rischi vista la pioggia che stava cadendo. Ha chiuso comunque con un buon 19 e 74 davanti al turco Ramil Guliyev con un ottimo 19 e 86 e al canadese André de Grasse con 19 e 87.

La gara dei 3000 siepi, nonostante le due lepri che avrebbero dovuto tenere alto il ritmo, è stata una corsa tattica giocatasi nel finale quando Wale (Etiopia) ha rintuzzato la rimonta di El Bakkali (Marocco), mentre Girma rimaneva in terza posizioni così come erano arrivati sul rettilineo finale. Ancora una volta i keniani battuti. Una gara disturbata, ancora una volta, da una quantità di divise (senza creatività, per nulla eleganti) volute da una nota azienda produttrice e che non aiuta il pubblico a capire l’andamento della corsa.

Nei 5.000 metri femminili, la ventiseienne Hassan, negli ultimi 400 metri, accelera irresistibilmente e lascia le ultime compagne Gidey, Klosterhalfen e Obiri degli ultimi 400 metri  e bissa il successo nei 1.500m.

L’Italia qui era rappresentata da Elena Vallortigara nell’alto (vinto da Mariya Lasitskene (1.99) si è fermata a 1,85 e andrà a Doha grazie all’1.92 indoor di febbraio e ai target number. Hanno corso anche Ayo Folorunso e Yadis Pedroso nei 400 ostacoli entrambe con il lasciapassare per i Mondiali, mentre Elisabetta Vandi, nei 400, non è riuscita ad ottenere il tempo limite.
Ciro Ardiglione

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