Un altro successo per la Spagna

tennis
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L’insalatiera è sfuggita per la terza volta agli argentini. Vi erano andati vicini nel 1981 e nel 2006. La prima contro gli USA di Mc Enroe e compagni quando furono sconfitti, come sostengono molti commentatori come Rino Tommasi, per le rivalità all’interno della “scuderia” tra Clerc e Vilas, e la seconda nel 2006 contro la Russia trascinata dal solido Davydenko.
Dopo il clamoroso forfait di Nadal già preannunciato per problemi fisici, i bookmakers davano  favorita l’Argentina che aveva dalla sua il fattore campo e pubblico che la presenza di un giocatore come Juan Martin Del Potro che arrivava in gran spolvero alla vigilia con un 2008 alle spalle da incorniciare.
Gli argentini avevano anche taroccato il campo di gioco, attraverso una nuova  verniciatura della superficie rendendola meno veloce e sulla carta più congeniale al gioco dei giocatori di casa.
In uno stadio gremito a Mar del Plata, l’Argentina è partita subito con il piede giusto vincendo  il primo singolare vinto con  David Nalbandian (n.11) contro David Ferrer (n.12) apparso sotto tono e sostituito in seguito da Fernando Verdasco (n.16) in un match che ha ben poco da raccontare in quanto già dal primo game lo spagnolo ha dovuto difendere due palle break, cedendo il servizio al terzo gioco in appena due ore di gioco con il punteggio di 6-3 6-2 6-3.
Nel secondo singolare, quello che doveva dare il colpo del KO alla Spagna, si sono fronteggiati Juan Martin Del Potro  e Feliciano Lopez  e si assistito alla insperata vittoria con il punteggio di 4-6 7-6 (7-2) 7-6 (7-4) 6-3 in favore dello spagnolo.
L’argentino, dopo questo incontro anch’egli sostituito come Ferrer  ha cominciato bene la prima partita conquistando il primo set per 6-4 braccando l’avversario e portandosi sul 3 a 2, ma nel secondo set il servizio del mancino spagnolo ha cominciato a funzionare a perfezione e nel tie break ha conquistato un parziale di quattro punti a zero per poi chiudere sul 7-2.
Nel terzo set nonostante l’argentino abbia giocato decisamente meglio tenendo in qualche  occasione il servizio a zero, ancora una volta gli è stato fatale il tie break. Nel quarto set l’argentino cedeva immediatamente il servizio mandando l’avversario a condurre 3-1 recuparava ripagando della stessa moneta l’avversario, ma poi dover cedere causa un problema alla coscia destra che, nonostante l’intervento del medico lo lasciava in condizioni precarie.
Il doppio dopo l’1-1 tra le due squadre si presentava come una ipoteca alla vittoria dell’insalatiera.
L’Argentina da una parte ha schierato David Nalbandian affiancato ad Agustin Calleri, la Spagna ha risposto con Fernando Verbasco e Feliciano Lopez  entrambi mancini.
Dopo un primo set conquistato dagli argentini per 7-5 la risposta è arrivata dagli spagnoli che hanno conquistato gli altri tre per 7-5 7-6 (7-5) 6-3.
Sul 2-1 per la Spagna, Fernando Verdasco completa l’opera facendo svanire i sogni degli argentini che opposto a José Acasuso (48) conquista il punto decisivo con il punteggio di 6-3 6-7 (3-7) 4-6 6-3 6-1 dopo quattro ore di gioco nel match più combattuto di questa finale.
La prima partita era terminata dopo appena trentacinque minuti di gioco con lo spagnolo che strappa il servizio all’avversario per ben due volte.
Il secondo set terminato al tie break per 7-3 a favore dell’argentino è stato un susseguirsi  di break e contro break come se il servizio fosse un vero problema.
Nel terzo set Acasuso spinto anche dagli spettatori, anche ammoniti dal giudice di sedia per troppo chiasso, comincia a crederci e chiude il set per 6-4 illudendo tutti, ma la reazione è stata immediata con Verbasco a chiudere per 6-4.
Il quinto set è un epilogo da dimenticare per Acasuso complice anche un risentimento agli addominali. Tra le lacrime degli argentini gli spagnoli meritatamente anche per un’accorta scelta negli schieramenti alzano per la terza volta dopo il 2000 e 2004 l’insalatiera chiudendo un anno fantastico per lo sport spagnolo.
Michele Fiorillo

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