Un garage di Madreperla

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Non perdetevi il nostro primo secret show! Posti limitati. […]. Vi anticipiamo soltanto che si terrà nel pomeriggio e che vi offriremo un sacco di birra“.
Era questo il messaggio che alcune settimane fa, sbirciando su Facebook, ho visto apparire sulla mia bacheca. Un messaggio proveniente dalla pagina della rockband Madreperla.
Seguo i Madreperla da diversi mesi ma non avevo mai partecipato ad un loro concerto. Andare a vederli in una esibizione “secret” per pochi eletti, in un luogo sconosciuto e con la birra a fiumi è stata un’irrinunciabile tentazione. Così ho preso la mia gas-mobile ed ho raggiunto il luogo comunicato precedentemente via email: una stradina di Roma in zona Torre Angela/Casilina nella quale passeggiavano molti stranieri per lo più extracomunitari.

Giunto sul posto è parso evidente che il gruppo si sarebbe esibito in un garage. “Andiamo bene!” ho pensato. Ma il mio non era un pensiero sarcastico o frutto di una delusione. Tutt’altro! La mia frase esprimeva il vero senso delle parole.
Il quartiere popolare e soprattutto un garage non potevano essere location migliori per esprimere al meglio plettrate rock. Eh si, i garage sono senz’altro luoghi fonte di ispirazione. Sono molti gli artisti che hanno cominciato a suonare o scelto questo luogo anche per le loro esibizioni live come, ad esempio, i Foo Fighters; non solo: come molti sapranno anche Steve Jobs assemblava pezzi di silicio in un luogo come questo.
Il garage: fucina delle arti e dei mestieri, placenta delle intuizioni e delle idee.

Fabio Prevedello Gorgoni alla chitarra e Giuseppe Nobile al basso. Roma 2012. Foto Valerio Tirri

Il concerto inizia in versione acustica e sarà interamente videoregistrato. Altre interessanti novità.
La disposizione dei musicisti è a cerchio ed i pochi inviati selezionati (circa trenta) si dispongono al centro ed ai lati. Nonostante i tre cameramen che ci girano intorno, provo una bella sensazione, intima, accogliente e rilassante.
Mi aspettavo un perdita di “tono” per la scelta di suonare in acustico ma invece hanno saputo esprimere la stessa grinta ed efficacia di una versione elettrica mantenendo, allo stesso tempo, suoni definiti e volumi adeguati. Una prestazione eccellente, per esecuzione e resa sonora.

Colgo l’occasione per scambiare due chiacchiere con Peppe e Teo.  Ecco l’intervista.

Perché avete scelto proprio un garage per la vostra registrazione live? Com’è nata l’idea?
La location del garage è nata dall’idea di un ritorno alle radici, ci sono venuti in mente gli anni ’90 di Seattle, e volevamo fondere questa componente grunge, in cui un po’ siamo cresciuti tutti, con l’intimità di un acustico stile “Live at the basement” dei Radiohead. Qualcuno infatti ha detto che “abbiamo giocato a fare i Nirvana“.
Inoltre avevamo un garage bello grande a disposizione, e non sfruttarlo come abbiamo fatto sarebbe stato un peccato. In pratica location giusta al momento giusto.

Perché la scelta di esibirvi in versione acustica?
Premetto che per noi è stata una sfida riarrangiare in chiave elettro-acustica e in poco tempo, i brani del disco (che per l’80% sono abbastanza duri) e nello stesso tempo, inserire all’interno di questa esperienza, addirittura un quinto elemento: le tastiere. Perciò già questo ci ha stimolati molto, e l’idea di cimentarci con una cosa un po’ diversa da noi, ci stuzzicava.
Nasce soprattutto da un’esigenza di potersi esibire anche nei piccoli locali, che a volte sono realtà in cui si può e si deve suonare a volumi molto bassi e in spazi molto ristretti. Di conseguenza un acustico (o elettro-acustico in questo caso) si presta come unica soluzione alla situazione. Abbiamo provato a fare qualche live, e ci siamo resi conto che pian piano i brani venivano riarrangiati, di volta in volta sistemati, cambiati, insomma prendevano forme e sfumature diverse, e ci siamo resi conto che questo piaceva sia a noi che a chi ci ascoltava. Allora ci siamo detti: perchè non registrare una versione alternativa del disco?
E così sull’onda dei Secret Shows che in questo momento stanno riscuotendo un gran successo in Italia, abbiamo deciso di cimentarci in questo progetto e di invitare un pubblico, seppur ristretto, ad assistere.

Quando sarà disponibile la videoregistrazione del concerto ed in che modalità?
La videoregistrazione del concerto sarà disponibile a breve, stiamo lavorando al montaggio video ed in contemporanea al missaggio audio, perciò tempi tecnici permettendo, a breve sarà disponibile. Probabilmente sarà disponibile sia sul web che nella classica versione DVD che le persone potranno acquistare da noi ai concerti, ma queste cose sono ancora da definire bene.

Qual è il brano del disco a cui siete più affezionati e quello al quale avete lavorato di più ?
Credo che il brano su cui abbiamo lavorato di più, cambiando e sperimentando diverse cose, sia stato “L’unica cosa che vorrei“. Forse anche per le diverse dinamiche del pezzo e per gli arrangiamenti.
Quello a cui siamo più affezionati, e credo di parlare a nome del gruppo, è quello che rappresenta in qualche modo l’intero concept del disco, ed è appunto il brano che dà il titolo all’album: “La noia è una vostra invenzione“. Credo che in qualche modo ci rappresenti tutti e quattro.

Chi è Mr. Thompson?
Mr. Thompson è il nostro Mario Rossi, l’occidentale medio al sole dei tropici, abbronzatura color papavero, soldi a sufficienza da sentirsi il padrone del mondo e una spiccata attitudine a fare sesso a pagamento con le minorenni. Il tutto ovviamente a sua insaputa… vi ricorda qualcuno?

Sempre più band offrono la propria musica in download gratuito via web puntando ai concerti live per un ritorno economico. Questa è la strada giusta oppure ci sarà un’ulteriore evoluzione?

Ormai pensare di avere un ritorno economico vendendo dei dischi è un’utopia, a meno che non si navighi nel mainstream.
Se sia la strada giusta non lo so, ma è sicuramente una delle tante evoluzioni della nostra vita quotidiana. Il web ha cambiato molto il modo di concepire la musica.
La musica intesa come mercato è in profonda crisi, e come il resto dei mercati sta cercando in qualche modo di sopravvivere a questo momento. Come conseguenza si sta evolvendo, sta provando a trovare nuove strade, sta mutando forma per poter rinascere sotto forma di qualcosa di nuovo.
In controtendenza con l’evoluzione della tecnologia video (che punta all’alta definizione) il suono viene progressivamente depredato della sua bellezza. L’mp3 la fa da padrone, e la musica viene ascoltata con degli auricolari mentre si va a lavoro, o all’università, nessuno dedica più tempo per mettersi seduto in poltrona a sorseggiare una bicchiere di vino e ad ascoltare un buon disco con calma, di conseguenza svanisce l’interesse della produzione di qualità in favore della lavorazione industriale.
Il nostro approccio alla scrittura di un disco ed alla sua pubblicazione da indipendenti è legato ad un’impellenza comunicativa più che ad un contesto che parla di costi e ricavi. Noi ci guadagnamo quando il pubblico che viene ai nostri concerti torna a casa canticchiando in macchina il proprio pezzo dei Madreperla preferito.

Riguardo la disponibilità gratuita dell’album cito il vecchio Captain Beefhart (al secolo Don Van Vilet):  <<Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l’ho presa non bisogna pagare per averla.>>

E’ risaputo che siete stati influenzati dalla musica degli anni settanta e novanta. Avete tutti la stessa cultura musicale? Da quanto tempo vi conoscete?
Teo e Fabio si conoscono da quando erano adolescenti, e hanno messo su questo progetto nel 2005 con il nostro ex-batterista. Nello stesso anno io conoscevo e suonavo con Andrea, il nostro attuale batterista. Sciolta quella band, nel 2006, ho conosciuto Teo e Fabio e sono subentrato come quarto Madreperla, e qualche anno dopo ho portato dentro al progetto Andrea, chiudendo il cerchio.
Teo e Fabio sono cresciuti per lo più con la musica italiana degli anni ’90, mentre Andrea, più con la musica straniera degli anni ’70, la scena hard rock e progressive. Io ho fatto un po’ la sintesi delle due cose, ho iniziato con gli anni ’70 partendo da Led Zeppelin, Deep Purple, Beatles, the Doors, e iniziando a suonare il basso con Nirvana, Pearl Jam, Radiohead, ecc.. fino ad innamorarmi di Afterhours, Marlene Kuntz. in generale abbiamo avuto dei percorsi un po’ diversi, ma alla fine, chi prima, chi dopo, siamo passati tutti per gli stessi step musicali, raggiungendo tutti la formazione di uno stesso bagaglio musicale.

Cosa pensate del panorama rock italiano?
Sta cambiando, e fortunatamente sta nascendo qualcosa nel sottobosco che potrebbe ridefinire il rock italiano come siamo stati abituati ad intenderlo. Tanti gruppi ancora definiti “emergenti” solo perchè fuori da radio Deejay stanno affollando i locali più grandi, e sfornando dischi in Italiano con idee finalmente originali. Mi riferisco a gruppi come “Il Teatro degli orrori“, “The death of Anna Karina“,”Bud Spencer Blues Explosion“, “I Ministri“, e molti, moltissimi altri. Dall’altro lato molti grandi nomi che hanno fatto la storia del nostro rock, stanno invece subendo l’avanzata di questo sottobosco a cui non riescono più a stare dietro ormai, la gente ha fame di cose nuove, e le “minestre riscaldate” non vanno più bene. Secondo me, al momento l’underground, soprattutto nelle città di Roma, Milano, Bologna, è una fucina di idee nuove, alcune ancora un po’ timide, ma sicuramente valide. Consiglio a tutti gli appassionati di rock italiano di spegnere le radio e di tornare a frequentare i club dove si suona live, come si faceva molti anni fa, si fanno di continuo scoperte eccezionali, o almeno, “originali“. Io non ho mai smesso di farlo.

Quante esibizioni avete all’attivo ed a quando i prossimi concerti live?
Bhe, esibizioni…tante….veramente tante, in 6 anni circa…direi che ormai non ci spaventa più nulla. Ci siamo esibiti sui palchi più piccoli, in posti sperduti con due persone ad ascoltare, e nei palchi enormi, in festival famosi, con migliaia di persone…ormai le abbiamo sperimentate tutte, girando parecchio l’Italia da nord a sud, e inoltre il giugno scorso ci siamo affacciati in Svizzera per suonare alla Festa Della Musica Europea, selezionati come rappresentanti italiani della scena rock indipendente.

Le prossime date ufficiali sono: 24 febbraio: Key Drum (Sarno) / 27 febbraio: Contestaccio (Roma) / 2 Marzo: 8mm In acustico (Roma)

Valerio Tirri

I Madreperla sono:

Fabio Prevedello Gorgoni: voce, chitarra elettrica, chitarra acustica;
Teodoro Pizzolante: chitarra elettrica, chitarra acustica;
Giuseppe Nobile: basso, voci;
Andrea Del Vecchio: batteria, percussioni:
www.madreperlaband.it

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