Un regalo di Natale: la giostra dei cervi

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A fine giornata Gabriele si rivolse ad una incredula Maria, amica d’infanzia che ci accompagnava per la prima volta, rammaricandosi in modo determinato per non essere dotati di ottiche adeguate per quanto avevamo visto. Non binocoli, quelli ne avevamo in abbondanza, e comunque per nulla necessari data la vicinanza degli avvistamenti ottenuti. Era rammaricato per non aver uno strumento da ripresa adeguato che avrebbe immortalato, e reso per noi eterno, uno spettacolo straordinario almeno nelle dimensioni.

Effettivamente, nel numero cumulativo gli avvistamenti sono stati anche superiori al video diffuso da Pietro Santucci nello scorso Ottobre con uno straordinario branco di cervi dal galoppo roboante sul Monte Meta.

La particolarità di quanto stiamo narrando è che è accaduto non a professionisti, e neanche ad individui in una forma fisica tale da affrontare le ascese più intriganti ed impegnative. Il dono dei cervi del Parco d’Abruzzo Lazio e Molise ha voluto raggiungere questa volta dei normali fruitori delle sue bellezze, caparbi finché si vuole, attenti forse anche di più, che si sono sobbarcati visite ormai settimanali con parecchi chilometri, nell’attesa dell’incontro da ricordare tra i tanti più normali già avvenuti, sia in estate che in inverno, a primavera o in autunno.

Avremmo potuto ipotizzare fin da subito della straordinarietà che ci attendeva per gli auguri ricevuti al momento della partenza. Una mattiniera Alessandra, giovane legale nostra amica, mentre si recava al lavoro ci aveva lasciato il suo buongiorno pregandoci, compiaciuta, di voler portare con noi una volta, i suoi due bimbi, Vincenzo e Vlado. Vivaci ma da sempre attratti da tutto ciò che è natura e per questo meritevoli di non essere delusi per una loro partecipazione ad una futura escursione che è anche didattica oltre che piacevole. Nel prometterle di farlo durante le prossime feste, avevamo però precisato che l’esito degli incontri con gli animali selvatici non è mai scontato. Sarebbe stato più favorente, secondo le nostre ipotesi, proprio quella mattina, malgrado le nuvole diffuse, ma i fanciulli avrebbero dovuto marinare la scuola e non si deve. Non avevamo certo contezza in quel momento che la previsione sarebbe andata oltre le più rosee ipotesi, anche se consapevoli che le condizioni le avevamo tutte.

Intanto in questa metà Dicembre il Parco non è per nulla affollato come lo sarebbe stato nelle settimane successive e nei mesi seguenti. Non ha subito gli insulti rumorosi procurati dal gran pienone, dalle feste e dalle manifestazioni conviviali. L’inverno ha già spolverato di neve non solo le quote più alte. Intorno ai 1600 m. slm vi sono ancora sporadici accumuli che sono indizio della possibilità che i selvatici si siano spostati verso il basso. Ipotesi rivelatesi tutte corrette quando Maria, poco dopo, sui primi contrafforti del Parco dal versante di Scontrone, individua dall’auto in movimento alcuni esemplari al pascolo.

PNALM. Primi avvistamenti nel fiume Sangro

Giù allora, verso le sempre accoglienti e gradevoli Villetta Barrea e Civitella Alfedena. Vi avvistiamo altri esemplari, i soliti sempre presenti nelle aree che ormai si sono scelte come loro pascolo privato e da dove attraversano le acque pregiate del fiume Sangro da una riva all’altra. Anche più avanti, la Piana di Opi, dove negli anni scorsi era facilissimo l’incontro con il predatore più famelico, mostra un bel verde brillante per i pascoli graditi da mandrie di cavalli e mucche, ma nessun avvistamento di selvatici. Almeno non in quel momento.

Prima di qualunque altra decisione per il prosieguo era necessaria una sosta. A Pescasseroli una polenta ricca di salsicce e spuntature con l’immancabile calice di Montepulciano d’Abruzzo rendeva onore alle temperature e al nostro appetito.

Avvistamenti di cervi nei pressi del centro abitato
Pastori abruzzesi incontrati lungo la strada. Foto Gabriele Boh Vallera

Per il pomeriggio saremmo orientati a riprendere il ritorno comunque appagati per le ore trascorse quando, in modo elegante, Gabriele suggerisce di variare l’itinerario nel tentativo di salire un poco ad incrociare la neve. Sarebbe la prima della stagione per noi, di tempo ne abbiamo e così saliamo verso Passo Godi e la Valle del Sagittario. Io per la verità so anche, per aver consultato nei giorni precedenti Pietro Santucci, che la probabilità di incontri sarebbe stata così molto più elevata, ed i consigli di Pietro difficilmente risultano fallaci. Un primo incontro con un branco di bianchi pastori abruzzesi ci rallegra ma poco dopo, nella parete del canalone di fronte a noi, avvisto un congruo branco di cervi dall’attività frenetica per alcuni, più compassata per altri.

Ci fermiamo e ci avviamo verso un’ osservazione che si preannuncia appagante. Alcuni esemplari per nulla infastiditi malgrado siano più vicini, ci guardano incuriositi per poi riprendere a brucare ed a lanciare sguardi verso di noi ad orecchie ben dritte. Solo qualche metro più avanti dall’altra parte del canalone altri esemplari sembrano in preda ad un’eccitazione inspiegabile ma che potrebbe nascondere, data l’ora prossima alla sera, l’inizio della caccia per il branco dei 7 lupi che ha tana nei paraggi. E così che osserviamo, immobili ed estasiati per lo spettacolo, la loro fuga per ogni dove. Sfrecciano sulle radure parzialmente innevate, tra i faggi, lungo i camminamenti tracciati, nel bosco tra i rami spogli che, malgrado siano fitti, ne lasciano intravedere le sagome.

La vista di tanta attività è calamitante e ne rimaniamo rapiti tra gridolini repressi ed indicazioni per la condivisione nello scrutare quella bellezza della natura. Non ci sfuggono, per la vicinanza, nemmeno le colorazioni del manto degli animali, da quei pochi cupi ai molti più chiari, a quelli con riflessi brillanti a causa del manto invernale reso umido, al bianco del disco codale che ce li evidenzia di più. E poi le tantissime femmine con cuccioli al seguito, ormai con altezza al garrese quasi completata. Pochissimi maschi dai palchi importanti e qualche fusone, i maschi di un anno, che si fa fatica obiettivamente a riconoscere per le condizioni di luce che diminuiscono avvicinandosi la sera.

PNALM. Branco di cervi avvistati nel pomeriggio

Presi da questi avvistamenti non ci accorgiamo di quanto avviene alle nostre spalle. In modo silenzioso, incredibile anche per la vicinanza dei soggetti ma probabile a causa della nostra ipoacusia senile, un altro branco ( ma forse lo stesso divisosi a causa della attività predatoria di cui abbiamo ipotizzato) ci ha come circondato. Se ne accorge Gabriele nello spostarsi alla ricerca di una miglior inquadratura per il suo telefonino. Sono tantissimi. Adesso qualche palco importante lo scorgiamo ma ….è il numero che è inimmaginabile, si muovono lentamente e pascolano incuranti della nostra presenza. Ci hanno affidato al controllo di qualche esemplare sentinella che non distoglie un secondo lo sguardo verso di noi che, per la verità, siamo impietriti ma non riusciamo comunque a trattenere del tutto mormorii, bisbiglii, una caleidoscopica miscela di gioia, stupore, emozione per un quadro che la natura ha donato alla nostra vista e che sappiamo risulterà difficile rivivere. Il tutto è anche condito da una celata preoccupazione, sappiamo della mitezza del cervo nobile, ma il numero degli individui è davvero enorme, mai visti neanche nei filmati così tanti, e sono vicini, troppo vicini. Una situazione che ci ha indotto a ritardare gli scatti con un telefonino non adeguatamente settato e che di conseguenza, ci ha rilasciato immagini che si sono rivelate di scarsa qualità.

Qualche disturbo però arriva ai selvatici che si muovono verso la sommità della collina per poi sparire dalla nostra vista. Dato il numero, abbiamo quasi la sensazione che si tratti di un interminabile circolo di animali, costituito sempre dagli stessi cervi, che appare e scompare alla nostra vista ripresentandosi dopo essere tornati indietro dall’altra parte della collina…come una giostra…ecco abbiamo assistito alla giostra dei cervi per Natale! Siccome però giostra non è, poco dopo l’ultimo esemplare scompare alla vista seguito dalla sentinella. A casa ci siamo posti il problema di valutarne il numero. Un fotogramma che conteneva 48 individui ci ha aiutato. Estrapolando le inquadrature pensiamo di averne avvistato non meno di 250. Secondo Gabriele il numero è anche in difetto senza contare gli altri che sembravano schegge impazzite e riparavano nel bosco, ma sappiamo anche che l’entusiasmo fa brutti scherzi…un poco come le catture dei pescatori che, soprattutto quando sono no-kill, si accrescono di centimetri o Kg. ogniqualvolta le si racconta.

Per noi però questa è la prima narrazione dell’evento e non siamo pescatori e neanche bugiardi. Non ci resta che ringraziare il Parco, la benevola atmosfera natalizia ed i cervi per l’incontro tanto cercato ed infine concesso. Torneremo per il regalo della Befana, anche per andare a testare lo strumento da ripresa sofisticato che Gabriele avrà sistemato nel frattempo come regalo sotto al suo albero. Il Parco non ci tradirà e potrà regalarci un altro avvistamento prestigioso, difficile da prevedere quale, ma sicuramente facile da scegliere per il nostro ospite se soltanto ci fosse confermata la sua benevolenza.

Emidio Maria Di Loreto

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