Una legge sulle lobby monca

Camera dei Deputati Montecitorio
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Il 12 gennaio la Camera ha approvato la legge sulle lobby per disciplinarne l’attività favorendo la trasparenza nei processi decisionali. Di fatto è un compromesso perché presenta maglie troppo larghe per regolamentare seriamente la rappresentanza degli interessi. Comunque l’Italia è uno degli ultimi paesi nell’UE a non avere una legge sulle lobby.
Tra le altre cose la legge approvata prevede l’adesione ad un Codice deontologico, l’istituzione di un pubblico Registro al quale tutti i lobbisti dovranno iscriversi e dovranno indicare quale titolare di interessi si rappresenta. Inoltre dovranno tenere l’agenda degli incontri dei rappresentanti di interessi. È istituito un Comitato di sorveglianza e sono previste sanzioni in caso di violazioni. Tra le cose che non convincono affatto c’è che mentre le organizzazioni che difendono diritti sono obbligati a rispettare la legge sulle lobby, le associazioni imprenditoriali come la Confindustria e i principali Sindacati non lo sono. E poi il compromesso ha portato a permettere, a fine incarico, ai parlamentari, relatori di dossier e presidenti di commissione inclusi, di iscriversi come lobbisti.
Vedremo se il Senato proverà ad introdurre qualche correttivo.

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