Una regolarizzazione monca

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La ministra Teresa Bellanova ci ha informati dei provvedimenti relativi al settore agroalimentare. In totale si tratta di 1,150 miliardi di cui 150 milioni per le imprese del settore e di 250 milioni da destinare al fondo per gli indigenti, risorse che verranno gestite con il volontariato laico e cattolico. Poi, con commosso orgoglio, parla della regolarizzazione, commentando che “lo Stato è più forte della criminalità e del caporalato”. Ma la regolarizzazione è a tempo e per poche categorie, non capendo o non volendo capire che decine di migliaia saranno sotto ricatto e costretti ad accettare ancora qualsiasi condizione di lavoro. La proposta si compone di una sanatoria per l’emersione del lavoro nero e quindi destinati ai datori di lavoro che hanno lavoratori irregolari e la seconda dove in cui il migrante «con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019» di richiedere un permesso «temporaneo» che diventa «permesso di soggiorno per motivi di lavoro» se nei sei mesi avrà trovato lavoro.

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