Un’abbracciata collettiva per condividere l’autismo

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Cataldo Maestoso, medico e papà di due ragazzi autistici, scriveva che l’autismo è «una condizione cronica, attualmente inguaribile e che coinvolge in maniera drammatica le famiglie data la difficoltà a gestire questi pazienti». Per coniugare solidarietà, conoscenza, coscienza e vicinanza a questa disabilità e ai disturbi mentali gravi, si organizza l’evento “Abbracciata collettiva”. Una manifestazione che si tiene dal 2016 e che è passata dalle cinque strutture ospitanti alle dieci di quest’anno diffuse da nord a sud del paese: Roma, Napoli, Firenze, Milano, Foggia, Treviso, Reggio Calabria, Siracusa, Brindisi e Alessandria [1].

È una delle tante manifestazioni che si terranno in occasione della Giornata mondiale dell’autismo che si celebra il 2 Aprile, e magari per molti che ancora non l’avessero fatto potrebbero cercare e vedere, sul tema dell’autismo, il docu-film “Tommy e gli altri” nato dall’incontro del giornalista, conduttore e scrittore Gianluca Nicoletti e del produttore e regista Massimiliano Sbrolla e finanziato grazie ad una raccolta fondi e crowdfunding promossa dalla Onlus Insettopia.

L’Abbracciata collettiva si terrà nei giorni 24 e 25 marzo prossimi, con l’organizzazione della Cooperativa Sociale ONLUS TMA, e tutte e tutti potranno parteciparvi nuotando, galleggiando, stando in una corsia della piscina per almeno quindici minuti insieme alle ragazze e ragazzi che durante tutto l’anno fanno Terapia Multisistemica in Acqua (TMA metodo Caputo-Ippolito). Il tempo a disposizione è di trenta ore, dalle 7:30 del 24 marzo alle 13:30 del 25 marzo, ma prima di entrare in acqua ricordatevi di comunicare il vostro nome e all’uscita il numero di vasche che sarete riusciti a fare. Come negli anni passati arriveranno anche nuotatori professionisti e persone con la sola forza per terminare una vasca, tutti contribuiranno a stilare la classifica delle struttura che hanno partecipato e per determinare chi ha percorso più chilometri di solidarietà. Nell’edizione del 2017 16.000 persone sono state coinvolte in tutta Italia e che insieme hanno nuotato 8.700 chilometri, la distanza tra Milano e Seattle, nella costa pacifica degli Stati Uniti.

Dall’arrivo, al cambio negli spogliatoi, alle bracciate e alle abbracciate in acqua si condividono con i ragazzi e le loro famiglie momenti importanti del vivere quotidiano. Forse l’acqua che non ha barriere, che nel suo avvolgerci liquido non ammette distinzioni è l’ambiente migliore per iniziare a comunicare.

Come ha scritto la ricercatrice Lidia Ripamonti «di autismo non ci si ammala e non si guarisce: è una condizione complessa dovuta primariamente ad una differenza neurologica e come tale appartiene, di fatto, alla specificità della persona. Un autistico bisogna prima di tutto accettarlo, conoscerlo, e creare le premesse per un dialogo reciproco, verbale o non (ma non vale forse per tutti?). Dimenticatevi tutto quello che sapete o credevate di sapere su tappe di sviluppo, regole sociali, traguardi accademici, tecniche educative. Con molta umiltà, un’incredibile dose di pazienza, e soprattutto senza mai cedere al cinismo, imparerete regole e metodi nuovi e aspirerete a traguardi diversi ma non per questo meno ambiziosi» [2].

In queste manifestazioni ci sarà anche la possibilità di donare e la somma raccolta, detratti i costi per l’organizzazione dell’evento, sarà devoluta alle famiglie dei bambini con autismo che hanno meno opportunità economiche, per offrirgli la possibilità di effettuare la Terapia Multisistemica in Acqua. Ogni partecipante, se ne ha conoscenza, potrà stabilire direttamente a chi devolvere il proprio contributo.
Pasquale Esposito

[1] Qui potete trovare tutti gli indirizzi delle strutture http://www.terapiamultisistemica.it/events/ab-bracciata-collettiva-2017-giornata-mondiale-autismo/
[2] Lidia Ripamonti, https://www.huffingtonpost.it/lidia-ripamonti/di-autismo-non-ci-si-ammala-e-non-ci-si-cura_b_9571696.html?utm_hp_ref=it-giornata-mondiale-autismo

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