USA 2024: l’immigrazione tra Biden e Trump

USA, confine con il Messico

Il trattamento riservato agli immigrati privi di documenti negli Stati Uniti è rimasto, di fatto, sempre lo stesso durante le ultime cinque presidenze. A dircelo è un libro di Silky Shah recensito su CounterPunch da Ron Jacobs che ne condivide l'analisi per cui «anche se Shah ha molto da dire sul trattamento disumano e spesso crudele riservato agli immigrati da parte dell'amministrazione Trump, gran parte delle sue critiche più dure sono riservate alle Case Bianche di Obama e Biden». L'autore ricorda come, salvo poco realtà se non ci sono le elezioni di mezzo, gli americani sanno poco di quello che accade. La Shah mette molte informazioni a disposizioni e in particolare nella prima parte del suo libro «descrive dettagliatamente l'intersezione tra l'incarcerazione di massa dei residenti statunitensi come politica di controllo della popolazione in eccesso, la repressione dell', la crescita del complesso industriale carcerario e il capitalismo neoliberista. La sua narrazione descrive un sistema intrappolato nel suo contraddittorio bisogno di manodopera a basso costo e in una tendenza nativista nella sua politica che incolpa i migranti per la disintegrazione di una nazione che non è mai realmente esistita; una nazione che da sempre dipende dal supersfruttamento della manodopera, solitamente di chi ha la pelle non considerata bianca» [1]. Premessa utile per avere una cartina di tornasole sul tema dell'immigrazione che tanta parte ha nella campagna elettorale per le elezioni presidenziali.

Per comprendere le dimensioni del fenomeno e le problematiche ad esso connesse, il New York Times ha pubblicato una serie di dati che consentono di delineare un quadro dell'immigrazione verso gli che è enormemente cresciuta negli ultimi tempi. Infatti «tra ottobre 2022 e settembre 2023, ci sono stati 3,1 milioni di tentativi di attraversamento lungo il confine meridionale degli Stati Uniti. Secondo il Dipartimento per la Sicurezza Interna, di questi, circa 600.000 migranti sono riusciti ad attraversare il confine senza essere scoperti. […]. Quasi 200.000 sono stati sottoposti a procedure di allontanamento accelerato, solitamente a causa di precedenti penali o di precedenti arresti alla frontiera. Altri se ne sono andati volontariamente per evitare ulteriori trattamenti. A circa 300.000 migranti è stata concessa la libertà condizionale umanitaria al confine e il permesso di vivere temporaneamente negli Stati Uniti […]. Includendo i migranti arrestati altrove o rinviati a seguito di altri procedimenti, quasi 1,5 milioni di nuovi casi sono stati aggiunti al sistema giudiziario dell'immigrazione nell'ultimo anno fiscale [ quello chiusosi a settembre 2023, ndr]. […]. Alla fine del 2023, circa 1,8 milioni di nuovi arrivati ​​rimanevano negli Stati Uniti con il caso in attesa o con qualche altra forma di status temporaneo. Solo una minima parte dei nuovi casi giudiziari si è conclusa con una deportazione lo scorso anno. Ma quasi 900.000 migranti sono stati allontanati attraverso altri canali» [2].

È evidente che il sistema non funziona. Non funziona per una legislazione e un'organizzazione interna – dai luoghi d'ingresso ai tribunali di esame – che hanno molti limiti, anche nelle risorse disponibili. Ma non funziona, come nel resto del mondo, per l'incapacità di aiutare a rendere i luoghi da dove provengono i migranti più sicuri. Basti pensare che gli Stati Uniti, scrive il NY Times, negli ultimi 10 anni, la nostra spesa per gli aiuti è scesa dallo 0,3% del PIL a un «misero» 0,2%.

Il risultato è un rincorrersi, anche per motivi elettorali. Agli inizi di giugno il presidente , dovendo fronteggiare critiche interne al Partito democratico e soprattutto dell'ex presidente che sul tema dell'immigrazione resta favorito e che attraverso i repubblicani evita qualsiasi legislazione per migliorare la situazione tenendo sulla graticola il rivale per le elezioni di novembre, ha emanato un ordine esecutivo che prevede un limite  massimo di 2500 richieste di asilo al giorno, superate le quali la frontiera con il Messico verrà chiusa e i migranti senza documenti di ingresso saranno rimandati indietro. Per riaprire il confine bisognerà attendere che Confine che gli ingressi non saranno scesi al di sotto dei 1500 al giorno e per almeno una settimana consecutiva [3]
Farrah Hassen su CounterPunch ricorda che «secondo il diritto statunitense e quello internazionale, chiunque fugga da persecuzioni in un altro Paese ha il diritto di richiedere asilo e di vedere valutata la propria richiesta. Ma sia l'amministrazione Trump che quella Biden hanno drammaticamente minato queste tutele. […]. Come i presidenti precedenti, Biden ha ignorato le cause profonde degli sfollamenti forzati. Dobbiamo iniziare riesaminando le politiche statunitensi nei confronti dei nostri vicini dell'America Latina e dei Caraibi. Le nostre politiche commerciali e le sanzioni (come quelle contro il Venezuela ) hanno devastato le economie locali. E molti sono fuggiti dalla violenza e dalla repressione dei governi autoritari sostenuti dagli Stati Uniti in tutta la regione» [4].

Sempre il presidente qualche giorno fa ha adottato una misura in senso opposto che consente  ai coniugi di cittadini statunitensi, privi di documenti di richiedere la carta verde senza dover lasciare gli Stati Uniti come obbligatorio finora per la legge federale. Una procedura che risolverà diversi problemi a decine di migliaia di bambini. Questa misura  dovrebbe acquietare la base più liberal del partito ma anche metterlo in miglior luce per le elezioni alla Casa Bianca soprattutto «in Stati in bilico come Nevada, Arizona e Georgia, dove circa 100mila elettori, in ciascuno Stato, vivono con al fianco una persona immigrata clandestina» [5].

Intanto Trump continua nella sua battaglia a trecentosessanta gradi contro l'immigrazione e lo fa anche con parole spregevoli come quando, parlando a un gruppo evangelico alla conferenza della Faith & Freedom Coalition «ha descritto i migranti con i termini disumanizzanti che usa spesso per riferirsi a loro, dicendo che sono “duri”, “provengono dalle carceri” e sono “cattivi, meschini”. Trump ha poi detto di aver suggerito a Dana White, un alleata dell'ex presidente e amministratore delegato della Ultimate Fighting Championship [organizzazione di arti marziali miste statunitense, ndr], “Perché non crei una lega di combattenti migranti?”.  […]. Trump ha detto che al signor White “non piaceva molto l'idea”. Ma, ha aggiunto, “non è l'idea peggiore che abbia mai avuto. Queste sono persone difficili. Il signor White, interrogato sul commento di Trump durante un evento UFC sabato, ha confermato che l'ex presidente aveva fatto la proposta, ma ha detto: “Era uno scherzo, era uno scherzo. Ho visto tutti impazzire online. Ma sì, l'ha detto”» [6].

Pasquale Esposito

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