USA: ancora rivolte razziali mentre Trump non riconoscerebbe la sconfitta.

USA Washington il monumento ai Marines
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Le città americana sono nuovamente in fiamme, con proteste e rivolte. A scatenarle è stata la decisione del gran giurì di incriminare uno solo dei tre poliziotti, e nemmeno per omicidio, per la morte di Breonna Taylor, la ventiseienne afroamericana uccisa a marzo nella sua abitazione a Louisville. Tra i 32 colpi che avevano colpito la Taylor c’erano anche quelli diretti al suo fidanzato che aveva colpito e ferito ad una gamba un agente, pensando che non era la polizia ad essere entrata. A Louisville i manifestanti si sono riversati per le strade e si sono scontrati con le forze dell’ordine e due poliziotti sono rimasti feriti. Manifestanti in altre città come New York e Washington. Tutto questo è strumento di propaganda per Trump che continua a metterla su Legge e Ordine. E se non dovesse essere rieletto Trump non si impegna a riconoscere il vincitore e lo ha detto quando ad una domanda sul trasferimento pacifico dei poteri ha risposto: “Dobbiamo vedere cosa succede“.

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