Uscite discografiche 2014. Appunti su recensioni mancate (1)

concerti musica
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La lista di dischi usciti nel 2014 che scorrerete qui di seguito non ha nessun intento classificatorio, né tantomeno la segnalazione di quelle opere fondamentali che l’anno ci ha lasciato. È un breve elenco di album di cui avrei voluto scrivere, e non necessariamente bene, ma il tempo e l’indolenza personale li hanno tenuti fuori dalla pubblicazione. Un piccolo risarcimento a brutte e splendide canzoni e degli artisti che le hanno create.
Non vi curate di noi e ascoltate!

Paolo Benvegnù Earth Hotel

Paolo Benvegnù, Earth Hotel. Un altro pezzo da collezione quello pubblicato da Paolo Benvegnù lo scorso ottobre. Quasi un’ora di musica in dodici tracce dove, come dice l’artista, si «parla di amore nelle stanze. Ovunque. Di alberghi, di case, di transatlantici, di treni, di aeroplani ed automobili. Nello stesso istante». Un paio di segnalazioni: l’iniziale Nello spazio profondo a rappresentare «quella maniera particolare che ha Paolo di far crescere progressivamente la canzone, inclusi gli arrangiamenti orchestrali, senza mai far calare la tensione emotiva» [1] e Avenida Silencio con la sua baraonda linguistica e i suoi movimenti spaziali.

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Sleaford Mods Divide And Exit

Sleaford Mods, Divide And Exit. Dall’Inghilterra desolata e desolante Jason Williamson (voce e testi) e Andrew Fearn (musiche), suonano un punk-hop, un punk che si affranca da dalla tradizione sonora di quel genere, ma per il significato resta ancorato alla tradizione della rivolta, dell’opposizione al potere che ebbe nella Thatcher la sua reificazione. Sono furiosi, rabbiosi nei loro testi che travasano bile, condita di improperi, accuse, turpiloqui che dovrebbe scuotere le coscienze di un mondo che si fonda sull’emarginazione sempre più estesa e di cui fanno parte. Tutto questo con un ritmo senza sosta tra campioni, drum loops, cambi di tempo.

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kiasmos

Kiasmos, Kiasmos. Il mondo a cui appartiene la musica del duo Ólafur Arnalds e di Janus Rasmussen (la mente della band elettro-pop Bloodgroup) è quello della dance. Ma come hanno scritto su Clash, siamo su territori in cui «la dance incrocia la classica moderna». Infatti per la composizione sono stati utilizzati pianoforte, batteria ed quartetto d’archi insieme a sintetizzatori, drum machine e delay. E così come spiega Roberto Mandolini «la batteria che carezza i timpani sull’introduttiva Lit fa da contraltare all’elegante drone che trasporta i neuroni tra i fiordi dei mari del Nord: quando a metà corsa compare il pianoforte di Ólafur in tutto il suo splendore sembra di aver ritrovato i Sigur Ros nella loro veste più languida e melanconica» [2].

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Microlux, Geküsst. Salernitani, ancora un duo. Linda Edelhoff (voce) e Fabio Colasante nascono del 2004 e sono alla seconda pubblicazione. Gianluca Lambiase scrive che «le sei tracce che compongono questo lavoro si muovono tra autostrade kraftwerkiane e impasti simil big beat. The Dance scalda i motori di una macchina tanto basica quanto altera e sfuggente, un guardare altrove che rende la musica dei due tanto imprevedibile quanto alchemicamente seduttiva. An Ant è il risultato di questo gioco di rimandi, di sguardi incrociati e mash-up sincopati, mentre Instabile, cantata insieme a Garbo, è il momento più riflessivo, italico e easylistening del disco» [3].
Ciro Ardiglione

[1] Bizarre, BLOW UP., ottobre 2014, pag. 90
[2] Roberto Mandolini, www.rockerilla.com
[3] Gianluca Lambiase, www.sentireascoltare.com, 12 dicembre 2014

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