Valentina Rapaccini, Elogio della consunzione epica

I , i personaggi del mondo antico e le loro mille avventure costituiscono un prezioso “deposito” per pensare e narrare le nostre vite. Con Valentina Rapaccini abbiamo discusso del suo ultimo testo – Elogio della consunzione epica – un epistolario immaginario che ci rimette in contatto con il passato per aiutarci a pensare il futuro.

Possiamo, prima di tutto, presentarla ai nostri lettori?
Certamente, è un onore poter condividere il mio lavoro con i vostri lettori. Sono Valentina Rapaccini, autrice di Elogio della consunzione epica, un'opera che si addentra nelle profondità dei miti antichi, reinterpretandoli attraverso una lente contemporanea. Il mio intento è di creare un dialogo tra il passato e il presente, esplorando gli archetipi e le narrazioni che continuano a influenzare la nostra esistenza, offrendo al lettore una riflessione profonda e sfaccettata sulla natura umana.

Un interesse largo, potremmo dire, per indicare un'apertura verso tutte le manifestazioni umane: come rapporto con la realtà, come riflessione su sé stessi, e anche come ricerca di una serie di archetipi, di fondamenti, di narrazioni, di immagini dalle quali sembra che non possiamo prescindere. Partiamo dal titolo del suo ultimo libro Elogio della consunzione epica: ci spiega che cosa si nasconde in esso?
Il titolo Elogio della consunzione epica racchiude in sé una duplice riflessione sulla transitorietà e la perennità dei miti. La “consunzione” evoca un processo di decadimento e rinascita, un ciclo perpetuo che simboleggia la condizione umana. L'aggettivo “epica” rimanda alla maestosità e alla rilevanza di queste antiche narrazioni, suggerendo che, nonostante l'erosione del tempo, esse mantengono una vitalità intrinseca. Il titolo è, dunque, un invito a meditare su come i miti, attraverso il loro logorio e rigenerazione, continuano a vivere e a risuonare con le esperienze dell'umanità.

Un testo e una ricognizione tra miti e personaggi che porta al cuore di esperienze legate a un sottofondo culturale, emotivo e narrativo dal quale non possiamo prescindere. Lei ha però scelto la forma dell'epistolario fra i personaggi del mito stesso. Perché questa forma epistolare così particolare e così originale?
La scelta della forma epistolare è stata dettata dal desiderio di umanizzare le figure mitologiche, creando un dialogo intimo e personale tra loro. Attraverso le lettere, i personaggi mitologici si rivelano nelle loro fragilità e complessità, permettendo al lettore di entrare in contatto diretto con le loro emozioni e pensieri più reconditi. Questo formato consente di esplorare le dinamiche interne dei miti, trasformandoli da semplici narrazioni a esperienze vissute, arricchite da una prospettiva unica e profondamente umana.

Ascoltando le sue parole ripenso ad un'espressione che amo molto: arte della manutenzione del mito, nel senso che il mito va sottoposto a manutenzione perché ha una disponibilità generosa verso gli interpreti di ogni epoca che in esso possono ritrovare qualcosa di sé. Pensa che possiamo concordare su questa espressione?
Assolutamente, trovo che l'espressione “arte della manutenzione del mito” sia estremamente appropriata. I miti possiedono una natura generosa, offrendo infiniti significati e spunti di riflessione a chi li interpreta. La manutenzione del mito implica un processo di preservazione e adattamento, permettendo a ogni generazione di riscoprire e reinterpretare queste storie in modo che continuino a essere pertinenti e significative. È un atto di cura culturale e intellettuale, che mantiene i miti vivi e vibranti, pronti a rispondere alle domande e alle esigenze di ogni epoca.

Valentina Rapaccini Elogio della consunzione epicaCi confrontiamo, attraverso la rilettura del mito, anche con le nostre paure e con le nostre speranze. In base al lavoro che lei svolge da un punto di vista più propriamente clinico, quali le sembrano oggi essere le paure con cui dobbiamo confrontarci?
Nel contesto clinico, rilevo che le paure più prevalenti oggi sono strettamente legate all'incertezza e alla velocità con cui avvengono i cambiamenti. L'ansia per il futuro, la perdita di identità e la difficoltà di adattamento emergono frequentemente come temi centrali. Attraverso la rilettura dei miti, possiamo affrontare simbolicamente queste paure, trovando un terreno sicuro per esplorare le nostre angosce e cercare risposte. Ad esempio, il mito di Teseo e il Minotauro può fungere da metafora per la lotta contro i nostri demoni interiori e per la ricerca di una via d'uscita dal labirinto delle nostre paure.

Seguendo quello che lei sta raccontando sembra che sia in atto una sorta di problema di identità storica. Molte cose, forse troppe, sono cambiate nel giro di pochi anni?
Indubbiamente, la rapidità dei cambiamenti recenti ha generato una crisi di identità storica. Le tradizioni che un tempo definivano la nostra esistenza sono messe in discussione, creando un senso di smarrimento. La rilettura dei miti può offrire un mezzo per recuperare un senso di continuità e appartenenza. I miti, con la loro ricchezza simbolica, forniscono punti di riferimento stabili che ci aiutano a navigare attraverso le trasformazioni incessanti del nostro tempo, offrendo ancore di stabilità e coerenza in un mondo in continuo mutamento.

Quando parliamo di “miti” mi viene da pensare anche ai “riti”. L'accelerazione del mutamento non ha forse cancellato tutti quei riti di passaggio che in qualche modo segnavano le età della vita e aiutavano il singolo e la collettività ad affrontare il futuro?
Effettivamente, l'accelerazione del mutamento ha compromesso i riti di passaggio, che un tempo segnavano le fasi cruciali della vita. Questi riti fornivano una base di sicurezza e stabilità, aiutando il singolo e la collettività a prepararsi per il futuro. Oggi, molti di questi riti sono stati dimenticati o trasformati, lasciando un vuoto. Il recupero di tali riti attraverso la rilettura e la reinterpretazione dei miti può offrire nuove forme di stabilità e continuità. Ad esempio, il rito di iniziazione di Eracle può essere rivisitato come un percorso di crescita e maturazione personale, offrendo un modello simbolico per affrontare le sfide della vita contemporanea.

Ritornando al suo testo, quali dei personaggi del mito, della tragedia o della letteratura sente più vicini oggi?
Nel contesto attuale, i personaggi mitologici che sento più vicini sono quelli che incarnano la resilienza e la capacità di trasformazione. Ulisse, con la sua interminabile ricerca di casa e identità, rappresenta la perseveranza in un mondo in costante cambiamento. Prometeo, che sacrifica sé stesso per portare la luce dell'innovazione all'umanità, incarna il coraggio di sfidare l'ignoto. Medea, con la sua complessità emotiva e morale, ci ricorda le profonde contraddizioni dell'animo umano. Questi personaggi offrono lezioni preziose su come affrontare le sfide moderne, mostrando che, nonostante le difficoltà, è possibile trovare la forza per trasformarsi e adattarsi. Ogni figura diventa così un simbolo delle dinamiche umane universali, una fonte di ispirazione per comprendere e superare le difficoltà del nostro tempo.

In conclusione, come possiamo presentare il suo libro?
In conclusione, Elogio della consunzione epica non solo esplora i miti antichi con una nuova prospettiva, ma li rende strumenti potenti per comprendere le nostre paure, speranze e identità moderne. Questo libro è un invito a riscoprire e mantenere viva la ricca eredità culturale dei miti, trovando in essi risposte e riflessioni per il nostro tempo. L'opera si configura come un dialogo tra passato e presente, un viaggio intellettuale ed emotivo che ci conduce a una comprensione più profonda di noi stessi e del mondo che ci circonda.

Antonio Fresa

Valentina Rapaccini è nata a Terni e dopo la maturità classica, si è laureata in Medicina e Chirurgia ed è specializzata in Neuropsichiatria Infantile. È autrice di articoli pubblicati su riviste scientifiche nazionali e internazionali. Parallelamente agli studi e agli approfondimenti accademici e di carattere scientifico, si è sempre occupata anche di temi di carattere umanistico e letterario. Ha pubblicato, il saggio L'Alfabeto Nascosto. Ombre intarsiate di silenzio, astrazione clinica della diversità, una raccolta di scritti lirici ispirati a casi clinici e il saggio Archetipi Mitologici di Neuroscienze, testo che coniuga il sapere medico-scientifico con riferimenti mitologici e letterari. Attualmente lavora come specialista in qualità di neuropsichiatra infantile presso i servizi territoriali. Ha un incarico di docenza universitaria presso l'Università Campus Bio-Medico di Roma.

Valentina Rapaccini
Elogio della consunzione epica
Epistolario mitologico
Gambini editore, 2024
pagine 328
€ 24,00

 

 

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