La variante Delta e le altre nel mondo tra Olimpiadi e green pass

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La diffusione del contagio con la variante Delta, e non solo, si muove; era stato previsto da molti. Tra campionati di calcio, riaperture senza troppi controlli e freni inibitori che, soprattutto nei ragazzi, sono soppiantati nelle fiere del divertimento proposte dalla bella stagione, gli indici dei contagi mostrano di impennarsi di nuovo.

La Francia è la nazione più vicina a noi che sconta numeri che la inducono ad emettere norme anticontagio serrate: +150% di casi in una settimana, ieri 18.181 nuovi casi nelle ultime 24 ore, 26 persone finite in terapia intensiva e 33 morti per Covid-19.
Ieri all’Assemblea nazionale è arrivato all’esame il disegno di legge voluto dal presidente Macron per la gestione della crisi sanitaria in atto e che prevede l’obbligo di vaccinazione ad esempio per i caregiver e una tessera sanitaria (green pass con prova della vaccinazione o di un tampone negativo) per prendere treni o accedere a bar e ristoranti, andare al cinema, al teatro o assistere a spettacoli ed eventi con più di 50 persone. Il governo pensava di licenziare il tutto per il fine settimana ma sono stati presentati, in un “clima di tensione” 1.100 emendamenti [1].

In Giappone crescono di molto i contagi a Tokyo che da gennaio ha superato quota 1.800 contagiati in un giorno. In Giappone, al 18 luglio, solo il 33,71% della popolazione era stato vaccinato e soprattutto mancano all’appello molti anziani.
Si continua a parlare di Olimpiadi quando solo la metà delle delegazioni è arrivata e si registrano casi di contagio che pare infischiarsene delle bolle predisposte a protezione. Sono 70 i contagiati tra i partecipanti con il popolo giapponese, a due giorni dall’inaugurazione olimpica, ormai contrario all’evento per l’80%. [2]
I contagi rilevati sembrano dimostrare che siano insufficienti le tutele per una mole così enorme e variegata di atleti, dirigenti e tecnici verso la variante Delta e verso le altre che si stanno affacciando. Gli sponsor dell’Olimpiade sono in fuga pur confermando le somme investite ma non presenziando alle cerimonie e sospendendo gli spot pubblicitari. Evidentemente l’associazione del loro nome ad eventi diffusori di contagio spaventa chi lega le proprie fortune commerciali a questo tipo di considerazione.
L’insidia del contagio, anche attraverso le bolle, nasconde pesanti conseguenze negative per gli atleti che sarebbero costretti a rinunciare per un contagio all’evento sportivo rincorso per una vita. [3]

In Italia, come per la Francia, sembra che si vogliano emanare norme più stringenti per bloccare o attutire l’affacciarsi della quarta ondata. Sarebbe necessaria una sostanziale condivisione del benessere collettivo che invece non sembra essere alla nostra portata e a quella di altre nazioni. La compagine governativa è tra quelle meno adatte a gestire il tutto forse perché il vero collante è la futura gestione degli oltre 200 miliardi di fondi derivanti dal Recovery plan.
La nascita e i tempi di applicazione di un “passaporto vaccinale” (green pass) sono oggetto di infinite mediazioni e distinguo che porterebbe a conseguenze peggiori di quelle viste da tutti i contrari. Infatti consentirebbero a milioni di persone l’accesso a tutte le attività pubbliche e salvaguarderebbe le stesse attività in caso di restrizioni che diventerebbero obbligatorie con l’estensione a vasto raggio del contagio.
È singolare che le forze politiche che sbandierano di voler preservare e difendere, con ampio dispendio di proclami propagandistici, gli imprenditori e i loro profitti, si battano con distinguo esagerati e tentativi di rimandare l’entrata in funzione del green pass.
Circa gli indici di contagiosità in Italia si riflette sul dato pandemico che mostra un aumento diffuso in molte regioni: non allarmanti i ricoveri nelle terapie intensive al momento, ma con la possibilità che presto possano tornare a rendere critica la situazione sanitaria. I dati su base settimanale sono i seguenti per il nostro Paese: nuovi casi + 139%; positivi + 132,4%; terapie intensive + 5,1% -165 in totale-; + 5,9% i ricoverati; + 21,8% i soggetti in isolamento domiciliare. [4]
La ragione è individuata dagli esperti dall’ancora basso numero di vaccinati, (in doppia dose in totale sono al 21 luglio 28.072.581) anche tra le fasce a maggior rischio, gli ultra sessantenni per capirci e per tutti coloro che con una sola dose sono comunque esposti agli effetti più virulenti del contagio.
Le previsioni in crescita della variante Delta, che presto sarà al 90% nella nostra Italia, non depongono favorevolmente persistendo la situazione attuale in comportamenti e proiezione dei dati diffusi.
Circa l’uso dell’Rt per le valutazioni del contagio pandemico, come ricordato dai post del dott. Spada più volte, si tratta di dati che andrebbero utilizzati con visione prospettica, cioè l’indicazione del dato andrebbe estrapolata almeno nei successivi 11 giorni tanto da fargli affermare che un dato di 0,91, al disotto della soglia di pareggio, andrebbe valutato come un 1,4/1,6 nella settimana successiva. Ovviamente non è solo questo dato, per giunta da attualizzare, quello che indica lo stato della situazione di preoccupazione. Andrebbe rapportato alle condizioni degli ospiti nelle strutture ospedaliere, ai ricoveri quindi, allo sviluppo di nuove varianti ed al loro sequenziamento, tracciamento e monitoraggio dei relativi focolai compresa la possibilità di attribuire le caratteristiche di preoccupazione (VOC: Variant of Concern (VOC) o di interesse ( VOI: Variant of Interest) alle varianti individuate. Al momento la variante Epsilon è quella che attrae attenzione e secondo alcuni anche preoccupazione.

Sul fronte vaccinale molto impegno è messo nel tentare di favorire la vaccinazione tra quelle masse enormi di cittadini che non l’hanno considerata. Grave la situazione tra personale scolastico e sanitario italiano, rispettivamente 227.000 circa e 46.000 circa che però rischiano in alcune regioni sospensioni e conseguenze sull’attività. [5]

La cooperazione mondiale per un’immunità globale è la migliore strategia da adottare per eliminare il coronavirus, ma bisogna rilevare l’enormità delle persone nel mondo che dovranno essere ancora vaccinate: solo il 13,13% è vaccinato con due dosi. Inoltre più di 3,7 miliardi le dosi somministrate ma solo un miliardo di persone vaccinate completamente. Ancora lungo il percorso per vaccinare tutti come necessario. [7]

Per le risposte scientifiche, un indiretto successo gli studi sul vaccino anti Sars Cov-2 lo mettono a segno anche su altre tipologie di vaccini come quello contro la malaria. La Novavax che attende l’autorizzazione al commercio del suo vaccino da ricombinante anti covid, ha un brevetto su un adiuvante, una saponina, denominata Matrix M, utilizzata per migliorare l’efficienza dei suoi antisieri anche nel prodotto antinfluenza ed in quello in fase di studio combinato tra influenza e Covid-19. Grazie al contributo di questo adiuvante si è ottenuto un brillante risultato nel vaccino antimalarico. Infatti in uno studio di fase 3 per il vaccino antimalarico R21, ad Oxford, è stata ottenuta la protezione vaccinale per la malaria del 77%. Una protezione mai ottenuta prima. Per malaria muoiono 400.000 persone ogni anno e le vittime sono soprattutto bimbi. Il risultato ottenuto nasce quindi dalla collaborazione Oxford, Novavax e Serum institute of India che dovrà predisporre anche per il mercato 200 milioni di dosi di R21 all’anno. [8]

Per sconfiggere la Covid-19 è stato concesso il Sotrovimab, nuova produzione anticorpale, un uso almeno per ora  restrittivo utile ai casi di emergenza, cioè quando i clinici intravedono conseguenze di natura severa sul paziente. Si tratta di un nuovo anticorpo monoclonale che si aggiunge ai precedenti Bamlanisimab, Etesevimab e Casirivimab/Imdevimab e nasce da precedenti esperienze circa gli anticorpi di un soggetto sopravvissuto alla Sars nel 2003. Insomma gli studi continuano a spron battuto in questo settore ringegnerizzando i prodotti, migliorandone emivita e caratteristiche e pure ricombinando le caratteristiche che emergono dagli studi e dalle sperimentazioni. [9]
Emidio Maria Di Loreto

[1] https://www.lemonde.fr/planete/article/2021/07/21/le-passe-sanitaire-desormais-obligatoire-dans-les-lieux-de-loisir-ou-de-culture_6089030_3244.html
[2] https://www.agi.it/estero/news/2021-05-17/tokyo-2020-oltre-80-giapponesi-contrari-ai-giochi-quest-anno-12571266/
[3] https://www.repubblica.it/esteri/2021/07/19/news/olimpiadi_tokyo_covid-310911348/
[4] https://lab24.ilsole24ore.com/coronavirus/
[5] https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/06/30/scuola-caccia-al-personale-non-vaccinato-227mila-persone-tra-docenti-e-collaboratori-non-hanno-ancora-fatto-liniezione-anti-covid/6244309/
[6] https://lab.gedidigital.it/gedi-visual/2020/coronavirus-le-vaccinazioni-nel-mondo/
[7] https://www.nature.com/articles/s41587-021-00983-8
[8] https://www.nature.com/articles/s41587-021-00980-x

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