Venezuela e Colombia ai ferri corti

Colombia Amazonas Leticia
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Continuano a L’Avana, capitale cubana, i dialoghi di pace tra il governo colombiano, presieduto da Josè Manuel Santos, i guerriglieri comunisti delle FARC, Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane).
Dopo sei mesi di trattative e di tavoli di pace, iniziati ad ottobre a Oslo, capitale della Norvegia, domenica dovrebbe arrivare la firma ufficiale e definitiva, che consentirebbe alla società colombiana un grande balzo in avanti sul terreno della pace e della democrazia.
L’accordo si basa, essenzialmente, sulla tanto auspicata riforma agraria, storica rivendicazione dei guerriglieri comunisti  e dei “campesinos” (contadini), che avvierebbe una equa distribuzione delle terre e una maggiore giustizia sociale, in un Paese afflitto da una dilagante povertà.

Colombia, Valle del Cocoro. 2009. Foto Claudio Fiore

A rovinare il clima di distensione e amicizia, c’ha pensato il governo di Bogotà invitando, come rappresentante della Repubblica Bolivariana del Venezuela, garante principale dei dialoghi di pace, non il legittimo Presidente, ovvero Nicolás Maduro, ma Henrique Capriles Radonsky, sfidante di Maduro nell’ultima tornata elettorale, nonché leader dell’opposizione di estrema destra che continua imperterrita a non riconoscere il risultato elettorale, riconosciuto da tutti gli organi internazionale preposti, del 14 aprile.

Mercoledì, l’attuale governatore dello Stato Miranda, è volato in Colombia non solo per incontrarsi con gli esponenti del governo ma, come sostengono da più parti, soprattutto con il tanto discusso ex presidente colombiano Alvaro Uribe. Durante la presidenza Uribe i rapporti col Venezuela di Chávez furono sempre tesi, con accuse reciproche di rapporti con i narcos da una parte e di sostegno alla guerriglia dall’altro.

Il ruolo di Capriles nelle trattative cubane ha fatto infuriare le autorità governative bolivariane, il Cancelliere (Ministro degli Esteri) Elías Jaua ha attaccato frontalmente il governo colombiano nella persona del Presidente Santos con parole di fuoco: «Da Bogotà si sta avviando un processo cospirativo contro il Venezuela», continua Jaua dalla residenza presidenziale di Palacio Miraflores, «non vogliamo credere che questa cospirazione sia diretta dai vertici dello Stato colombiano».
Nelle sua invettiva il Cancelliere socialista, ricordò gli incontri tra Chávez e Santos a Santa Clara, località colombiana, che dette il via ad una fase di rispetto reciproco tra le due repubbliche, fase che sembra conclusa alla luce del ritiro, ancora non formalizzato ufficialmente, del governo venezuelano dalle trattative [1].

Come se non bastasse, a gettare benzina sul fuoco c’ha pensato il Presidente dell’Assemblea Nazionale, Diosdado Cabello. Cabello, fedelissimo di Chávez che con lui partecipò alla ribellione civico-militare del 4 febbraio 1992, ha accusato Santos di «aver messo una bomba alle buone relazioni con il Venezuela, riunendosi con Capriles». L’ex tenente dell’esercito rincara la dose attraverso il suo profilo Twitter, lanciando bordate contro Capriles e contro Uribe: «L’assassino fascista Capriles va in Colombia a ricevere nuovi ordini dal capo narcotrafficante Uribe» [2].
Parole, o per meglio dire messaggi, violentissimi e poco diplomatiche che difficilmente aiuteranno le relazioni con la Colombia.

In questa delicatissima e pericolosa vicenda per tutto il Continente latinoamericano, l’unica nota positiva è l’accordo raggiunto per la pace in Colombia, Paese martoriato e insanguinato dai cartelli della droga e dai paramilitari, troppo spesso protetti dalle autorità governative in una folle guerra contro la guerriglia comunista più longeva del Continente.

Se in Colombia la pace sembra prossima, in Venezuela le pressioni esterne, le destabilizzazioni interne e le violenze, fisiche e psicologiche da parte dei media internazionali, sembrano non avere mai fine, nonostante si dimostri uno dei Paesi più democratici della Regione, con un sistema elettorale tra i migliori al mondo, come ricordato in più occasioni dall’ex Presidente degli Stati Uniti d’America, Jimmy Carter.

Antonello Tinelli

[1] Elias Jaua denuncia que desde Colombia se conspira contra Venezuela, http://www.telesurtv.net/articulos/2013/05/29/elias-jaua-denuncia-que-desde-colombia-se-conspira-contra-venezuela-6344.html

[2] Cabello: “Santos está poniendo una bomba” a las buenas relaciones con Venezuela al reunirse con Capriles.  https://globovision.com/

[3] Capriles dará rueda de prensa tras reunion con Santos y reacciones del gobierno venezolano. https://globovision.com/

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