Vincenza Alfano: Perché ti ho perduto

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Alda Merini, la poetessa dei Navigli, è una donna complessa che ha vissuto un’esistenza piena di scoperte e tremende involuzioni. Nelle pagine di questo suo ultimo lavoro, Vincenza Alfano riscrive liberamente alcuni momenti della vita della Merini e segue i possibili movimenti del suo animo tra speranza e condanna.

Citazione 1
Giorgio dà senso alla sua vita, scaccia l’ingombro del suo respiro che arranca dietro i suoi passi. Quando sale, si libra, l’appartamento è il suo cielo; l’incontro avviene in un tempo sospeso, dilatato, loro, sottratto, rubato, loro. La casa di Giacinto è grande, ovunque ci sono quadri alle pareti e tendaggi pesanti che non lasciano entrare la luce pomeridiana, troppo debole.

Vincenza ALfano Perché ti ho perdutoAlda Merini è stata una poetessa speciale e unica, e la sua vicenda, una volta resa nota e chiara, ha colpito un pubblico sempre più vasto di lettori. Il rumore della sua esistenza, dolorosamente legata al manicomio e alla follia, in una Italia in cui non si era ancora realizzata la legge Basaglia, attira l’attenzione e costringe a visitare terreni quasi inesplorati.
La tessitura che Vincenza Alfano generata in Perché ti ho perduto ci parla di una potente suggestione che i versi e la vita della poetessa hanno provocato. Con un raro equilibrio stilistico e con un totale rispetto per i sentimenti narrati, la Alfano sa essere, quindi: precisa, senza essere invadente; esplorativa, senza cadere nella smania di capire tutto; attenta, senza la presunzione di sostituirsi; complice, senza la volontà di assolvere. Insomma, un lavoro costruito con dolcezza, senza rinunciare a mostrare l’abisso.

Citazione 2
Nel manicomio Alda è finalmente vera. Ci vuole coraggio, bisogna sapersi lasciare andare alla follia. È la cosa che le riesce meglio da quando le hanno appiccicato addosso questa etichetta. Pazza. Lei è pazza. Ormai è convinta pure lei.

Le pagine della vita della Merini che Vincenza Alfano ha deciso di ripercorrere intendono mostrare il legame profondo che tiene insieme alcune fasi della sua vita. Dai bombardamenti che sconvolgono la vita familiare, Alda esce come una bambina che si vede portare via le poche certezze che possedeva. La distruzione della casa durante un bombardamento e la conseguente dispersione della sua famiglia, la privano di ogni possibile punto di riferimento e l’allontanano dalla città e anche dalla scuola.

Citazione 3
Nella stanza si respira un’aria greve. In quei pochi metri si mescolano odori diversi: medicinali e alcol, urina e feci, carne che brucia, corpi che vanno in putrefazione, afrore. Il dottorino dice che è ricaduta e deve dimenticare.

La poesia ritorna a portare una nuova linfa nella vita di Alda Merini che diviene in breve la rivelazione del cenacolo di Giacinto Spagnoletti e la giovanissima amante di Giorgio Manganelli. Un amore difficile e tormentato che, con le sue fughe e i suoi riavvicinamenti, non aiuta Alda a ritrovare un filo conduttore della sua esistenza. Giorgio è per lei un amore immenso che serve a dare senso alla vita ma che è anche una continua caduta nel dolore.

Citazione 4
Ha dormito per un mese intero sotto l’azione degli psicofarmaci. Segna sognare. Senza respirare, senza fare domande, senza soffrire, come una pietra o un foglio di carta. Assenza totale di luce. Buio. Assenza totale di voci. Silenzio. Assenza totale di sensazioni. Morte. Questa è quella che chiamano cura del sonno. Contenzione. I matti in fondo sono incontinenti. Lo sanno tutti. Bisogna legarli, percuoterli, imbavagliarli.

Ci prova, Alda Merini, a costruirsi quella che agli occhi di tutti appare essere un’esistenza normale, con un marito e le figlie; ci prova Alda a trovare un compromesso tra la sua anima e le regole del mondo. La poesia l’aiuta a trovare una voce, un suono e una dimensione che la rappresentino nella sua autenticità. La fatica che deve affrontare la spezza a tratti ed ecco che viene internata in manicomio; ecco che il ricordo di Giorgio la perseguita; ecco Celeste, l’amica che nasconde un atto terribile dentro il suo silenzio; ecco che la vita si fa doloroso mistero o inattesa speranza di gioia che solo la poesia sa modulare e incanalare.
Antonio Fresa

Vincenza Alfano
Perché ti ho perduto
Giulio Perrone Editore; 2021
Pagine 144; euro 15

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