Vincenza Alfano, Balla solo per me

balla solo per me Vincenza Alfano
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In questo suo romanzo – sullo sfondo la dolce amarezza di un balletto messo in scena da due grandi ballerine – Enza Alfano indaga sulla storia di due amanti, alle prese con i sensi di colpa e la scoperta di una solitudine che non sembra superabile. Una narrazione attenta e misurata che evita eccessi e luoghi comuni.

balla solo per me Vincenza AlfanoBallo solo per me. La storia di un tradimento o di una relazione nascosta sembra sempre la stessa.  Può davvero una storia d’amore essere come un’altra?
È davvero possibile, sembra chiedersi Enza Alfano, rinunciare a narrare i bisogni che portano a incontrarsi e le paure che, spesso, costringono ad allontanarsi?

Sullo sfondo, in una Napoli che sa mostrarsi senza divenire invadente, la riapertura del San Carlo, dopo i lavori di restauro del foyer e la messa in scena di Coppelia, la bambola che fa innamorare con i suoi occhi verdi.
Sul palco del San Carlo s’incontrano Laura e Svetlana, due ballerine, due donne, due personalità molto diverse.
Tra queste due stelle, abituate in genere a primeggiare, nasce invece un rapporto profondo, fatto di stima e di rispetto.
Un’intera vita consacrata alla danza, quella di Laura; una vita che l’ha portata a vivere brevi storie di amore e un rapporto affettivo dalle mille sfumature con Pierre, il coreografo. Nessun amore è stato davvero approfondito o inseguito; tra la passione e la rinuncia, c’è sempre stata una stretta parentela.

Citazione 1
Lei avrebbe voluto protestare, ma non poteva spiegargli quanto fosse importante ballare in quell’istante mentre in tutte le case della città, ricche o povere non c’era quasi differenza, le tavole s’imbandivano e incominciavano i canti e le poesie dei bambini recitate a memoria nella speranza di un premio.

Poi un giorno, con quella forza speciale che solo il caso sembra possedere, Giovanni, un giornalista venuto in teatro per un articolo, resta folgorato dalla bellezza e dall’eleganza di Laura.
Giovanni è un uomo che sembra aver fatto scelte nette e chiare; ha edificato il suo piccolo castello di certezze domestiche con Maria e con i due figli. La sua vita scorre senza grandi scossoni, come accade a chi cerca la sicurezza e forse dimentica il fascino dell’attrazione.
Giovanni si ritrova sconvolto dal desiderio ossessivo che ha di Laura e tra i due, senza un’evidente necessità – perché l’amore non conosce la necessità -, nasce qualcosa che dalla curiosità porta all’amore e alla disperata esigenza di vedersi con costanza.
La vita di Giovanni è cambiata; la vita di Laura è segnata per sempre.
Insieme, senza particolari promesse e aspettative, danno vita a un rapporto fatto di lunghe attese, dolorose pause, fugaci incontri e disperato desiderio.
Laura non chiede niente, Laura non pretende niente, Laura sembra capace di distribuire i suoi bisogni tra l’amore per il teatro e l’attesa di Giovanni.

Citazione 2
Chissà dove sei ora Laura. E’ un chiodo fisso di cui Giovanni non può liberarsi. Guarda con occhi vuoti i suoi figli e sua moglie: se ne stanno tutti e quattro accovacciati sul marciapiede tra visi stravolti e diversi. Sconosciuti. Stanno arrivando le nonne. L’anzianità le ha protette: sono salve.

La vita scorre; la vita familiare di Giovanni procede senza troppi problemi; la relazione con Laura continua in una sorta di equilibrio.
La vita scorre e continua e tutto sembra incanalato in chiari binari.
La vita sa, però, creare improvvise e inattese accelerazioni che scompaginano gli equilibri e costringono a scelte che si sono rinviate per troppo tempo.

Napoli è colpita da un terremoto e la città è letteralmente in ginocchio.
Giovanni, sulle prime tutto preso a salvare la sua famiglia, si sente poi distrutto al pensiero dei pericoli che Laura potrebbe aver corso.
E questo evento si fa metafora e simbolo drammatico di una precarietà dell’esistenza che Giovanni non aveva voluto vedere e che Laura, con una capacità tutta femminile, aveva saputo celare e dominare.
Per strada, nelle tende, tra le macerie, tante persone inseguono il proprio passato, la perdita della casa, dei ricordi, dell’ordine stabilito.
Giovanni, come preso da smania incontrollabile, sembra sul punto di assumere decisioni irrevocabili.

Citazione 3
Se si fossero amati un po’ di meno, ogni cosa sarebbe rimasta al suo posto. Lei nella sua vita di sempre tra la scuola di ballo e il palcoscenico. Lui a casa sua sereno. Ogni tanto il breve spazio di un incontro ritagliato a stento nelle pause, nei momenti liberi. Solo per fare l’amore, senza dirsi ti amo, senza baci né carezze, solo sesso, puro istinto.

Maria è malata; Maria ha un tumore al seno; Maria ha bisogno di suo marito; Maria sa tutto di Giovanni e di Laura.
Il terremoto reale si confonde con quello emotivo. Giovanni si è fatto scoprire, proprio mentre aveva rimandato le sue decisioni per prendersi cura della moglie. Era tornato a essere il marito di un tempo, premuroso e attento.
Laura aveva capito, aveva abbozzato, aveva iniziato a leggere il mondo e quella relazione in un modo diverso.
Giovanni, Laura e Maria, due storie di amore che s’intrecciano e si elidono. Giovanni, Laura e Maria, nel finale amaro di questo romanzo, si ritrovano sospinti ognuno nella propria solitudine, per non essere stati capaci di afferrare l’amore fino in fondo.
L’amore, sì proprio l’amore, non ha consentito una condotta leggera delle loro esistenze e dei loro legami; l’amore, nella sua forza prepotente, non permette il perdono o l’oblio; l’amore, con il suo delirio di speranza, costringe a osare oltre ogni limite, spinge i nostri protagonisti a quel limite estremo, superato il quale ognuno si ritroverà solo con le proprie attese non soddisfatte, con la propria speranza di felicità che diventa troppo ambiziosa.
Antonio Fresa

Vincenza Alfano
Balla solo per me
Giulio Perrone editore, 2016
Pagine 160; € 14,00

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