Violenze alle persone ed una certa di idea di Welfare State

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Vittime di reati: dalla Fondazione regionale emiliano-romagnola per le vittime dei reati un aiuto economico alla coppia di ragazzi polacchi e alla cittadina peruviana aggrediti a Rimini. Le tre vittime hanno riportato pesanti traumi sia sul piano fisico sia sul piano psicologico ed emotivo, “ed è proprio qui che si inserisce il nostro intervento” rende noto la Fondazione.

Proprio quando in materia di stalking e maltrattamenti provvedimenti governativi depenalizzano alcuni reati, l’articolazione territoriale del residuo di Welfare State nazionale si fa carico d’una sorta di intervento riparatorio rilevando che la nozione di violenza adottata in ambito internazionale e comunitario è più ampia di quella positivamente disciplinata dal nostro codice penale e sicuramente comprensiva di ogni forma di violenza, sia essa attuata con violenza fisica o solo morale. Infatti, la sentenza delle Sezioni Unite penali n. 10959 del 2016 ha statuito che il dettato dell’art. 408, comma 3-bis, c.p.p., che dispone l’obbligo di notificare alla persona offesa la richiesta di archiviazione nel caso di delitti commessi con violenza alla persona, è riferibile ai reati di atti persecutori (art. 612-bis c.p.) e di maltrattamenti (art. 572 c.p.), dovendosi intendere la violenza alla persona alla luce del concetto di violenza di genere, quale risulta dalle relative disposizioni del diritto internazionale recepite e del diritto comunitario: quindi comprensivo anche della minaccia.
Nella fattispecie, la Fondazione regionale emiliano-romagnola per le vittime di reati ha deciso di sostenere la coppia di ragazzi polacchi e la cittadina peruviana vittime dei gravi episodi di violenza accaduti a Rimini nella notte tra il 25 e il 26 agosto scorso. “Un contributo economico certo non cancella la violenza di quella notte, ma speriamo possa rendere più affrontabile il difficile percorso che segue, per ritrovare il proprio equilibrio con tutti gli aiuti sanitari, psicoterapeutici, legali e di assistenza che possono essere necessari”.
La Fondazione, presieduta da Carlo Lucarelli, e che la Regione Emilia-Romagna intende sostenere ancora di più per contribuire a rafforzarne la capacità d’azione a favore delle vittime di reati, ha infatti accolto la richiesta di supporto presentata dal Sindaco Andrea Gnassi mettendo a disposizione una somma di 10mila euro per ciascuna delle persone offese. Istituita nel 2004, la Fondazione è una realtà unica nel suo genere in Italia; in oltre dieci anni di attività ha accolto 281 istanze, aiutato 561 persone ed erogato oltre 2 milioni di euro.
Il Comune di Rimini, con la collaborazione delle associazioni del territorio, si era già attivata poche ore dopo i fatti, per assicurare i primi aiuti e far fronte alle necessità più urgenti, sia per i due giovani turisti polacchi, ricoverati per oltre una settimana all’Ospedale Infermi, sia per la cittadina peruviana, residente fuori Rimini e rimasta in città per diversi giorni per collaborare con le autorità e gli organi inquirenti nelle indagini che hanno poi portato all’arresto dei quattro responsabili.
Ringraziamo il Comitato dei garanti della Fondazione per aver dimostrato ancora una volta sensibilità e attenzione nei confronti di tre persone colpite da un episodio di violenza brutale e sconvolgente – è il commento dell’Amministrazione comunale -. Un fatto di una gravità inaudita che ha sconvolto le loro vite e ha scosso l’intera comunità, e che ha spinto l’Amministrazione a decidere di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario che inizierà a carico dei quattro responsabili. Questo contributo non cancellerà le ferite di quanto accaduto, ma rappresenta comunque un sostegno importante per cercare di alleggerire almeno in parte il peso di quanto subìto”.
Giovanni Dursi

 

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