Virginia Woolf e Bloomsbury. Inventing life

Virginia Woolf e Bloomsbury Inventing Life
history 5 minuti di lettura

Accompagno una quinta classe di un Liceo Scientifico della capitale alla mostra dal titolo “Virginia Woolf e Bloomsbury. Inventing life”, ospitata nello splendido palazzo Altemps nel centro di Roma, nei pressi di Piazza Navona. Ho proposto loro di fare questa visita  dopo avere spiegato in classe qual è stato il tratto peculiare della straordinaria esperienza inglese del circolo di intellettuali e artisti che si riunì dai primi del ‘900 alla Seconda guerra mondiale, nel quartiere londinese di Bloomsbury. Una storia avvincente e poco conosciuta in Italia che ha rappresentato un ponte, imprevisto e illuminato, tra l’epoca vittoriana e i decenni successivi.

In anni ancora intrisi dell’egoismo borghese ed il conformismo sociale tipici dell’epoca vittoriana, nell’Inghilterra perbenista e puritana, un gruppo di giovani studiosi e intellettuali costruisce una delle proposte culturali tra le più ardite del XX secolo. Reinventa uno stile di vita emancipato per attuare una rivoluzione creativa radicale, dove la libertà individuale e il bene comune non sono categorie tra loro in conflitto e le questioni di genere acquisiscono  una rilevanza cruciale, anticipando di molto quello che poi verrà promosso dalle avanguardie femministe e per diritti civili più in generale.

Paul Nash, Musical Group
Paul Nash, Musical Group (Madge Lee (nubile Pemberton), John Nash, Rupert Lee, Margaret Nash (nubile Odeh), Paul Nash), 1913 ca, acquarello e matita su carta, 44,8 x 51,4 cm,
National Portrait Gallery, Londra, dono del aul Nash Trust, 1982 © National Portrait Gallery, London

I giovani di Bloomsbury, detti anche Bloomsberries (bacche in fiore), come venivano chiamati dai contemporanei per condiscendenza, decidono di incontrarsi per condividere motivazioni sociali, predilezioni artistiche, scelte politiche per porre in cima alla loro esistenza i principi del piacere e dell’uguaglianza. Leonard e Virginia Woolf, Vanessa Bell, Duncan Grant, Clive Bell, Roger Fry, Leonard Woolf, Thoby Stephen, Lytton Strachey  John Maynard Keynes, Morgan Forster, sono solo alcuni dei personaggi che frequentano le riunioni del giovedì sera, dove si parlava di arte, politica, letteratura e di libero amore, dove vigeva il primato della fantasia e l’effervescenza del desiderio. L’emozione, l’amicizia, la libertà nei sentimenti e il sesso visti in antitesi alla solitudine come opportunità di amplificazione dell’esistenza e perseguimento della felicità.

Vanessa Bell,Leonard Woolf,
Vanessa Bell, Leonard Woolf, 1940, olio su tela, 81,3 x 64,8 cm, National Portrait Gallery, Londra, dono di Marjorie Tulip (‘Trekkie’) Parsons, 1969 © National Portrait Gallery, London

La mostra – ideata e curata dalla scrittrice, critica letteraria e traduttrice italiana Nadia Fusini, profonda conoscitrice dell’autrice inglese e della quale ha curato l’edizione in due volumi nei Meridiani – consente questa preziosa presa di contatto in questo inedito viaggio in cinque stanze popolate di quadri e immagini che descrivono l’attività del gruppo, oggetti e libri appartenuti a loro membri. Ricostruisce la storia della Hogarth Press la casa editrice che Virginia e Leonard Woolf decidono di fondare insieme nel 1917, l’atelier Omega Workshops, che per fu attivo sei anni sotto la direzione di Vanessa Bell e Duncan Grant, portando nella moda e nel design tutte le suggestioni della pittura post-impressionista francese. Gli artefatti erano tutti rigorosamente anonimi e venduti con una Omega come brand identitario, non era il denaro che determinava il prezzo delle opere ma la promessa di piacere che risvegliava. Tra i clienti c’erano anche George Bernard Shaw, Herbert George Wells, Eduard Morgan Forster.

Della sorella di Virginia, Vanessa Bell, emoziona il bellissimo olio su tela, Leonard Woolf, 1940, dove c’è un tocco di colore intenso, con alcune delle sue pennellate vigorose o delicate, a seconda dello stato d’animo. Lei diceva “I miei pensieri, le mie ricerche, le mie idee, sono le mie svirgolettate di ogni giorno ad un dipinto in costante evoluzione: la mia vita. Una tela nata bianca, pura, e disegnata, colorata, ideata, giorno dopo giorno grazie all’apporto di queste mie piccole ma decisive pennellate di pensieri“.

L’esperienza del gruppo Bloomsbury si scioglie con la seconda guerra mondiale, ma le sue suggestioni e la sua poetica hanno sprovincializzato l’Inghilterra e segnato la cultura dell’era moderna occidentale. Forse per valorizzare questo meritorio sforzo espositivo sarebbero serviti più pannelli esplicativi, magari multimediali, un po’ di interattività, qualche oggetto in più di Virginia Woolf a cui è dedicata la mostra. Anche per aderire di più a quel senso di estrema vitalità e innovazione creativa che è stato il Bloomsbury group e che nell’allestimento filologico ed essenziale non trapela. L’opportunità di vivere e comprendere qualcosa così lontana, nel tempo e nello spazio, ma così vicina nella sua modernità è comunque da salutare con interesse ed entusiasmo anche dai non addetti ai lavori di anglistica.

Leonardo Ragozzino

Museo Nazionale Romano Virginia Woolf e Bloomsbury Inventing Life foto Studio zabalikMuseo Nazionale Romano
Palazzo Altemps, Roma
Virginia Woolf e Bloomsbury. Inventing life
26 ottobre 2022 – 12 febbraio 2023
Ideazione
e cura della mostra
Nadia Fusini
in collaborazione con
Luca Scarlini
La mostra è organizzata dal Museo Nazionale Romano e dalla National Portrait Gallery di Londra, in collaborazione con la casa editrice Electa

 

 

 

canale telegram Segui il canale TELEGRAM

-----------------------------

Newsletter Iscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article