Viriginia Waters, Skinchanger

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Non si dovrebbe fare, ma per capire di che pasta è fatta questo esordio puntate dritto alla sesta e poi subito dopo all’ottava canzone.
copertina dell'album SkinchangerUntil the last drop, un punk distorsivo, sordido e allo stesso tempo scarno, con i suoi alti e bassi sia pur sorretto da un ritmo infernale condotto dalla batteria, come dalle viscere della terra sembra giungerci la voce di Maria Teresa Tanzilli.
A postcad from drink and drive (scritta e cantata insieme a Andrea Tocci) ci fa entrare nelle colonne sonore del western per poi, con maestria e naturale continuità, allargarsi, anche grazie alla melodiosa voce della Tanzilli, in un pop beatlesiano, un andirivieni che si ripete con una grande accuratezza negli arrangiamenti.
Good morning my treasure
Good morning, I’ll be the one who catches fire
I know little darlin’, I know that I’ll break up your door

La band perugina dei Virginia Waters
Gli umbri Virginia Waters nascono nell’Aprile 2016 dalla necessità di Maria Teresa Tanzilli di mutare condizione per dare una consistenza diversa a brani a cui pensava. Insieme a lei ci sono Giulio Catarinelli al basso, Andrea Spigarelli (Wonder Vincent) alla batteria e Andrea Mattiucci (OH! EH?) alla chitarra. In Skinchanger oltre al già citato Tocci troviamo anche Mauro Businelli al violoncello in “Behind” , “Rabbit Snare” e “Naked Lips”. Dieci brani tutti musicati dalla band e scritti dalla Tanzilli, ad eccezione di Until the Last Drop (testi e musiche di Giulio Catarinelli) e la già citata A postcard from drink and drive.

il gruppo perugino dei Virginia Waters
Tutte le canzoni sono in inglese e questo è l’unico vero limite, a mio parere, di Skinchanger perché la capacità creativa nel rock, nelle sue varie declinazioni, passa per le lingue autoctone proprio perché nato e diventato patrimonio della cultura di noi tutti in inglese.

Tornando ai brani citati all’inizio c’è da dire che sono un esempio di buona dose compositiva nonché dimostrazione di capacità esecutiva del gruppo che potrebbero rappresentare una linea di sviluppo da approfondire uscendo entrambe dall’alveo più tradizionale delle cifre stilistiche del alternative rock. Il disco non raggiunge in altre parti questi livelli ma è un buon esordio, fatto di un rock sincero e che spinge sulle corde giuste per quell’architettura di chitarra, basso e batteria ben evidenti come deve essere in un disco rock. Sia quando la potenza e determinazione nei colpi la fanno da padrona come nella iniziale I’ve killed my power animal dove non ci si scorda del blues o nella ballata finale, Naked lips dove si comincia con degli accordi acustici che ricordano un James Taylor d’annata e si va avanti con un riuscito intreccio di archi e voce. Quella voce che inebria tutto l’album.
Non curate di noi e ascoltate.
Ciro Ardiglione

genere: alternative rock
Viriginia Waters
Skinchanger
etichetta: JAP Records
data di pubblicazione: 21 febbraio 2017
brani: 10
durata: 39’31”
album: singolo

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