Virus Respiratorio Sinciziale: preoccupazione per bimbi e anziani

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I numeri dei casi di contagio da Virus Respiratorio Sinciziale (RSV ) riscontrati sono considerevoli ed anche in anticipo rispetto alla stagionalità. L’allarme tra la popolazione è comprensibile, vuoi perché aggredisce soprattutto i più vulnerabili, bimbi ed anziani, vuoi perché le notizie di contagi rimbalzano per via della notorietà social dei genitori di una piccola paziente che lo ha contratto in questi giorni e vuoi perché, di questi tempi, i virus fanno paura come non mai.

Quello del quale parliamo è il Virus Respiratorio Sinciziale, noto fin dal 1956, detto RSV brevemente e che induce la formazione di sincizi, ingombranti cellule multinucleate, causanti problematiche di tipo respiratorio molto serie negli umani. Si tratta dell’agente eziologico responsabile di bronchiolite e polmonite virale, con sintomi riconducibili ad abbondante gocciolamento del naso, febbre, tosse , sibilo in una respirazione difficoltosa, colorazione bluastra sulle unghie e sugli angoli della bocca [1]. Questo tipo di virus oltre che negli umani può essere individuato nelle sue varianti in altri mammiferi come bovini, suini etc.

Anche questa volta il virus è ad RNA, ha cioè un capside virale che avvolge una sequenza nucleotidica ad RNA che deve essere introdotto, per avere nuovi contagi, in una cellula attraverso l’attacco alla sua parete grazie ad una glicoproteina G. Da questo attacco sarà introdotto il genoma virale nella cellula dove al suo interno, sfruttando le risorse del metabolismo cellulare che lui non possiede, replicherà per iniziare di nuovo il suo ciclo vitale.
La particolarità di questo virus è che, dopo l’infezione, lascerà nell’individuo una immunità di brevissima durata tanto che saranno possibili reinfezioni successive ad una prima infezione.

Gli effetti del contagio già descritto si osservano frequentemente nei lattanti fino a 3 o 4 mesi malgrado la mamma abbia trasferito con la lattazione anticorpi anti hRSV ( human respiratory syncytial virus).

Circa la diffusione si pensi che negli Usa è la prima causa di ospedalizzazione nei bambini al di sotto dei 5 anni, circa 57.000 ricoveri annui, mentre nel mondo la sua frequenza è seconda solo alla malaria. In termini globali le infezioni respiratorie nei bambini al di sotto dei 5 anni sono circa 33 milioni in un anno. Il 20% di esse ha come agente eziologico il virus respiratorio sinciziale che causa circa 100 mila morti e 3 milioni di ricoveri.

Non esiste ancora un vaccino [2], anche se ve ne sono allo studio e qualcuno già in fase 3, l’ultima fase della sperimentazione per l’ottenimento dell’autorizzazione al commercio. Probabile che abbiano subito un rallentamento causato dal mancato raggiungimento degli end point primari fissati dallo studio, ed anche a causa probabilmente dell’urgenza di poter disporre subito di un vaccino per la pandemia da Covid-19. Ne sono stati ipotizzate due formulazioni: una per anziani, esposti anche per la immunosenescenza che potrebbe aggravare la sintomatologia da infezione da RSV verso broncopatie, asma ed insufficienza cardiaca. L’altra tipologia di vaccino è stata pensata per i lattanti le cui formulazioni sono state valutate con adiuvanti diversi. I due adiuvanti utilizzati hanno dato riscontri positivi. Res vax il nome del prodotto allo studio che ha come obiettivo l’immunizzazione del lattante, attraverso il latte materno, e quella degli adulti a partire dai sessant’anni. Sono anche allo studio vaccini combinati antinfluenzali ed anti RSV.

Nei casi in cui si fosse di fronte alla necessità di dover gestire una contagio in lattanti ad alto rischio, si può far ricorso all’uso del palivizumab (in commercio come Synagis™). È un anticorpo monoclonale che riconosce la proteina F dell’RSV, esercita una azione inibitoria all’attacco della cellula da infettare impedendo la penetrazione virale sia nel caso di sottotipi A che sottotipi B del virus. Si devono somministrare per via intramuscolare nei soggetti che necessitano di aiuto per sconfiggere l’hRSV. [3].
Altro da fare dal punto di vista farmacologico non c’è ad eccezione della somministrazione di ossigeno per aiutare la respirazione nelle condizioni richieste, per il resto è d’obbligo la prevenzione igienica, che ormai conosciamo bene tutti e che, nel periodo dello scorso anno legato alle chiusure delle attività avevano evitato il diffondersi di questo virus. Quest’anno invece, con le riaperture e la ripresa dei contatti, anche scolastici dei bimbi e la concessione del non uso di mascherine e frequentazione dei luoghi affollati, era inevitabile che con le attività riprendesse la circolazione dei virus e del contagio da RSV. La situazione si è subito manifestata attraverso epidemie in Nuova Zelanda e negli Stati Uniti. Anche in Italia segnalazioni di reparti di pediatria e terapie intensive pieni da Padova a Roma come a Milano, di bimbi e lattanti alle prese della loro battaglia per resistere e sconfiggere il virus [4],

Per i comportamenti e le terapie da adottare è buona norma fare sempre riferimento alle indicazioni del proprio medico, i pediatri nel caso dei bimbi, ed alle norme emanate dalle agenzie regolatorie.
Emidio Maria Di Loreto

[1] https://www.thoracic.org/patients/patient-resources/resources/italian/rsv.pdf
[2] https://www.ao-pisa.toscana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4608:vaccino-sul-virus-respiratorio-sinciziale-rsv-in-aoup-al-via-la-sperimentazione-su-volontari-sani-over-60&catid=123&Itemid=131
[3] https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/synagis-epar-product-information_it.pdf
[4] https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/21_ottobre_27/virus-sinciziale-bambini-neonati-sintomi-malattia-4d8d22f8-3708-11ec-9f13-f50cf5ef89b5.shtml

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