Vorrei essere figlio di un uomo felice di e con Gioele Dix

history 4 minuti di lettura

Il recital gode di un’entusiasta adesione del pubblico milanese che segue Gioele Dix nel suo percorso per affrontare il tema della paternità e di come crescere e diventare uomo con un padre lontano, ma ingombrante.

L’attore si concentra sull’Odissea e la figura di Telemaco che nei primi 4 canti vive il proprio viaggio alla ricerca del padre che è lontano, il ragazzo vorrebbe essere figlio di un uomo felice, ma il giovane si cruccia ed immagina il padre in cattive condizioni ed essere chissà dove. In realtà mentre Telemaco si rammarica della situazione paterna il padre si sollazza tra le braccia della innamoratissima ninfa Calipso, ma questo il figlio preoccupato non lo sospetta.

Gioele Dix affronta il monologo affrontando la paternità in maniera brillante e divertente. Il suo modo di approcciarsi al testo dell’Odissea, che legge a tratti, è una continua apertura e chiusura di parentesi su episodi personali del suo rapporto con il padre ed è un continuo canto e controcanto tra scene dell’Odissea e finestre su fatti che potrebbero riguardare la vita di tanti di noi.
Siamo condannati ad essere figli come Telemaco ed a combattere per conquistare l’eredità paterna, si è figli sempre e malgrado tutto. Il percorso di crescita non può essere evitato da nessun adulto sano.
Un padre che non si è mai visto e del quale si è perso il ricordo può però diventare un monolite che ci sbarra la strada nel percorso di crescita per diventare adulti.
Essere figlio vuol dire appartenere alla dimensione del reale, il figlio resta sempre presente, non appartiene al figlio la possibilità di scegliere di andare via e abbandonare la famiglia questa è una opzione che solo i padri hanno.
I padri che vanno via non vengono però dimenticati ed a prescindere dalla loro storia personale vengono spesso idealizzati.

Molto divertente il riferimento alla filmografia americana davvero ricca di rapporti familiari fatti di abbandoni paterni, ma dove al padre che torna vengono tributate lacrime di commozione ed emozione simile al reale amore filiale, anzi più commovente proprio perché ogni figlia e figlio può mettere in quel ritrovato padre tutti i propri desideri.
Il padre che torna dopo una lunga mancanza è il “charming prince” emotivo di ogni figlio e figlia. L’essere padre ha implicazioni etiche, morali e religiose e soprattutto il padre quando manca è rivestito di tutte le aspettative del figlio.

Gioele Dix sottolinea in più momenti come la figura paterna possa essere presente ma vuota in quanto priva della capacità di dare un indirizzo al il figlio ed anzi spesso succube del figlio stesso al quale viene giustificato ogni gesto anche se sconsiderato, maleducato o indegno.
Una figura di padre assente può invece essere ricca di valori ed insegnamenti e rappresentare una guida proprio come Ulisse che spinge moralmente il figlio a partire anch’egli verso terre sconosciute.

Ricchi di affetto sono i ricordi dell’infanzia di Gioele Dix e di suo padre che fanno da contrappunto al tema principale del rapporto Telemaco Ulisse. Ricorda un padre abitudinario, che detestava gli spostamenti tanto che potrebbe essere, con le sue manie, ridicolizzato in famiglia eppure profondamente stimato.
Di stima e rispetto in relazione alla crescita umana si parla in questo bel recital che sebbene divertente non manca di temi profondi recitati con leggerezza niente affatto superficiale.

Il rispetto che era un tempo era dovuto agli anziani ed alle anziane si trasforma spesso nelle nostre vite in noncuranza o peggio in derisione.
Molto denso di significato il richiamo ad Elena di Troia ed alla vecchiaia che trasfigura anche colei che un tempo fu la più bella del mondo conosciuto. Idea che molto deve aver colpito il pubblico in sala che come età era molto più vicino all’anziana moglie di Menelao che al ventenne Telemaco.

Vorrei essere figlio di un uomo felice seduce lo spettatore su più piani: da una parte i richiami alla mitologia ed alle avventure di Ulisse che costituiscono patrimonio comune della formazione della maggior parte degli spettatori, dall’altra parte la fitta e complessa trama dei rapporti genitori figli e del percorso di crescita che ciascuno deve fare per guadagnare il suo posto tra gli adulti.
Telemaco ed Ulisse di ritroveranno, come tutti sappiamo, commuovendosi tra copiose lacrime. Il cerchio della vita ha compiuto il suo percorso
Adelaide Cacace

Teatro Franco Parenti –  Milano
26 Novembre – 1 Dicembre 2019

Vorrei essere figlio di un uomo felice
L’Odissea del figlio di Ulisse, ovvero come crescere con un padre lontano

di e con Gioele Dix
disegno Luci Carlo Signorini
audio Giuseppe Pellicciari (Mordente)
produzione Giovit

Durata: 1 ora e 40 minuti

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article