Welfare, attualità e prospettive per un intervento pubblico

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Il volume curato da Chiara Giorgi – Welfare, attualità e prospettive – propone un insieme di saggi e analisi che partono da presupposti culturali e professionali assai diversi per ripensare il welfare italiano e non solo.

L’insieme dei testi, che compongono Welfare, attualità e prospettive, distinti in specifiche sezioni, rappresentano uno strumento importante per una riflessione approfondita sugli sviluppi della nostra società e delle nostre politiche sociali. In fondo, l’invito è quello a pensare il welfare in maniera più attenta e più rispondente, anche sulla base dei problemi che sono emersi dalla pandemia, ai futuri modelli di coesione sociale e ad una nuova prospettiva di “distribuzione della ricchezza”. Nel volume non solo si ricostruisce la parabola dello stato sociale fino alla sua crisi negli anni Settanta, ma si analizza la situazione attuale di un paese come l’Italia che ha subito trasformazioni repentine; la riflessione si incentra poi sui possibili sviluppi futuri anche legati a ciò che abbiamo appreso dalla recente pandemia.

Negli ultimi decenni la crescita delle disuguaglianze è stato uno degli indici più immediati per comprendere le trasformazioni delle nostre società. I modelli di sviluppo e di welfare che avevano segnato tutto il periodo tra i due conflitti mondiali e poi quello successivo alla fine del Secondo conflitto mondiale, sono andati in crisi aprendo la strada, secondo la storia delle singole nazioni, ad un progressivo taglio della spesa pubblica e dei servizi e, infine, alla messa in discussione dei meccanismi che avevano consentito di generare una visione accettabile del moderno capitalismo.

Senza risalire alle esperienze americane legate alla crisi del 1929, possiamo partire dalle esperienze europee che nel secondo dopoguerra portano, con una datazione molto diversa e con una struttura non confrontabile, alla nascita di sistemi sanitari pubblici e aperti e di altri sistemi di intervento statale capaci di garantire la “libertà dal bisogno”, come si diceva con una formula forte e immediata.

Welfare attualità e prospettiveIn questa direzione, la maggior parte degli interventi nelle diverse nazioni che hanno messo in pratica politiche di stato sociale sono servite a tenere sotto controllo le disuguaglianze che potevano diventare nocive per l’intero sistema sociale ed economico.

A partire dal piano Beveridge, varato negli anni quaranta in Inghilterra, si è assistito alla teorizzazione di uno stato sociale capace di garantire protezione sociale con le garanzie di cure mediche, un efficace sistema assistenziale e interventi sul reddito. Poi, dagli anni Settanta, le politiche di Margaret Thatcher e Ronald Reagan hanno portato ad un ridimensionamento dell’intervento pubblico a favore del mercato e delle sue lusinghe. L’intervento dei privati, in quelli che erano stati specifici settori di intervento pubblico, ha modificato completamente la scena del “pubblico”, aprendo scenari che hanno fatto sentire tutto il loro effetto distorcente solo nei decenni successivi. La riorganizzazione della società, nel nome di un neoliberismo che si immaginava sciolto da ogni responsabilità sociale, ha prodotto una distorsione e una mercificazione dei servizi. L’idea stessa di solidarietà sociale è stata messa in discussione e ha alimentato una società più egoista e chiusa.

Il welfare è prepotentemente tornato al centro dell’attenzione pubblica e delle politiche nazionali e internazionali per l’emergere sempre più devastante di disuguaglianze di reddito, di genere e di territorio. In Welfare, attualità e prospettive troviamo analizzate le tappe della nascita e della messa in crisi del Welfare in Italia – salute, previdenza, assistenza, abitazione, tutela del reddito – con una panoramica sulle politiche, la spesa sociale, e così via.

La crescita delle disuguaglianze economiche, sia in termini di reddito, sia di ricchezza, il moltiplicarsi di disparità sociali e, da ultimo, la pandemia da COVID-19 hanno ridato attualità al welfare e ne hanno fatto riemergere la centralità sociale e politica. Le vicende dello Stato sociale sono state controverse, per più ordini di motivi.

(Chiara Giorgi, dalla introduzione al volume)

La crescita delle diseguaglianze economiche, sia in termini di reddito, sia di ricchezza, enfatizzate dalla pandemia da Covid-19, ha ridato importanza al welfare e ne ha riproposto la centralità sociale e politica. Appare, quindi, oggi utilissimo confrontarsi sulle future configurazioni che l’intervento pubblico potrà assumere per lottare contro le disuguaglianze.

I saggi che il libro propone, legati al lavoro di attento studio dell’argomento, non si limitano semplicemente ad un’analisi della questione ma mettono in campo possibili proposte da adottare.

L’Italia, pur collocandosi nel quadro di una dimensione europea, presenta alcune specifiche caratteristiche del suo Welfare State e delle sue attuali politiche sociali. In maniera molto riassuntiva – per una più precisa conoscenza rimandiamo ovviamente ai saggi del volume – frammentazione degli interventi, dualismo tra Nord e Sud del paese, eccessiva differenziazione dei livelli di protezione, relazione con una visione forte della famiglia tradizionale con la conseguente divisione sessuale del lavoro, sono alcune delle caratteristiche che hanno segnato la storia del Welfare in Italia.

La sfida dell’oggi è determinata anche dal progressivo invecchiamento della popolazione – con un radicale mutamento delle necessità assistenziali, previdenziali e sanitarie – e da una riduzione delle nascite che mette in discussione la sostenibilità della spesa. Il volume è una stimolante occasione per tornare a riflettere sulle caratteristiche di un welfare capace di fare i conti con le trasformazioni italiane ed europee.

Antonio Fresa

Welfare
Attualità e prospettive
A cura di Chiara Giorgi
Carocci, 2022
Pagine 328
€ 32,00

 

 

 

 

 

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