Wilco. (The album). Il manifesto musicale della loro storia

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Wilco (The Album) era comparso in rete prima della sua commercializzazione come accade sempre più spesso dall’era digitale. La band lo ha reso subitaneamente disponibile in streaming per tutti e chiesto, a chi lo aveva scaricato, di versare un contributo ad un’associazione che assiste i senzatetto di Chicago (Inspiration Corporation). È una risposta sensata.
wilco the albumIl settimo lavoro (esclusi i dischi in collaborazione con Billy Bragg) è stato registrato quasi del tutto a Auckland in Nuova Zelanda ed è il secondo con gli stessi componenti. A proposito di componenti è doveroso ricordare che è recentemente scomparso Jay Bennett per anni figura di rilievo del gruppo.
Un album che se da una parte rivolge lo sguardo al passato meno “sperimentale” dall’altra è uno scrigno che pur racchiudendo le loro esperienze nell’alveo della tradizione sonora americana presenta spunti evolutivi di pregio.
L’accoglienza tra gli addetti è stata generalmente più che positiva.

Amore incondizionato è quello che manifesta Dordi nel suo corposo articolo. L’album è il frutto di tutte le esperienze precedenti, anche personali soprattutto di Jeff Tweedy che ha sofferto di emicranie e di dipendenza da farmaci. Fatta eccezione per Bull Black Nova che narra la storia di un amore tramutatosi in morte per l’omicidio dell’amata e che nelle note taglienti e ripetute rompe gli equilibri è una trama melodica lineare emana da tutto l’album. A cominciare dalla prima canzone Wilco (The Song) <<tre accordi elettrici e la melodia che entra subito in circolo>>, proseguendo con Deeper Down dove si sovrappongono <<la semplicità della linea melodica con un  bridge strumentale di struggente bellezza>> e concludendo con Everlasting <<con qualche arco alle spalle e la chitarra di Cline che disegna in chiusura le ultime scie di un album che si spegne lentamente come il tramonto, lasciando qualche luce più chiara in lontananza>> [1].
Barbieri ne consiglia l’acquisto e l’ascolto ad alta fedeltà per tutta la sofistica elaborazione e la <<scrittura multiforme>> che ci consegnano un pop di lignaggio. Molte sono le citazioni per i brani visto il suo valore complessivo: da Deeper Down dove si sentono echi di Steve Hackett a Solitarie con <<tributi>> ai Beach Boys fino alla chiusura con Everlasting <<un piccolo capolavoro che ricorda A Day In The Life, più volte considerato l’apice compositivo dei Beatles>> senza con ciò volerli accomunare sullo stesso gradino [2].
Positivo il giudizio anche di Solventi che ci fa notare come la maturità non abbia impedito ai Wilco di scrivere alcuni brani in grado innalzarsi al livello di quelli del passato anche se <<forse il loro miglior pregio è la marcatura implacabile di ogni consuetudine con un vezzo inquieto, un’intuizione obliqua, uno scarto straniante>>.
Diverse le segnalazioni e tra queste le <<ballate dolcemente indolenzite>> One Wing e You And I, oppure You Never Know e Sonny Feeling <<retaggi power pop impolverati come vecchie scarpe battagliere>> o Deeper Down dove la band ordisce <<preziosismi sixties nell’impasto di clavicembalo, archi, slide, organo, campanellini e chissà cos’altro>> [3].
Con quest’album manifesto i Wilco tornano a suonare senza fughe in avanti: <<suona insomma come il lavoro più conservativo dai tempi di Being There>> senza che con ciò Benzing esprima un’opinione negativa. Il mestiere, l’accuratezza nei dettagli, insomma la classe non mancano. C’è una maggiore voglia di spensieratezza come in Wilco (The Song) dove si notano cenni di Warren Zevon, in You Never Know e Sonny Feeling che si districano <<con un sentore di ottimismo obamiano tra il rotolare del pianoforte, la solarità delle armonie vocali e l’ammiccare sbarazzino dei riff. George Harrison e Tom Petty sorridono compiaciuti sullo sfondo>>.
Forse il brano di maggiore solidità e in grado di restituire la profondità del percorso musicale del gruppo è Bull Black Nova dove il Tweedy, nei panni di un assassino, canta la sua disperazione su altrettante ossessive note di pianoforte e con una chitarra che affonda i suoi colpi [4].
Sibilla lo considera alla stessa strgua dei migliori prodotti della band, forse meno geniale di alcuni ma capace di rappresentare al meglio i generi che hanno rappresentato la loro musica.
I migliori tre brani rinverdiscono la vena intimista di Sky Blue Sky: One Wing, Everlasting, e You and I dove Tweedy  duetta con Feist. Mentre la sperimentale Bull Black Nova <<ricorda vagamente>> Spiders (kidsmoke) dell’album A Ghost Is Born. Per il resto classe a raccontare la musica americana [5].
Non vi curate di noi e ascoltate!

Ciro Ardiglione

genere: folk-rock
Wilco
Wilco (The Album)
etichetta: Nonesuch
data di pubblicazione: giugno 2009
brani: 11
cd: singolo

[1] Paolo Dordi, Rockerilla, “Amore incondizionato“,15 giugno/15 luglio 2009, pagg. 8-9
[2] Lorenzo Barbieri, “Mr. E, Wilco e God Help The Girl(s)”, Linus giugno 2009 pag.
[3] www.sentireascoltare.com, giugno 2009
[4] Gabriele Benzing, www.ondarock.it, 26 giugno 2009
[5] Gianni Sibilla, www.rockol.it, 22 Giu 2009

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