Xabier Iriondo. Irrintzi. Invasioni di genere, racconti baschi e cover ipnotiche

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Note che sfuggono al pensiero. Ma se le note si liberano, chi ascolta subisce scariche elettriche che lasciano ipnotizzati. E questo accade anche quando Xabier Iriondo, piacciano o meno le reinterpretazioni, affronta gli spartiti – squadernandoli e reimpaginandoli – di Reason To Believe di Bruce Springsteen, di The Hammer dei Motörheaddi, di Cold Turkey (il secondo singolo di John Lennon solista) e di Preferirei Piuttosto Gente Per Bene Gente Per Male che mescola il Lucio Battisti di Gente per bene gente per male e versi di Francesco Currà. Comunque Grazie Gentile Signore.


Xabier Iriondo. Foto Natalia Saurin

Facciamo un passo indietro. Siete in ascolto di Irrintzi l’esordio a proprio nome di Xabier Iriondo uscito l’11 settembre scorso. Questo lavoro dopo vent’anni di carriera e cinque di gestazione riceve il contributo di molti musicisti che testimoniano la complessità compositiva che mette in campo il nostro e la sua storia artistica costellata da molte collaborazioni e progetti musicali condivisi. Stiamo parlando di Agnelli, Prette e Dell’Era (Afterhours), di Roberto Bertacchini (Starfuckers), di Cristiano Calcagnile (Bollani) , di Bruno Dorella e Stefania Pedretti (OVO), di Gianni Mimmo (sax soprano), di Gaizka Sarrasola (musicista basco che spazia dal folk alla musica di ricerca) e di Paolo Tofani (Area). Completano il quadro della produzione il contributo di associazioni e di sei etichette che hanno reso possibile l’uscita del disco.
Una biografia lunga, corposa e fatta di ricerca quella di Xabier Iriondo. Fin dal 2001 costruisce strumenti in proprio e ne <<esplora le possibilità>> anche attraverso l’incontro <<con musica elettronica, field recordings e strumenti elettroacustici>>. Per chi non lo conosce è interessante scorrere le sue attività per capire il suo spazio musicale [1] e non fermarsi al suo essere un componente degli Afterhours, band che aveva lasciato e con la quale si è riconciliato nel 2010.

Irrintzi è anche un omaggio alle sue origini basche, alla storia familiare e alla sua popolazione. Irrintzi significa urlo stridente e prolungato, la title track  un assordante noise che dopo una distorta cavalcata si chiude in armonia. La tradizione folk basca di Elektraren Aurreskua, l’ultimo saluto al nonno di una bambina che segue un ritmo addolorato e retto dagli strumenti tipici suonati (txistu, tum-tum e alboka) da Sarrasola.
Nel brano Gernika eta Bermeo affilate lame elettroniche introducono le parole di Karmel Iriondo Etxaburu, il padre di Xabier, che racconta in spagnolo quanto visto a Guernica il giorno dopo al bombardamento nel 1937,  un ricordo vivo reso cupo e drammaticamente suggestivo dal contraltare delle note del mahai metak (strumento creato da Iriondo stesso).
Un altro pezzo di notevolissima fattura è sicuramente Il Cielo Sfondato con la chitarra di Paolo Tofani a reggere, riff compresi, l’impalcatura sonora e il sax di Gianni Mimmo a esaltare l’attonita follia. Quella follia creativa e quegli scollamenti stilistici (folk, noise, digressioni di  progressive, rock)  che ritroviamo in tutto il lavoro e che potrebbero come dicevamo all’inizio ipnotizzarti. Non vi curate di noi e ascoltate!

Ciro Ardiglione

genere: rock alternativo
Xabier Iriondo
Irrintzi
etichette: Wallace Records, Phonometak, Santeria, Long Song Records, Brigadisco e Paintvox
data di pubblicazione: 11 settembre 2012
brani: 9
durata: 39:31
lp: 2

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