Yoga. Breve storia tra mito e realtà

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La parola Yoga in Occidente è ormai abusata ed utilizzata nei contesti più diversi per indicare discipline molto differenti tra loro che oscillano dal puro Fitness praticato in palestra all’Ha-Tha Yoga di tradizione indiana.
Questa piccola premessa per non incorrere nella solita confusione Occidentale… che a fini squisitamente commerciali mischia qualcosa di completamente diverso e cioè un’attività ginnica che vagamente si ispira allo Yoga, pur assumendone il nome, e lo Yoga tradizionale…

Il percorso storico, che qui viene tratteggiato, riguarda specificamente l’Ha-Tha Yoga, antichissima disciplina spirituale nata in India circa 4000 anni fa e solo recentemente (ultimo cinquantennio) divulgata a livello mondiale.
Questa misteriosa storia inizia nel Nord dell’India e più precisamente nell’area del bacino del fiume Indo ad opera di una popolazione stanziale molto evoluta culturalmente, che fino ad un secolo fa era praticamente sconosciuta.
Gli scavi eseguiti da Sir John Marshall e dai suoi collaboratori (dal 1921 in poi), continuati da E. Mackay, Vatts e Wheeler nella valle del fiume Indo, portarono alla luce le antiche vestigia di un popolo notevolmente evoluto, vissuto 2500 anni prima di Cristo, che aveva dato vita ad una civiltà che molto probabilmente costituì la base della successiva e grandiosa evoluzione della cultura indiana.

I ritrovamenti archeologici, avvenuti nelle principali città di questo antico impero Harappa e Mohenjo-Daro, mostrano un livello culturale notevolmente avanzato, un’organizzazione che probabilmente aveva al vertice un’autorità religiosa ed un culto della Dea madre che ha molti lati in comune con i culti delle civiltà proto-storiche Europee.
Questi ritrovamenti hanno inoltre evidenziato una pratica Yoga molto avanzata, sono state trovate infatti statuette e sigilli rappresentanti divinità in posizioni Yoga ed anche rappresentazioni di possibili maestri o asceti in meditazione, lo stesso Sir John Marshall nel descrivere un ritrovamento riguardante una divinità antesignana di Shiva dice:
Il Dio che ha tre facce, è seduto su un trono basso indiano in un atteggiamento caratteristico dello Yoga, con le gambe incrociate, talloni contro talloni e dita del piede rivolte verso il basso… [1].

Quanto detto sopra ha ripercussioni immense sulla storia della civiltà e cultura indiana, citando direttamente le parole del famoso storico ed antropologo Mircea Elide: questi fatti possono essere difficilmente minimizzati e la loro portata è enorme. Tra la civiltà proto-storica dell’Indo e l’induismo moderno non c’è soluzione di continuità… [2]
Accertato fin qui che la storia dello Yoga e della cultura indiana è molto più antica e strutturata di quanto si pensasse fino ad un secolo fa, il successivo sviluppo lo si deve alle popolazioni Ariane che con invasioni e migrazioni più o meno pacifiche si sovrapposero, fino a cancellarne il ricordo, alla sopraccitata civiltà dell’Indo (Dravidica).

Siamo ora nella fase documentata della storia indiana, nei Purana o antiche cronistorie indiane viene rivelato che: colui che fra gli Dei regola la vita e la morte degli esseri (Shiva), avrebbe rivelato agli uomini il modo di superare il limite delle percezioni dei sensi, e di conoscere mediante un’esperienza diretta ed extrasensoriale la natura sottile del mondo naturale apparente ed i suoi aspetti trascendenti, che sono gli spiriti e gli dei.
La tecnica di questa esperienza si chiama Yoga (il legame) e la nostra parola religione ne è un traduzione[3].

Da quanto appena detto emerge che lo Yoga è prima di tutto una disciplina di evoluzione spirituale applicabile a qualunque percorso religioso, essendo infatti a-dogmatica è stata nel corso dei millenni arricchita da sempre nuovi contributi, non ha mai imposto un culto specifico e qualunque praticante è libero di fare sempre riferimento alla propria divinità, se credente.

Uno dei principali assunti dello Yoga è quello secondo cui:
con un corpo malato ed una mente instabile qualunque percorso spirituale (ed anche materiale) risulta difficile se non impossibile, da qui l’elaborazione di una serie di tecniche che danno salute al corpo e stabilità alla mente.
Per completare il quadro esplicativo sullo Yoga cito le sagge parole di A. Danielou:
La ricerca della verità, della realtà trascendente, come ogni vera ricerca, non può ammettere alcun dogma o principio inderogabile, ma esige un metodo, ed è appunto il paziente sviluppo di questo metodo lo scopo dello Yoga.
Per mezzo dello Yoga e dei suoi sistemi ogni religione può ritrovare i suoi principi, la sua logica, la sua ragion d’essere [4].

Tornando al nostro percorso storico, tracce di tecniche yoga si trovano, oltre che nei Purana già citati, nei Veda testi canonici della filosofia indiana.
Spesso quanto viene detto in questi testi è di difficile comprensione e solo un Maestro di yoga è in grado di comprendere e spiegarne il significato, ma anche questo fa parte della storia e del mistero dello yoga.
Le difficoltà di comprensione ed acquisizione di conoscenze storiche viene ulteriormente aumentata dal fatto che il sapere Yogico veniva (per tradizione antichissima) tenuto segreto e comunicato da Maestro ad allievo in base all’evoluzione di quest’ultimo, i motivi principali di questo atteggiamento stavano nella convinzione che alcune pratiche yoga se comunicate o apprese in anticipo rispetto il potenziale dell’allievo potevano creargli un danno anziché un beneficio.

Esisteva inoltre anche un motivo esoterico, essendo lo Yoga nei suoi livelli più alti legato all’acquisizione di potenti poteri paranormali, l’allievo non ancora formato spiritualmente poteva usare in modo egoistico ed indiscriminato queste facoltà…
A completamento del quadro storico sullo Yoga cito i tre principali testi tecnici:
Hatha yoga Pradipika, Gheranda Samhita, Shiva Samhita (contengono una grande quantità di informazioni sulle pratiche dello yoga).

Un discorso a parte bisogna fare per gli Yoga Sutra di Patanjali, considerato la summa dello Yoga, è un testo molto complesso che può essere letto a vari livelli, secondo la maturità ed evoluzione spirituale del lettore o praticante di yoga.
Del testo storico esistono innumerevoli commenti, antichi e moderni, che danno un valido aiuto alla sua comprensione.
E’ difficile datarlo con precisione, personalmente ho trovato datazioni che vanno dal III secolo Avanti Cristo al VII secolo Dopo C., questa differenza di datazione può derivare dal fatto che il testo fu compilato per fasi successive e/o dalla difficoltà di identificare storicamente la figura dell’autore Patanjali (alcuni commentatori ritengono che in realtà possa trattarsi di un pseudonimo dietro cui si cela una scuola di Yoga).

Comunque anche questa difficoltà nello stabilire con precisione date ed autori fa parte del rifiuto dello yoga di farsi dogmatizzare o rinchiudere in un preciso ambito temporale, lo Yoga è Universale A-Dogmatico ed appartiene a tutti i Tempi…
Attualmente la divulgazione dello Yoga ha superato qualunque confine materiale e resistenza di tipo ideologico, le sue tecniche e tutto il potenziale benessere che ne può derivare hanno affievolito anche le voci più dissonanti… c’è da dire che in occidente si utilizza principalmente quella parte dello Yoga fatto di posizioni (Asana) e di tecniche respiratori (Pranayama) che mirano al benessere fisico e mentale dell’individuo, questo ha permesso un approccio più morbido con una cultura che ha fatto del dogma sia religioso sia scientifico il suo punto di forza.
Roberto Rindone

[1] “Lo Yoga” di Mircea Elide – Editore Sansoni – Prma edizione Giugno 1995 – Pagina 329
[2] “Lo Yoga” di Mircea Elide – Editore Sansoni – Prma edizione Giugno 1995 – Pagina 330
[3] “Yoga – Metodo di reintegrazione” di A. Danielou – Editore Ubaldini – Edizione Settembre 1974 – Pagina 7
[4] “Yoga – Metodo di reintegrazione” di A. Danielou – Editore Ubaldini –
Edizione Settembre 1974 – Pagina 9

Bibliografia: “Lo Yoga” di Mircea Elide – Editore Sansoni – “Tantra” di A. Van Lysebeth – Editore Mursia – “Yoga – Metodo di reintegrazione” di A. Danielou – Editore Ubaldini

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