Yoga: ballare è zen

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L’estate è favorevole per stare il più possibile all’aria, al sole, nel verde e per incontrare gli altri in modo semplice; ci aiuta il caldo, la musica delle serate fresche all’aperto dopo giornate di sole al mare, in montagna o in campagna.

E proprio una buona musica ci aiuta, anche inconsapevolmente, a generare piacere e socialità con il movimento del ballo. Ballare, anche da soli, qualunque tipo di danza, accorda il nostro “centro del desiderio“, collocato nell’addome, con il nostro “centro di controllo“, la mente pensante che sovente usiamo per vivere, progettare, pensare e pianificare.

Il ballo offre al corpo la guida delle emozioni, fa muovere gambe e bacino, schiena e braccia, fa affiorare i sorrisi, fa accennare al canticchiare nel seguire la musica del momento. Ci connette agli altri danzatori di quel momento, ci stimola a imitare un passo che ci è piaciuto, ci fa sentire liberi di crearne a nostra volta di nuovi, più o meno audaci, più o meno “sciolti“, ci aiuta a “darci il tempo“, battendo a ritmo le mani, quando dalla consolle o dall’orchestra suona qualcosa di eccitante o un autore particolarmente amato. Quando arriva un pezzo “forte” balliamo, ricordiamo e diventiamo un “intero” tra corpo-mente-anima, non c’è il tempo, ritorniamo giovani, si muovono i ricordi e contemporaneamente, viviamo il momento presente.

E cantiamo con la stessa voce dei vent’anni, “Another brick in the Wall“, o piuttosto “Figli delle stelle” soprattutto se ci illumina la Luna Nuova. Ci sentiamo in equilibrio, apprezziamo gli altri, tutti quelli che ballano, bambini, giovani, diversamente giovani, persone dalle chiome argentate, ognuno si esprime al meglio nel divertimento, nella gioia e nella salute che il corpo si procura, con il piacere del ballo.

Perché ballare è zen? Muove il secondo chakra Svadistana, che letteralmente significa “sta nel suo giusto posto“, ovvero nel “luogo favorevole“; Svadistana bilanciato tra “dare e avere” muove e crea costantemente emozioni, le libera fluide, come l’acqua, il suo preciso elemento, muove la linfa, accelera il flusso del sangue, fa ‘circolare” tutti i liquidi.

A sensual way of life, il ballo, in tutte le culture, richiama arcaici rituali preparatori dell’accoppiamento, come negli animali, ci rende esseri umani più “naturali“, meno “cerebrali“, eleganti, ritmici, accordati. L’accoppiamento intendiamolo anche come un riunirsi a se stessi, integrarsi per un’esperienza di interezza, terra e cielo, materia e mente, con la libertà emotiva trasversalmente distribuita.

Quando ci consentiamo questo tipo di piacere, allontaniamo e diminuiamo paura, ansia, tabù, sblocchiamo i nostri schemi rigidi di difesa, protezione (da cosa o da chi… mistero cerebrale), ci rendiamo aperti e disponibili all’avventura, allo scambio reciproco e osmotico con altre cose o pensieri o persone, anche sconosciute. Coltiviamo altresì “il nuovo“, ci muoviamo usando altre direzioni, cominciamo proprio ad usare “i picconi emotivi” per sbriciolare non il muro di Berlino, bensì i muri invisibili dentro di noi. Ci “diamo il permesso” di farci del bene, parla dentro di noi la voce del “si può fare“, “mi merito di ballare“, e così facilmente, miglioriamo il nostro umore, rendiamo più tonici i nostri muscoli, le nostre articolazioni, sudiamo e ci svegliamo a nuova salute.

Un Secondo Chakra in equilibrio, cioè al posto giusto e non chiuso o sbilanciato, permette di esprimere una gioiosa sessualità, al riparo da qualunque senso di colpa, migliora le funzioni urinarie, né eccessive, né faticose perché infrequenti, previene disturbi alla prostata, alle gonadi e alle ovaie, fa affiorare un sorriso semplice. Piacere e dovere in eterno conflitto, bianco o nero con sfumature di grigio per gli indecisi o i “pensanti relativi“; Svadistana è arancione, un mix sfumato di passaggio tra il marrone, fango, rosso scuro del Primo Chakra, della radice, terra da dove tutto si genera, e il giallo del centro della volontà dove risiede l’azione “ormai chiara’ della volontà. Il Terzo Chakra, arancione come un coltivare i molti semi della creatività, le molteplici direzioni del pensiero laterale, dell’immaginazione prima di consolidare l’azione consapevole e unica verso la direzione scelta.

Un esercizio per l’equilibrio di Svadistana: seduti comodamente a gambe incrociate, unire le piante dei piedi tra loro e, con una leggera pressione alle ginocchia con le mani, riuscire a ottenere il movimento “a farfalla“, con gentilezza, senza forzare, per sciogliere le anche, il bacino e massaggiare la bassa schiena. Una posizione aperta e statica.
Oppure ballare ovunque leggeri come una farfalla.
Stefania Ratini

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